domenica, novembre 11, 2007

take care of yourself


Le storie di Sophie leggo sono esperimenti sull'emotività e l'identità, condotti con estremo rigore e sospinti da un voyeurismo che è desiderio di raccogliere prove, segni, indizi, testimonianze. È il bisogno di avere l'evidenza dell'esistenza che spinge a varcare i limiti della privacy e della "correttezza" morale. Rielaborare l'esperienza e condividerne l'intimità con gli altri sembra essere il solo modo per vendicarsi della vita e per rendere un senso al suo mistero.
J’ai reçu un mail de rupture. Je n’ai pas su répondre.C’était comme s’il ne m’était pas destiné. Il se terminait par les mots : “Prenez soin de vous”.J’ai pris cette recommandation au pied de la lettre.J’ai demandé à 107 femmes, choisies pour leur métier, d’interpréter la lettre sous un angle professionnel.L’analyser, la commenter, la jouer, la danser, la chanter. La disséquer. L’épuiser. Comprendre pour moi. Répondre à ma place.Une façon de prendre le temps de rompre. À mon rythme.Prendre soin de moi."
Sophie Calle
mi ha incuriosito questo articolo su così finisce un amore e su come ha deciso di elaborare questa fine, l'artista francese Sophie Calle, (siamo anche quasi coetanee) scritto da Concita De Gregorio:
La lettera è una qualunque lettera d'addio, se si può dire qualunque di un congedo. Breve, una paginetta. Accendi il computer un giorno e lei è lì. Sta tutta intera davanti a te nel primo foglio dello schermo. Premi il cursore per scendere, ne cerchi ancora ma non serve: è finita. Lui è garbato, formalmente ineccepibile, apparentemente addolorato. È colto, inoltre. Un uomo che sa usare le pause e gli a capo. Sa toccare le corde dell'altrui colpa sfiorandole appena, sa attribuirne un poco a sé come un difetto congenito, piccolo male non imputabile. Uno scrittore, forse. Di certo uno che lavora con le parole. Il repertorio è classico, si direbbe un'antologia. "Avrei preferito parlarti a voce, infine ti scrivo". "Ho creduto che avrei potuto darti il bene" "che il tuo amore fosse benefico per me". "Non ti ho mai mentito e non comincerò a farlo oggi". "Mi dicesti che quando avremmo cessato di amarci non avremmo più potuto vederci: una regola che mi pare dolorosa e ingiusta. Tuttavia: non potrò diventare per te un amico". Alcune specifiche di questa storia, poi l'inevitabile "ti ho amata nel mio modo e continuerò a farlo, non cesserò di portarti con me". La chiusura, infine. "Avrei preferito che le cose andassero diversamente".

Le ultime quattro parole: Take care of yourself, prenez soin de vous, cuidate mucho.
ho ricevuto una mail che diceva è finita, non ho saputo rispondere. E' stato come se non fosse destinata a me
Finiva con le parole: abbi cura di te

e si rimane senza parole...per rispondere...si rimane senza fiato, leggere quest'articolo mi ha riportato indietro, ognuno elabora le separazioni come meglio crede, lei coinvolge 107 donne nasce un libro una mostra
io ho aperto un blog
ha funzionato

7 commenti:

marco ha detto...

anni fa quando non c'erano le mail ho ricevuto una lettera più o meno simile alla tua ... e concludeva così : se vuoi vedermi o telefonarmi sai come fare ... anch'io non le ho risposto nè l'ho mai più cercata e fatto strano ... è anche la sola ed unica che non ho mai più visto
ciau :)

artemisia ha detto...

Abbi cura di te, oppure anche : stai bene...

(variante)

marce ha detto...

Anch'io ho letto di questa iniziativa dell'attice francese. Ognuno fa come può. L'importante è fare..... e quasi sempre ci si accorge che non si è soli. Un abbraccio

zefirina ha detto...

l'importante è guardare avanti, tenere i bei ricordi e chiudere in un cassetto quelli meno belli e poi all'improvviso la vita ti sorprende e ti fa un bel regalo e tu decidi di scartarlo perchè te lo meriti

quindi questo non era un post nostalgico, era solo constatare che capita anche ad altri e magari proprio come è successo a te di essere lasciati o lasciare, ognuno se ne tira fuori a modo suo, e più o meno tutti riusciamo a venirne fuori

ho deciso che scriverò un post sul tema
chiedimi se sono felice
non ora
fra un po'
ora lascio una canzone

Franca ha detto...

Rispetto a ciò che è capito a me (praticamente la norma), avrei preferito una lettera, anche non bella

zefirina ha detto...

franca io le ho sperimentate tutte da: non sono fatto per il matrimonio, (ovviamente l'ha capito solo dopo tre anni di matrimonio e una figlia); al ti lascio perchè non ti merito, fino alla mail: non ti amo più

Anonimo ha detto...

ma hai per caso letto anche il libro di sophie calle? a me sembra molto interessante. una risposta così positiva ad un evento triste è da anima grande...forse essere artisti è proprio questo.
ciao avvale