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giovedì, luglio 04, 2013

pretend




Fingere di essere felici quando si é tristi non è poi un grande sforzo
(Nat King Cole)

giovedì, maggio 16, 2013

voglia di tenerezza

ci sono momenti come questi in cui mi capita di rimpiangere la vita di coppia o perlomeno mi manca un compagno che mi permetta di fare affidamento su di lui, che mi sostenga nei momenti di smarrimento, che mi dica: non ti preoccupare ci sono qui io, andrà tutto bene, ci penso io. In questi momenti non bastano le amiche, la famiglia e nemmeno le "gratificazioni", sembra tutto di una pesantezza tale che non sai se lasciarti trasportare dalla corrente o farti tirare giù dalla stessa, il tempo grigio non aiuta, magari con il sole riusciresti a vedere almeno un cielo più azzurro e a consolarti, magari potresti scappare al mare, sederti su una sdraio e lasciar vagare lo sguardo verso l'orizzonte, sforzandoti di svuotare la testa. Nemmeno gli amati libri aiutano un granchè: ti sembra che alimentino speranze che invece andrebbero azzerate, allora ti butti sui gialli come se il pulp aiutasse a controbilanciare la malinconia, eppure pensi che tu non sei così: una  che si arrende alla tristezza, una che è inetta  di fronte alle difficoltà, forse sono solo un po' stanca!


mercoledì, marzo 13, 2013

13 marzo 1957


il giorno del tuo compleanno dovresti in teoria essere non dico felice ma almeno contenta e così è sempre stato per me, più o meno, quest'anno invece faccio fatica al pensiero di festeggiarlo, ultimamente c'è sempre qualche sassolino più o meno grosso che mi fa inciampare, se non cadere e rialzarsi è sempre più faticoso, mi prende anche una sottile angoscia al pensiero degli anni che compio, non è una questione di rughe o di acchiacchi, è che spaventa pensare che hai tutta quella vita vissuta dietro e non altrettanta da vivere davanti, spaventa l'idea che potresti non star più così bene nè di salute nè di testa, anche se poi incontri  tante persone più grandi di te che stanno benissimo e hanno tanti interessi e vivono serenamente, sarà che le mie responsabilità specie quelle familiari non le posso condividere con nessuno, a parte le amiche che però non è che le puoi assillare continuamente e che di certo non se le possono assumere al posto tuo, e anche se hai una famiglia abbastanza presente ed empatica anche se sgangherata, certe responsabilità sono le tue e basta, specie rispetto ai figli, e in effetti è di questo che stiamo parlando.

Come ho scritto ad un caro amico, mi prende a volte una maliconia profonda, una nostalgia per certi momenti passati in cui tutto sembrava in divenire, un divenire piacevole da sognare, ora non riesco a proiettarmi un granchè nel futuro e non vedo un futuro così roseo, penso ad un tempo in cui  non avevo deluso nessuno e nessuno aveva deluso me, non ancora, e penso all'oggi dove invece qualche micro/macro delusione l'ho avuta, penso ad un tempo in cui l'amore e la passione facevano parte della mia vita, oggi questi due sentimenti non ci sono, ahimè non c'è nessuno che riesca ad ispirarmeli e probabilmente io stessa non li ispiro a nessuno, ma liberi di non crederci, questo sarebbe il meno.
Penso a come mi vedono gli altri, un po' malinconica, appunto, io che ero sempre allegra e sorridente, non stile pagliaccio, una che riusciva sempre a vedere il lato positivo delle cose e a goderne, e a trovare sia un motivo per sorridere che per ridere a crepapelle, non mi piaccio così, non mi piaccio malinconica....

faccio cose, vedo gente e non pago l'affitto.....e mi sembra di girare a vuoto

questa canzone l'ho persino studiata a canto, e tra parentesi non riesco nemmeno più ad andare a lezione di canto e di pianoforte, non è tempo



mercoledì, febbraio 27, 2013

maree

(Hokusai - la grande onda)


potrei scrivere sull'esito del voto, ma non ho niente da dire o meglio me ne passano in  testa di pensieri ma lascio le parole a chi è più bravo di me ad esternare, sono solo contenta di non lavorare più lì, il mio voto è stato borderline, diciamo che mi è andata bene solo alla regione, gli altri due voti forse sono andati per così dire sprecati, così è la vita.......

