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sabato, aprile 05, 2014

Genitori e figli







Il compito dei genitori,dichiarava Freud, é un compito impossibile.

Cosa significa? Significa che il mestiere del genitore non può essere ricalcato su un modello ideale che non esiste. Significa che ciascun genitore é chiamato ad educare i suoi figli a partire dalla propria insufficienza, esponendosi al rischio dell'errore e del fallimento.
Per questa ragione i genitori migliori non sono quelli che si offrono ai loro figli come esemplari, ma quelli consapevoli del carattere impossibile del loro mestiere.

Massimo Recalcati

martedì, marzo 26, 2013

pasqua con chi vuoi


torno a trovare gli americani....

giovedì, maggio 24, 2012

latitanze


il 30 parto e vado a godermi per un mese questi tre, che vivono a Palo Alto, e che non vedo da natale, farò soprattutto la nonna-sitter ma non è che mi spiaccia, il posto è tranquillo e pieno di verde, ho una piscina a disposizione, San Francisco è a meno di un'ora di treno, e si può sempre girovagare nei dintorni che non sono male, lascio qui gli altri due figli che già sono in agitazione ma non è che gli farà male imparare a gestirsi la casa da soli, mica sono piccoli.

Non vi libererete di me però che ho molti strumenti tecnologici a disposizione

mercoledì, maggio 02, 2012

1 maggio 2002


il primo maggio di 10 anni fa ho smesso di pensare alla festa dei lavoratori per pensare al compleanno di Lorenzo, ubi maior..., mio nipote ancora oggi mi riempe il cuore di commozione e tenerezza, pensare che è il figlio di mia figlia mi emoziona, quando posso coccolarmelo o stare con lui è una gioia, purtroppo sono andati a vivere ancora più lontano, da Amsterdam a Palo Alto, è già tanto se lo vedo due volte all'anno, a fine mese parto per la california e me li godrò: figlia, genero e nipote per un mese intero e poi probabilmente anche buona parte di luglio perchè Lori passerà le vacanze estive in Italia.
Ringrazio ogni giorno la tecnologia che mi permette di parlarci e vederli su skype, benedetti cellullari che hanno questi programmi grautuiti per telefonare se hai il wifi, mi mancano molto ma pazienza, il lavoro li ha portati lontano, ma di questi tempi bisogna andare dove il lavoro per fortuna c'è.

venerdì, luglio 01, 2011

sfighe

ero qui, nel salento, a rilassarmi ma dato che la sfiga ci vede benissimo sono dovuta tornare di corsa perchè il piccolo di casa ha avuto un incidente con lo scooter grazie alle micidiali buche ben note ai centauri romani, che dite faccio causa al comune????

domenica, aprile 10, 2011

i ragazzi stanno bene


io non lo so..........
passo molto tempo sola o meglio in casa c'è un viavai di adolescenti ma si chiudono nella stanza dell'uno o dell'altro ed è già tanto se salutano (sono tutti molto educati), spesso mangio sola, o si passa all'eccesso contrario che ho 3 o 4 dei voraci ospiti dei miei figli, se non fosse per l'appuntamento della sera su skype con Valentina le mie conversazioni si ridurebbero al minimo: esci???, quando torni??? mangi???? in qualche rara occasione vengono da me e mi parlano....raccontano e allora cerco di ascoltare intervenendo poco per paura che il flusso delle loro confidenze si blocchi del tutto. Per fortuna ho le mie amiche e i miei interessi altrimenti il senso di solitudinte sarebbe tremendo, forse è forte il rimpianto di quando erano più piccoli e si riusciva a fare molte cose insieme, di certo a tavola era una festa, probabilmente pensavo che sarebbe andata come con Valentina, che anche da più grande ricavava uno spazio per noi, per andare che so al cinema, ad una mostra, a fare una passeggiata, con Alessandro e Andrea è praticamente impossibile hanno sempre altro da fare, ecco mi manca il fare qualcosa insieme, qualsiasi cosa. Sicuramente bisogna abituarsi a questi nuovi rapporti, bisogna ridisegnare le relazioni con i figli, e abituarsi a questo nuovo tipo di convivenza.



martedì, febbraio 08, 2011

live in USA


sono partiti da meno di due settimane e già mi mancano, dopo un mese e mezzo che me li ero goduti a Roma ora si acuisce la nostalgia, andarli a trovare a Palo Alto non è così semplice come quando erano ad Amsterdam e anche sentirli per telefono o via Skype è un po' più complicato per via del fuso orario, nove ore di differenza, così è la vita quando si hanno figli cittadini del mondo, così è la vita per quei ricercatori eccellenti che non vogliono fossilizzarsi in una paese che non dà loro nessuna opportunità, così è la vita ....

