giovedì, maggio 19, 2016

era una ragazza semplice






Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo.
Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte.
Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.


(Alessandro Baricco)

martedì, settembre 15, 2015

senza fare sul serio

Tu non lo sai come vorrei
ridurre tutto ad un giorno di sole
tu non lo sai come vorrei
saper guardare indietro
senza fare sul serio
senza fare sul serio
come vorrei distrarmi e ridere

mi è entrata in testa questa canzone, forse perchè rispecchia questo tempo, momento, memento, chissà






mercoledì, agosto 19, 2015

quando sarò vecchia





 

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.
Potrò indossare assurde camicie e ingrassare
E mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
O solo pane e sottaceti per una settimana,
E accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.
Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
E pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
E dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.
Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola".

giovedì, maggio 14, 2015

deontologia del cellulare


una volta avevo letto un libro che trattava di questo argomento, mi è tornato in mente oggi dopo aver trovato innumerevoli chiamate senza risposta fatte dalla stessa persona e mi è venuta voglia di sfogarmi:

tu che continui a chiamarmi pur non ricevendo alcuna risposta, non ti è venuto in mente che se non ti ho risposto è perchè non potevo risponderti, magari ero in altre faccende affaccendata, non puoi sapere se piacevoli o meno, ma sta di fatto che non ti ho risposto!
tu che continui a chiamarmi, non ti è venuto in mente di mandarmi un sms se quello che volevi comunicarmi era veramente così urgente, e se tale non era non potevi aspettare che ti richiamassi io?
tu che continui a chiamare senza avere risposta, non potevi leggere l'sms che ti ho mandato, e non ero obbligata a farlo, spiegandoti perchè non potevo risponderti.

Forse è meglio che io renda noto alcune mie idiosincrasie rispetto al cellullare:
non mi piace rispondere ad una chiamata se mi trovo con altre persone in una qualsiasi sala d'aspetto, non mi piace rispondere se sono su un mezzo di trasporto, nemmeno se sono nella mia macchina, detesto usare gli auricolari e quindi incorrerei in qualche multa. Quando sono al telefono mi piace godermi la telefonata, magari spaparanzata su una poltrona o se sono in giro su una panchina, a dirla proprio tutta se sono a casa preferisco la chiamata sul telefono fisso a meno che l'altra persona non sia in giro, mi piace stare al telefono non lo nego, ma penso che le telefonate via cellullare siano destinate a conversazioni brevi e concise, diciamo per situazioni estemporanee, telegrafiche o di sos, ecco puoi tempestarmi di telefonate se hai avuto un incidente o stai per morire, e comunque tanto per essere cinica puoi sempre lasciarmi un messaggio vocale.

giovedì, marzo 26, 2015

leggere




concordo con la frase di Virginia Woolf, divento irrequieta quando non ho nulla da leggere, ormai ho imparato a scaricarmi i libri anche sull'ipad così se sono in giro e mi sono dimenticata di portarmene uno appresso, posso sempre leggerlo anche sull'iphone, dato che quello che scarico su uno lo trovo sull'altro, (anche se alle volte questa cosa è deleteria,ehm), diciamo però che ultimamente non mi attira nessun titolo e allora mi sono messa a rileggere qualche libro che mi era piaciuto molto.
Prima mi sono riletta questo:



Mi costringo a sentire il Malessere di un Lungo Pensare.
Quest'ultima frase che dà anche il titolo all'ultima parte del romanzo è già significativa e rende il senso di questa romanzo dove si intrecciano varie vite e vari personaggi, tutti con storie dolorose alle spalle e alle prese con una vita non semplice in un paese selvaggio e ostile.
Si legge tutto di un fiato seguendo il viaggio di Mrs Ross alla ricerca di suo figlio e alla scoperta di un'altra sè.


Peccato che non abbia scritto più niente o meglio ne ha scritto un altro mai tradotto in italiano.

e ora mi sto rileggendo questo:

curioso come il rileggerlo da grandi fa tutto un altro effetto, per niente deludente anzi ti trovi a pensare come sia possibile scrivere così bene ed essere ancora attuale perchè intrighi, giochi di potere e relazioni amorose non sono poi così cambiate molto.

domenica, febbraio 08, 2015

Senza alcuna spiegazione








Ho taciuto
per molto tempo


Non le mie parole
né la mia penna
hanno tracciato il segno alla giornata
Questi son tempi in cui dire non serve
ed anche scrivere
sai, non cambia nulla
Intorno han costruito la gabbia
ed il ruggire ora
serve solamente a divertirli
Hanno per ogni nostro verbo
la giusta confezione
Per ogni male
inventano un vaccino
Per ogni favola
comprano un lieto fine
che non racconti la rabbia
le solitudini, il sangue
che ci nasconda il vero
perché ci insegni
a pensare come loro
ed a parlare
ed a scrivere
le loro parole
ad esser docili
Anche l’amico di ieri
con cui sognasti
il tuo sogno
oggi è cambiato
Si nutre al loro desco
veste gli stessi vestiti
Cambiare tutto…
per non cambiare niente
Perché le parole
che servono per noi
son sempre quelle
se abbiamo smesso di inventare domande
a cosa mai potrà servire aver risposte? 

Giandiego Marigo

venerdì, gennaio 30, 2015

senso di appartenenza





se prima guardavo con una certa sufficienza tutti questi attestati di orgoglio che amano tanti gli americani, riflettendoci ho capito che forse non e' un atteggiamento del tutto negativo, se non sfora nel fanatismo, a tutti piace sentirsi parte di un qualcosa, partecipare, appartenere, sia una scuola, un partito, una religione, una squadra, etc.etc. se gestito bene sicuramente porta un valore positivo nella vita comunitaria, perche' poi non e' che viviamo in un'isola deserta e con gli altri tocca confrontarsi spesso. Ecco allora che forse far parte di un gruppo aiuta nelle insicurezze, crea una specie di bolla protetta, magari solo apparentemente, ma che comunque ti fa sentire meglio, non ti fa sentire solo, fa comunanza per cosi' dire.

lunedì, gennaio 19, 2015

resilienza




E' una fortuna essere dotati di una buona dose di resilienza.


Per rimanere resiliente occorre concentrarsi su quel poco che possiamo controllare, accettando che esistono cose fuori dalla nostra volonta'.  Epitteto

Essere stoici consiste nella ricerca dei fatti, nel saper dire "questa situazione e' cosi': va acettata. Ora bisogna andare avanti e fare il meglio che posso."

mercoledì, dicembre 31, 2014

nessun buon proposito

un anno se ne va, un altro ne arriva,  facebook continua a dirmi che è estato un anno meraviglioso e mi ringrazia per aver contribuito a renderlo tale, e in effetti credo che a loro/lui sia andata alla grande, il mio è stato un anno così così e allora non faccio buoni propositi per l'anno nuovo, in effetti non ne ho mai fatti e in caso non li ho mai attuati, quindi ecco un buon proposito per l'anno nuovo: smettiamo di dirci bugie, voglio esagerare: smettiamo di dire bugie, smettiamo di sentire bugie e trasformarle in verità, smettiamo di far finta di credere alle bugie che diciamo e che ci diciamo, poi ognuno faccia i buoni propositi che vuole, gli auguro di riuscire ad attuarli.

buon anno nuovo a tutti quelli/e che passano di qui.

Patty

giovedì, dicembre 11, 2014

Addobbi di Natale




perchè a me mi piace esagerare