potrei parlare della difficile situazione economica del paese, ma anche in questo caso lascio l'analisi a chi ci capisce meglio di me, di certo nonostante non mi possa lamentare perchè ho una pensione sopra la media, (e perchè sono in pensione), diciamo che mentre prima il mio unico stipendio riusciva a mantenere più che bene la mia numerosa famiglia, ora ci stiamo ridimensionando, e per fortuna la figlia vive e lavora all'estero......

potrei annoiarvi con la mia vita sentimentale ma appunto è talmente una noia, un deserto..con tutti i cactus che incontro (dice sempre la mia amica) che è inutile sprecarci parole da progamma televisivo di bassa lega (almeno per me che mi picco di non guardare mai la tv)

potrei parlarvi dei figli, maschi, del rapporto ondivago e faticoso che ho con loro, di quanto sono preoccupata e a volte avvilita, di quante volte chiedo a me stessa dove ho sbagliato per poi rispondermi che è inutile e sterile accollarmi tutte le responsabilità quando  gli stimoli che ricevono dall'esterno sono nulli e gli esempi ahimè beceri, essere l'unico genitore poi non aiuta affatto....

posso solo dire che mi sento come sballottata dalle onde e che nonostante si dica di me che ho una tempra forte...sono un po' stanca, passerà anche questo tsunami, bisogna solo vedere cosa lascerà indietro



giovedì, novembre 08, 2012

settimana di passione





è quando sta male qualcuno che ti è molto vicino che ti ricordi che tutto può cambiare da un momento all'altro, che se vai più a funerali che battesimi anche tu stai invecchiando e non sono le rughe che te lo fanno capire, a quelle nemmeno ci fai caso, sono i piccoli acciacchi, le dimenticanze, la distrazione che già era una tua dote e adesso sta diventando un difetto, l'ipersensibilità che se da piccola ti dicevano che avevi le lacrime in tasca adesso riesci a commouoverti persino guardando un episodio di Fringe, il fatto che qualche volta ti senta invisibile, che ti senta sempre più stanca anche se invece poi giri sempre come una trottola e ti chiamano ancora wonderwoman, il fatto che a volte tu preferisca star sola, in solitudine, tu che sei così piena di amici, tu che basta uscire di casa e hai già sorriso e salutato una decina di persone perchè in questo quartiere ti conoscono tutti dai negozianti alle signorine diversamente perbene, che ormai fanno parte del folklore del quartiere e nessuno le guarda più con sufficienza, o forse tutte queste riflessioni, questa sottile malinconia deriva dal fatto che questa è la "settimana santa" che precede due ricorrenze una bella e una brutta: il compleanno di tuo figlio piccolo, ormai grande, e il giorno dopo la morte di tuo marito, che ti fa pensare che effettivamente novembre sia il mese dei morti.

lunedì, gennaio 11, 2010


Ho quella disperata sensazione che niente abbia senso. Allora decido di innamorarmi ma è troppo difficile. Voglio dire, pensi costantemente a una persona, ed è soltanto fantasia, non è reale, e poi diventa una cosa così coinvolgente, devi vederla di continuo e va a finire che è un lavoro come un altro

Andy Warhol

giovedì, gennaio 07, 2010

mal d'amore e pillole delle felicità


ho sentito ieri questa notizia su una pillola miracolosa che producono in Austria per il mal d'amore, il nome del farmaco già di per sè sembra uno scherzo: Amorex, con due pillole al giorno si superano tutti i dolori e le ansie legate a separazioni, lutti e distacchi amorosi, evita di ricorrere ad altri metodi pericolosi per la salute come la dipendenza dall'alcool, il ricorso a droghe o peggio ancora all'abbuffata di cioccolato fondente (io ricorrerei al cioccolato fondente o alla nutella), e scongiura il pericolo di suicidio.

Pare che non provochi dipendenza e non abbia controindicazioni, ieri sera al tg una simpatica e giunonica signora austriaca intervistata da un nostro connazionale si chiedeva in un italiano improbabile come mai l'avessero inventata in Austria: che forse voi italiani siete più fortunati in amore di noi?????

ai tuttologi l'ardua sentenza

credo che me ne farò mandare a pacchi dal nipote che vive a Vienna!!!!! non si sa mai funzioni.

venerdì, novembre 06, 2009

guardare e non vedere

con photoshop si fanno certi miracoli e allora una foto che era venuta così così può trasformarsi in un mi illumino di immenso, però non vedo tutta questa luce attorno a me piuttosto un grigio deprimente, ci sono dei rari momenti di risa ma fondamentalmente mi sento un po' come se la sua anima era su un treno espresso, che tornava verso il nulla. (cit.)