sabato, dicembre 04, 2010

vado via

(foto di andrea baldi)

vado via perchè finalmente mi godrò le ferie....a vita
vado via perchè ad Amsterdam c'è la neve
vado via perchè devo aiutare Valentina & family a traslocare da Amsterdam-Roma-San Francisco
vado via perchè finalmente mi posso rilassare
vado via perchè non ne posso più di questi politicanti

vado via perchè sono felice

torno perchè fra un po' arriva il Natale
torno perchè ho un altro pezzo di famiglia qui
torno perchè le mie amiche non vanno via
torno perchè mi piace la mia città nonostante tutti i suoi difetti o forse proprio per quello
torno perchè il 14 si vota la mozione di sfiducia e io ho spero che sia approvata

torno perchè sono felice

mercoledì, novembre 17, 2010

dodici regole per allevare un delinquente

1 Date al bambino fin da piccolo tutto ciò che desidera. Così crescerà convinto che il mondo gli sia debitore di tutto il necessario per vivere.

2 Sorridete divertiti quando ripete le "parolacce" imparate. Così si convincerà di essere molto spiritoso e aumenterà la dose.

3 Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli

4 Lodatelo in presenza di amici e conoscenti; così si convincerà di essere il più intelligente dei suoi coetanei.

5 Evitate l’uso del termine "male": potrebbe sviluppare nel bambino un "complesso di colpa". Così, da grande, quando sarà giustamente punito per le sue colpe, crederà che la società è contro di lui e che lo perseguita.

6 Raccogliete tutto ciò che lascia in disordine: scarpe, libri, vestiti. Fate per lui ogni cosa, in modo da abituarlo a scaricare sugli altri tutti i propri pesi.

7 Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l'apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona

8 Litigate spesso in sua presenza. Così farà anch’egli nella sua futura famiglia.

9 Dategli pure tutto il denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco

10 Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando

11 Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna

12 Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati


Quando poi da grande il bambino si comporterà male veramente, vi difenderete dicendo: «Con lui non siamo mai riusciti a ottenere nulla».


venerdì, marzo 26, 2010

ho visto cose che voi ...

ho visto con 14 gradi di temperatura in una giornata di sole, pallido, una ragazzina abbigliata in questa maniera

ho visto compagni di scuola di Lorenzo nella stessa giornata vestiti in modo improbabile: calzini spaiati, bermuda da mare con disegni floreali, maglietta a righe a maniche corte

ho visto l'assoluta mancanza di controllo all'uscita di scuola, chiunque avrebbe potuto prendere un qualsiasi bambino e portarselo via, nella fattispecie nessuno mi ha mai chiesto chi fossi e si è mai accorto di chi prendeva Lorenzo

ho visto in un un motorino senza parabrezza un padre che portava un figlioletto davanti, e il fratellino dietro, tutti senza casco e senza giacca, con il vento che scompigliava i loro capelli biondi (il primo olandese che mi dice qualcosa sui napoletani lo mordo)

ho visto vecchie signore con i leggings sopra gonne a palloncino

ho visto sacchi di immondizia in mezzo ai marciapiedi (ma solo il lunedì e il giovedì sera)

ho pagato un espresso 1.70 euro al bancone di un bar

mi sono sentita chiedere informazioni in uno stentato inglese da un italiano che pensava fossi olandese

ho visto posizionare il venerdì sera i "vespasiani" nelle piazze e li ho visti togliere la domenica mattina

ho visto biciclette dappertutto e ho visto portare di tutto nelle suddette biciclette

ma ho anche incontrato persone molto gentili

ho fatto la nonna sitter per 10 giorni

ho bighellonato in giro per ore

ho oziato su una panchina del vondelpark guardando le anatre, le oche e i cigni sguazzare nei laghetti

ho sfornato torte su torte

mi sono goduta figlia e nipote

ora sono tornata a casa

giovedì, febbraio 25, 2010

è bello


è bello dopo tanto tempo averli di nuovo tutti e tre insieme, a tavola la sera a cena che si scambiano frizzi e lazzi, e la mattina che dormono nei loro letti e li puoi baciare prima di andare a dormire, ti dimentichi persino che sono così cresciuti, e oggi c'è anche un bel sole, che volere di più dalla vita???