Cerco di guardare oltre ma non riesco a vedere niente di così luminoso, mi piacerebbe che gli occhi tornassero a sorridere come una volta ma i motivi per farlo sono sempre di meno, la fatica di vivere, di mettere un passo dopo l'altro sembra faticosa, i ricordi mi sovrastano e quelli futuri mi mettono ansia, quando decido di autocommiserarmi sono un asso: l'altro giorno mi ero fissata che era da troppo tempo che non mi abbracciava più nessuno, mentre il contrario, le richieste di abbracci e coccole, sono quasi pressanti:

sei la mamma, la figlia, l'amica....sei dolce.... generosa.... allegra... forte......

così mi vedono gli altri
io non mi vedo
o
vedo una me che a volte non riconosco






Il più delle volte metto bene a fuoco tutto quello che ho intorno
Il più delle volte riesco a stare con i piedi per terra, posso seguire il sentiero, posso capire i segnali, tengo la destra quando la strada si fa tortuosa riesco ad affrontare qualunque cosa mi capiti, non mi accorgo neanche che lei se n'è andata, il più delle volte. Il più delle volte è tutto ben chiaro, Il più delle volte non cambierei le cose anche se potessi, posso far quadrare tutto, posso tenermi vivo, posso affrontare la situazione fino in fondo riesco a sopravvivere, a sopportare ed anche a non pensare a lei. Il più delle volte.

Il più delle volte la mia mente è sincera Il più delle volte sono abbastanza forte da non odiare. Non mi costruisco illusioni fino a starci male non sono spaventato dalla confusione, non importa quanto grande riesco a sorridere in faccia all'umanità. Non ricordo neanche com'era il sapore delle sue labbra sulle mie. Il più delle volte. Il più delle volte lei non è neanche nella mia mente, non la riconoscerei se la vedessi, è così lontana. Il più delle volte non sono neanche sicuro se lei è mai stata con me o se sono mai stato con lei.

Il più delle volte sono contento a metà, Il più delle volte so esattamente dove sono stato, non mi prendo in giro, non corro a nascondermi, a nascondermi dai miei sentimenti, che sono sepolti dentro, non faccio compromessi e non fingo e non mi importa neanche se la vedrò mai di nuovo. Il più delle volte

venerdì, ottobre 16, 2009

senza parole


senza parole
preferisco tacere
troppi pensieri girano vorticosamente nella testa
è faticoso
arriva il gelido inverno è sentirsi come in estate non è facile
sognare di dormire
avere un sogno nel cassetto e non trovarlo
ci vorrebbe un amico
forse è meglio un amica

mercoledì, maggio 27, 2009

la speranza è un'abitudine



un giorno dopo l'altro la vita se ne va e la speranza è ormai un'abitudine, cantava Tenco, e così che, da un po' di tempo vivo le mie giornate che sembrano sfuggirmi dalla dita, anche se ci sono oasi, bolle di felicità, dove il tempo si congela come in un fermo immagine,e se mi guardo indietro riesco a vedere che non è stata una vita vuota, perchè ci sono i ricordi a riempirla ma se guardo avanti non riesco a vedere nulla, vivere nel presente a volta è faticoso, a volte è come se fosse un'altra me che va al lavoro, si occupa della casa e dei figli, eppure le mie giornate sono piene anche di parole, dette, lette, scritte, di note musicali ascoltate, cantate a squarciagola, di amici presenti con il loro affetto e qualche sorpresa fa un timido capolino, eppure......

martedì, maggio 05, 2009

il mio armadio


il mio armadio potrebbe essere la metafora della mia vita: per quanto mi sforzi di tenerlo in ordine mi si incasina sempre, non è che io sia proprio disordinata, qualcuno lo definirebbe disordine creativo, e sotto sotto ad una parte di me (sicuramente a quella più folle) piace creare casino per poter poi rimettere tutto in ordine, ecco quando poi emergo dal caos sono completamente soddisfatta, come quando incastri quell'ultimo pezzettino di un puzzle gigantesco, prima erano tutti lì e non ci si raccapezzava niente e poi piano piano ecco che il disegno si completa, magari hai il collo indolenzito ma ce l'hai fatta. Così è anche la mia vita, a volte le giornate scorrono tranquille, tutto fila liscio, a volte me la incasino da sola, a volte me la incasinano gli altri, ogni tanto ne esco con le ossa rotta, ogni tanto con qualche piccolo livido che guarisce presto, di certo è piena zeppa e colorata come il mio armadio

lunedì, aprile 20, 2009

zona d'ombra


gira così in questi giorni, mi sento come in una zona d'ombra, ma non quella piacevole di un albero dalle grandi foglie, ma piuttosto in un cono da dove non sembrerebbe possibile intravedere nessun spiraglio di luce, gli uomini della mia vita, figli e non, mi hanno un po' delusa, sfinita, in comune hanno una sorta di vigliaccheria: chi ha paura di crescere, chi ha paura di lasciarsi andare, chi ha paura di assumersi responsabilità, certo il confronto con me è duro e forse anche perdente, non lo dico con supponenza, io faccio quello che c'è da fare e sembro una roccia, e dicono che sono una donna forte e coraggiosa, vado incontro alla vita sorridendo anche se mi verrebbe da piangere, ma l'autocommiserazione non fa per me, le mie lamentazioni durano una mezza giornata, l'umore è grigio ma per esempio oggi sono vestita di rosso, ora quindi scappo, è una mia modalità, una scelta di sopravvivenza, ogni tanto mi devo ritagliare uno spazio mio, devo approdare in un'oasi di pace, e quindi con la scusa che figlia e nipote hanno bisogno di me per motivi organizzativi, me ne vado ad Amsterdam a farmi coccolare da questi due qui ma anche dal genero.

lunedì, marzo 09, 2009

ma che sarà?

esco di casa, mi chiudo la porta dietro e... ho lasciato le chiavi dentro e ovviamente non c'era nessuno;

parcheggio lo scooter e ...lascio le chiavi attaccatte al bauletto

dimentico i telefonini a casa

perdo le chiavi della macchina

e ieri giusto per festeggiare degnamente l'8 marzo ho avuto un incontro ravvicinato con Stolmen, che non è un aitante svedese, bensì il portapantaloni dell'ikea,



e ovviamente ha vinto lui e ora ho un occhio gonfio, lievemente rossastro che presumo riuscirà a diventare nero giusto in tempo per il mio compleanno, cosicchè posso anche evitare di truccarmi,

ma che sarà????

domenica, marzo 01, 2009

indecisione


va letto simulando una voce concitata e decisamente alterata:

lui: quale è il tuo scopo?????

lei: mi trovo sulla piattaforma limbo centrale con l'anima e il cuore messi nella mia valigia in attesa che si presenti l'espresso Jerry (ma potete cambiare con qualsiasi nome maschile) dei miei stivali e che mi dicano che il mio biglietto è ancora valido e che posso rimontare sul treno...
solo che alla stazione l'altoparlante sembra un disco rotto e mi ripete che il mio treno è in ritardo perchè il conducente è in preda ad una botta di panico intenso nella città dell'indecisione....
vi consigliamo di prendere l'autobus

e adesso sai quale è il mio scopo......microcefalo.........

(dal film Sliding doors)