giovedì, novembre 12, 2009

12 novembre 1993



questo era il cucciolo di casa, per me lo è sempre ma capisco che ad un sedicenne non si addice più l'appellativo di cucciolo, non glielo dite ma per me sarà sempre il piccolo di casa, cresce ogni giorno di più e come tutti gli adolescenti un giorno è dottor Jekyll e l'altro mister Hyde, è come la guerra del 15-18 prima o poi passa


martedì, settembre 22, 2009

lunedì nero

un lunedì grigio foriero di pioggia, come poi è stato
segna il passaggio dall'estate all'autunno
anche se molti datano questo due giorni più in là
una mattinata breve passata a fare quei giri che gli altri giorni sono impossibili per via dell'orario di lavoro
dover fare il pomeriggio
continuare a chiamare il piccolo di casa (anche se fra poco compie 16 anni per me è sempre tale, il piccolo di casa) e non aver risposta
rispondere ad una chiamata del piccolo che ti dice: mamma non ti preoccupare (e lì già tu tremi perchè questo esordio lo hai già sentito innumerevoli volte), sto bene...ma ho avuto un incidente con il motorino
correre sul luogo del "delitto" rischiando a tua volta di cadere su quell'impasto micidiale che si crea tra asfalto bagnato e sanpietrino
maledire la tassista o tassinara che ha tagliato la strada a tuo figlio e non si è nemmeno fermata a soccorrerlo, per via di un cliente che aveva a bordo, augurare a lei e al suo cliente di non avere figli, altrimenti avresti tirato loro alcune maledizioni
tornare in ufficio perchè di turno, dopo essersi assicurata che il piccolo aveva solo delle escoriazioni e averlo fatto scortare a casa dal di lui fratello maggiore
ora mi chiedo: posso campa' accussì?????????

venerdì, giugno 26, 2009

chiedimi se sono felice


stasera arrivano questi due, dormono da me, e rimangono un mese e più qui in Italia e allora tutto si colora e non c'è tempo per incupirsi.

venerdì, maggio 08, 2009

dialogo II la vendetta


Ale: mamma la vuoi far finita di metterti queste scollature?? una volta ti vestivi più da signora, in tailleur

Io: era per darmi un tono, per sembrare più adulta, e poi a me le scollature piacciono!

Ale: e poi non ti mettere le calze a rete, guarda che quando le levi fanno l'effetto rolle'

Io: ................................................


ogni giorno il suo affanno!

giovedì, maggio 07, 2009

dialoghi fra mamme e figli

Io: Ale, quando metterai la testa a posto e ti darai da fare????

Ale : mamma non ti preoccupare prima o poi succederà e poi scusa io lo faccio per te così ti spiano la via per la santità

Io: ma io non voglio diventare santa, voglio andare all'inferno

Ale:................... mamma per quello ci vai di sicuro per la musica che ascolti!

lunedì, aprile 20, 2009

zona d'ombra


gira così in questi giorni, mi sento come in una zona d'ombra, ma non quella piacevole di un albero dalle grandi foglie, ma piuttosto in un cono da dove non sembrerebbe possibile intravedere nessun spiraglio di luce, gli uomini della mia vita, figli e non, mi hanno un po' delusa, sfinita, in comune hanno una sorta di vigliaccheria: chi ha paura di crescere, chi ha paura di lasciarsi andare, chi ha paura di assumersi responsabilità, certo il confronto con me è duro e forse anche perdente, non lo dico con supponenza, io faccio quello che c'è da fare e sembro una roccia, e dicono che sono una donna forte e coraggiosa, vado incontro alla vita sorridendo anche se mi verrebbe da piangere, ma l'autocommiserazione non fa per me, le mie lamentazioni durano una mezza giornata, l'umore è grigio ma per esempio oggi sono vestita di rosso, ora quindi scappo, è una mia modalità, una scelta di sopravvivenza, ogni tanto mi devo ritagliare uno spazio mio, devo approdare in un'oasi di pace, e quindi con la scusa che figlia e nipote hanno bisogno di me per motivi organizzativi, me ne vado ad Amsterdam a farmi coccolare da questi due qui ma anche dal genero.

20 aprile 1999

c'è chi l'ha raccontata molto meglio di quanto potrei fare io, ogni tanto si legge un'altra notizia che riporta indietro la memoria perchè poi la rabbia che colpisce sempre più spesso i ragazzi adolescenti non si placa e non conosce nè bandiere nè lingue nè paesi, è tristemente trasversale e universale, e spesso degenera in qeusti atti che poi definiamo folli, per paura di dover ammettere che anche noi siamo responbali in quanto incapaci di aiutare questi ragazzi ad incanalare qeusta rabbia in altro modo.
Michael Moore ci ha girato su un documentario "Bowling for Columbine" e Gus Van Sant ci ha fatto un film: Elephant, da vedere per ricordarci che i ragazzi non vanno lasciati soli ma sempre seguiti.