giovedì, luglio 10, 2008

bastava dirlo

ho accennato al fatto che il momento è un po' incasinato, e che sto seriamente pensando di passare alle droghe, ma quelle pesanti... perchè i dardi dell'iniqua fortuna di shakespearioana memoria arrivano dritti e sicuri al bersaglio, che tale mi sento ora, sto acquistando anche un'imperturbabilità degna di un cittadino britannico, a cui si sta aggiungendo una pericolosa impermiabilità agli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni:
vogliamo parlare del furto con destrezza della mia borsa e quindi del portafoglio con tutti i documenti e le carte di credito e le foto a cui tenevo e che conteneva anche in una tasca esterna il ciondolo, un bel pesciolino con rubini, che mi era stato regalato dalle amiche per i miei 50 anni, il laccetto si era usurato e l'avevo messo lì non avendo tempo di andare a cambiarlo, e dei cellulari e delle chiavi di casa e della mia piccola trousse con il mitico coltellino svizzero ricordo di quando andavo agli scout????
il costo di questo furto sta salendo di giorno in giorno fra cambio di serrature, documenti da rifarire e cellulari ricomprati (anche se non essendo una maniaca ne ho presi due rispettabilissimi ma poco costosi),
ora cosa altro poteva succedere???
ieri pomeriggio una delle gatte di mia madre, Bianchina che era riuscita ad arrivare alla veneranda età di 19 anni, ha pensato bene di volare giù dalla finestra del 5 piano, atterrando fra le povere commesse di coin che stavano fumando in cortile, e chi è dovuta andare a riconoscere e a riprendere la salma????
ovviamente mia madre non vuole buttarla via e quindi l'abbiamo fatta cremare e poi la seppelliremo ....
e siamo solo a giovedì

martedì, giugno 10, 2008

come acqua


mi sento così mutevole, un fiume in piena che ogni tanto si riposa in qualche ansa, ma non riesce a star fermo per troppo tempo deve arrivare a quel mare che ama tanto, ma c'è sempre qualche diga da agirare o da abbattere per proseguire e naufragare in quella distesa d'acqua.
Oggi è stata una bella giornata, gratificante e intensa, eppure proprio per questo, tornando a casa, mi è venuto un attacco di malinconia, il senso di dissociazione e straniamento sale pericolosamente, tutto quello che devo fare mi assale e il divario con quello che vorrei fare si allarga sempre di più, ho delle responsabilità a cui non posso sottrarmi, ma è faticoso. Avevo sognato una famiglia, dei figli, una vita con un uomo accanto con il quale condividere gioie e fatiche, il sogno è durato troppo poco,
mi ritrovo a gestire da tanto tempo tutto da sola, il delirio di onnipotenza è in agguato, wonderwoman indossa il suo costume e si prepara alla battaglia di tutti i giorni, ma le capita a volte di sentirsi stanca di indossare una maschera.

Valentina e Lorenzo sono lontani, i ragazzi si stanno preparando ad uscire per una megafesta di fine anno scolastico, ho deciso di andare a farmi coccolare da mia sorella per scelta, scelta di cuore, oggi non ce la faccio a restare a casa, meno male che ci sono le amiche.

domenica, gennaio 13, 2008

quando sembra

http://it.youtube.com/watch?v=iWRQ0j27vNY




Quando sembra di non aver parole da scrivere, si condivide quello che piace, mi rifaccio ad una piccola polemica letta tempo fa su un blog dove ero andata a curiosare dietro suggerimento di giovanna, una commentatrice rimproverava l'autore del blog di trascrivere più che altro articoli letti e quindi di non metterci niente di suo, invece secondo me condividere un'informazione da te letta e scovata e aver voglia di riporarla sul tuo blog può essere interessante, nel mio lavoro per esempio dare una certa informazione o riportarla in un certo modo piuttosto che in un altro o non riportarla affatto, già quella è una scelta e infatti alle volte ci troviamo a discutere perchè ovviamente e giustamente ognuno la pensa in maniera diversa.

In un un blog tipo il mio che forse non ha una collazione netta: si potrebbe veramente definire solo un dario online, io mi sento di condividere con voi (che bella parola condivisione) quello che mi piace, che spero piaccia anche a voi, e che magari crei una corrente di empatia (altra bella parola),
quando poi ci sarebbero fiumi di parole da scrivere, ma non ci si riesce per lo stato emotivo del momento, un po' traballante il mio, lo devo ammettere, ecco che sembra più semplice postare un video o una poesia o un brano letto.
Solo per spiegarvi il mio apparente ristagno.

venerdì, novembre 23, 2007

harakiri

che già mi sono svegliata che mi giravano per la testa dei grandi interrogativi del tipo: io ho molto amato, ma sono stata altrettanto amata? per poi rispondermi che forse l'unico che avrebbe potuto rassicurarmi e morto e quindi di certo non può rispondere a questa domanda! Poi mentre portavo Andrea a scuola con lo scooter, preciso questo per avvertirvi caso mai foste romani che sono un pericolo pubblico per me e per gli altri, perchè mentre guido sogno ad occhi aperti, quindi ogni tanto mi distraggo, dicevo mentre scorazzavo per il lungotevere ho pensato che sarebbe stato divertente postare tutti gli altri interrogativi che ogni tanto a noi che eravamo 4 amiche al bar ci sovvenivano alla mente: è meglio essere grassi e felici o magri e infelici??? ovviamente non è contemplata la possibilità di esere magri e felici e grassi e infelici, altrimenti che gusto ci sarebbe a porsi queste domande. O anche poveri ma belli o ricchi ma brutti??? belle e stupide, o intelligenti ma racchie??? e si potrebbe continuare......
Una arriva in ufficio in anticipo e decide di mettersi a girovagare fra i blog amici e decide che oggi inzia da germano che ha scritto questo post , capita allora che a una le vengano gli occhi lucidi e le si sfaccia (si dirà accussì) il trucco ma anche la faccia, e pensare che oggi dato l'umore aveva deciso di truccarsi per bene, ah sì questa è un'altra delle mie tecniche: più me rode...e sono giù, più mi trucco perchè così poi non posso piangere, ovviamente non funziona...MAI....

domenica, novembre 11, 2007

take care of yourself


Le storie di Sophie leggo sono esperimenti sull'emotività e l'identità, condotti con estremo rigore e sospinti da un voyeurismo che è desiderio di raccogliere prove, segni, indizi, testimonianze. È il bisogno di avere l'evidenza dell'esistenza che spinge a varcare i limiti della privacy e della "correttezza" morale. Rielaborare l'esperienza e condividerne l'intimità con gli altri sembra essere il solo modo per vendicarsi della vita e per rendere un senso al suo mistero.
J’ai reçu un mail de rupture. Je n’ai pas su répondre.C’était comme s’il ne m’était pas destiné. Il se terminait par les mots : “Prenez soin de vous”.J’ai pris cette recommandation au pied de la lettre.J’ai demandé à 107 femmes, choisies pour leur métier, d’interpréter la lettre sous un angle professionnel.L’analyser, la commenter, la jouer, la danser, la chanter. La disséquer. L’épuiser. Comprendre pour moi. Répondre à ma place.Une façon de prendre le temps de rompre. À mon rythme.Prendre soin de moi."
Sophie Calle
mi ha incuriosito questo articolo su così finisce un amore e su come ha deciso di elaborare questa fine, l'artista francese Sophie Calle, (siamo anche quasi coetanee) scritto da Concita De Gregorio:
La lettera è una qualunque lettera d'addio, se si può dire qualunque di un congedo. Breve, una paginetta. Accendi il computer un giorno e lei è lì. Sta tutta intera davanti a te nel primo foglio dello schermo. Premi il cursore per scendere, ne cerchi ancora ma non serve: è finita. Lui è garbato, formalmente ineccepibile, apparentemente addolorato. È colto, inoltre. Un uomo che sa usare le pause e gli a capo. Sa toccare le corde dell'altrui colpa sfiorandole appena, sa attribuirne un poco a sé come un difetto congenito, piccolo male non imputabile. Uno scrittore, forse. Di certo uno che lavora con le parole. Il repertorio è classico, si direbbe un'antologia. "Avrei preferito parlarti a voce, infine ti scrivo". "Ho creduto che avrei potuto darti il bene" "che il tuo amore fosse benefico per me". "Non ti ho mai mentito e non comincerò a farlo oggi". "Mi dicesti che quando avremmo cessato di amarci non avremmo più potuto vederci: una regola che mi pare dolorosa e ingiusta. Tuttavia: non potrò diventare per te un amico". Alcune specifiche di questa storia, poi l'inevitabile "ti ho amata nel mio modo e continuerò a farlo, non cesserò di portarti con me". La chiusura, infine. "Avrei preferito che le cose andassero diversamente".

Le ultime quattro parole: Take care of yourself, prenez soin de vous, cuidate mucho.
ho ricevuto una mail che diceva è finita, non ho saputo rispondere. E' stato come se non fosse destinata a me
Finiva con le parole: abbi cura di te

e si rimane senza parole...per rispondere...si rimane senza fiato, leggere quest'articolo mi ha riportato indietro, ognuno elabora le separazioni come meglio crede, lei coinvolge 107 donne nasce un libro una mostra
io ho aperto un blog
ha funzionato