venerdì, aprile 17, 2009

buchi neri


è questo che sento di avere al posto del cuore, ci sono giorni che va decisamente meglio, ci sono giorni come ieri e forse anche oggi che mi sento così, come se qualcuno mi stritolasse il cuore con le mani, e non riesco nemmeno a respirare, come quando ero incinta gli ultimi mesi e i bambini premevano sulla cassa toracica, (questo lo possono capire solo le gentili signore che hanno avuto figli, lo so), tutto questo per vari motivi primo fra tutti sto vivendo come un fallimento personale il fatto che i miei due maschi, prima il grande e ora anche il piccolo, abbiano scientificamente deciso di non studiare, verso la scuola e lo studio provano un'indifferenza che è agghiacciante, le ho provate tutte cambiare scuola, indirizzo, scuola privata e per il più grande persino un diplomificio, il risultato è stato abbandono della scuola per il primo e per il secondo si prospetta una seconda bocciatura. E io mi continuo a chiedere dove diamine ho sbagliato, sono giunta alla conclusione che il fatto di avere una madre troppo protettiva e nessun padre e nessuna figura maschile di supporto abbia influito sui loro comportamenti. Non so come facciano quelle decidono di avere un figlio pur non avendo un compagno, non si può crescere senza un padre, i padri servono, eccome, lo so bene anche io che guarda caso ho avuto un padre solo fino a 18 anni e poi più nulla, l'ho cancellato dalla mia vita anche se ogni mese mi tocca ricordarmi di lui.
Sono un po' stanca e ho la tentazione di mollare, di scappare, essere l'unica figura di riferimento: quella che dà affetto, protezione, sostentamento e che deve dettare le regole, è pesante, sta diventando sempre più pesante, è troppo tempo che lo faccio da sola, mi sta ammazzando!
p.s. oggi sono tragggica (con due g è più incisivo, alla romana) ma non preoccupatevi domani è un altro giorno e poi scappo sul serio martedì parto per amsterdam vado a farmi coccolare da figlia, nipote e genero.

venerdì, aprile 03, 2009

padri e figli

ho pensato ad Alessandro e Andrea, e anche se il loro padre una tiratina di orecchie gliela darebbe però forse avrebbe cantanto con loro questa canzone:






Papà, siediti e ascolta la mia canzone
E se te la senti canta anche tu
No, non c’è niente che ti voglio dire che non ti ho già detto prima
Ma, per usare parole tue, non puoi mai essere troppo sicuro

Vedi, nonostante non lo dimostri sempre
Sono contento che tu sia qui
Ho detto che sono contento che tu sia qui

Figliolo, è così strano sentire e vedere
Che qualcuno così diverso è un’anima affine alla mia
Può darsi che tu sia andato a destra dove io sarei andato a sinistra
Ma figlio mio, va bene. Avrò sempre il tuo appoggio.
Vedi, nonostante non lo dimostri sempre
Sono orgoglioso di te, figlio mio.

Giorni andati e in ognuno di quelli nuovi la voglia di essere come te

Ogni volta che ti guardo, vedo me stesso. Sono così orgoglioso di te.
Perché tu mi aiuti ad essere ciò che sono,
un uomo migliore.
Sono semplicemente così orgoglioso di te.

Alain: Papà, le tue opinioni sulla vita.. dimmi come si sono formate.
Be’, vedi, non conoscevo mio padre come tu conosci me.
Dane: Figlio mio, la vita è troppo breve perché io e te non restiamo in contatto.
Questo è il motivo per cui ti voglio dire che ti voglio tanto bene
Anche se non lo dimostro sempre, tu lo sai
E voglio che tu lo sappia

Ogni volta che ti guardo, vedo me stesso. Sono così orgoglioso di te.
Perché tu mi aiuti ad essere ciò che sono,
un uomo migliore.
Sono semplicemente così orgoglioso di te.

Sono qui e sarò, se posso, un padre ed un amico.

Ogni volta che ti guardo.

Ogni volta che ti guardo, vedo me stesso. Sono così orgoglioso di te.
Perché tu mi aiuti ad essere ciò che sono,
un uomo migliore.
Sono semplicemente così orgoglioso di te.

Sai che un giorno sarò anch’io nei tuoi panni
Sì e so che te la caverai perché sei figlio mio
Hey, papà, dimmi cos’hai imparato
Così non mi metterò nei guai
Figlio mio, te ne renderai conto vivendo, farai i tuoi sbagli
Ma andrà bene così, si impara vivendo
Si impara vivendo.