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giovedì, dicembre 11, 2008

in viaggio....con le amiche

viaggiare con le amiche è un'esperienza impagabile, eravamo 5 amiche al bar potrebbe cantare qualcuno, 5 caratteri diversi, 5 età diverse e una che non conosceva bene le altre, eppure è tutto filato liscio come l'olio, abbiamo condiviso colazioni, pranzi e cene, visite guidate e non, l'incredibile esperienza dell'hammam e... i taxi... eh sì riuscivamo a stiparci in 5 in un taxi, tra frizzi e lazzi che divertivano gli autisti.
Viaggiare con le amiche significa riposare il cervello, significa parole parole parole che volteggiano come ballerine, cariche spesso di esperienze di vita che si mettono a confronto e idee da scambiarsi,
viaggiare con le amiche significa ridere come pazze per delle sciocchezze
viaggiare con le amiche significa svuotare la testa e tornare leggere

martedì, dicembre 02, 2008

cronaca di un incontro annunciato



avevano bucato qualche incontro per via dei rispettivi impegni, poi lei viveva giù al nord e non sempre tornava nel paese natio, si erano conosciute tramite il blog, non si ricordavano nemmeno come l'una era arrivata in quello dell'altra, ma nel leggersi sentivano un'eco conosciuta, qualche terreno comune, un'affinità non usuale tra due perfette sconosciute. Finalmente in un lunedì piovoso erano riuscite a incontrarsi tra un aereo e un treno dell'una e una fuga dall'ufficio dell'altra, non avevano molto tempo a disposizione ma quello che bastava a dare una voce, (il volto l'avevano intuito dalle foto postate sul blog), un movimento alla persona immaginata attraverso agli scritti, e così si sono raccontate ulteriormente davanti ad una tazza di caffè, come due vecchie conoscenze, possiamo anche osare e definirle amiche, hanno convenuto che questo mondo virtuale non è poi così male quando si passa al reale, in certi casi, e si sono lasciate abbracciandosi e pensando che avranno voglia di incontrarsi ancora e di incrociare ancora parole ed emozioni, perchè così è la vita delle persone che hanno brama di conoscenza.
a presto arte

domenica, novembre 11, 2007

take care of yourself


Le storie di Sophie leggo sono esperimenti sull'emotività e l'identità, condotti con estremo rigore e sospinti da un voyeurismo che è desiderio di raccogliere prove, segni, indizi, testimonianze. È il bisogno di avere l'evidenza dell'esistenza che spinge a varcare i limiti della privacy e della "correttezza" morale. Rielaborare l'esperienza e condividerne l'intimità con gli altri sembra essere il solo modo per vendicarsi della vita e per rendere un senso al suo mistero.
J’ai reçu un mail de rupture. Je n’ai pas su répondre.C’était comme s’il ne m’était pas destiné. Il se terminait par les mots : “Prenez soin de vous”.J’ai pris cette recommandation au pied de la lettre.J’ai demandé à 107 femmes, choisies pour leur métier, d’interpréter la lettre sous un angle professionnel.L’analyser, la commenter, la jouer, la danser, la chanter. La disséquer. L’épuiser. Comprendre pour moi. Répondre à ma place.Une façon de prendre le temps de rompre. À mon rythme.Prendre soin de moi."
Sophie Calle
mi ha incuriosito questo articolo su così finisce un amore e su come ha deciso di elaborare questa fine, l'artista francese Sophie Calle, (siamo anche quasi coetanee) scritto da Concita De Gregorio:
La lettera è una qualunque lettera d'addio, se si può dire qualunque di un congedo. Breve, una paginetta. Accendi il computer un giorno e lei è lì. Sta tutta intera davanti a te nel primo foglio dello schermo. Premi il cursore per scendere, ne cerchi ancora ma non serve: è finita. Lui è garbato, formalmente ineccepibile, apparentemente addolorato. È colto, inoltre. Un uomo che sa usare le pause e gli a capo. Sa toccare le corde dell'altrui colpa sfiorandole appena, sa attribuirne un poco a sé come un difetto congenito, piccolo male non imputabile. Uno scrittore, forse. Di certo uno che lavora con le parole. Il repertorio è classico, si direbbe un'antologia. "Avrei preferito parlarti a voce, infine ti scrivo". "Ho creduto che avrei potuto darti il bene" "che il tuo amore fosse benefico per me". "Non ti ho mai mentito e non comincerò a farlo oggi". "Mi dicesti che quando avremmo cessato di amarci non avremmo più potuto vederci: una regola che mi pare dolorosa e ingiusta. Tuttavia: non potrò diventare per te un amico". Alcune specifiche di questa storia, poi l'inevitabile "ti ho amata nel mio modo e continuerò a farlo, non cesserò di portarti con me". La chiusura, infine. "Avrei preferito che le cose andassero diversamente".

Le ultime quattro parole: Take care of yourself, prenez soin de vous, cuidate mucho.
ho ricevuto una mail che diceva è finita, non ho saputo rispondere. E' stato come se non fosse destinata a me
Finiva con le parole: abbi cura di te

e si rimane senza parole...per rispondere...si rimane senza fiato, leggere quest'articolo mi ha riportato indietro, ognuno elabora le separazioni come meglio crede, lei coinvolge 107 donne nasce un libro una mostra
io ho aperto un blog
ha funzionato

martedì, luglio 31, 2007

vorrei

http://it.youtube.com/watch?v=DAXIFF-iDiI

giovedì, luglio 19, 2007

preoccupazione

e ora mi preoccupo per questo, Luda la signora che fino all'anno scorso e per 4 anni mi ha aiutato in casa e con i ragazzi è tornata in Ucraina per le vacanze, ha lì una figlia che ha esattamente la stessa età di Valentina, sono nate ad una settimana di distanza, da sette anni lavora in Italia e con i risparmi ha potuto comprare una casa alla figlia, così da renderla indipendente e con orgoglio mi diceva sempre che l'aveva arredata in stile italiano, da quando poi aveva visto la mia lavatrice con la carica dall'alto, se ne era innamorata e l'aveva comprata anche alla figlia.
Ho visto un servizio tempo fa su queste donne ucraine che vengono qui a spaccarsi la schiena, lasciando a casa mariti "improbabili" (Luda mi diceva sempre che lei era stata fortunata perchè il suo era buono e bravo) e figli cresciuti da nonne, fanno tenerezza: si tingono i capelli tra di loro, si scambiano letture con librerie circolanti, (Luda era un'accanita lettrice, mi diceva sempre: peccato non sappia bene l'italiano con tutti i libri che ha lei, non ha mai voluto darmi del tu), mettono via tutti i soldi dello stipendio o ci comprano cibi e qualche vestito da mandare al paese.
Lei abita a Dnipropetrovsk, la cosa di cui andava più orgogliosa era che lei parlava perfettamente il russo, mi sono fatta leggere una volta delle poesie di Anna Achmatova e di Majakovskij, in lingua originale avevano un suono così melodioso.

mercoledì, giugno 27, 2007

ci sono letture

...di tanto in tanto ci sono letture che fanno rizzare e tremare i peli sul collo, il nostro vello inesistente, quando ogni parola brucia e splende aspra e chiara e infinita e esatta, come pietre di fuoco, come stelle puntiformi nel buio, letture in cui la consapevolezza che conosceremo ciò che è stato scritto in maniera diversa o soddisfacente, percorre qualsiasi capacità di dire ciò che sappiamo, o come lo sappiamo.
da Possessione di Antonia S. Byatt

mercoledì, giugno 20, 2007

pizzardoni de roma



le 17.30 di un pomeriggio afoso, di oggi precisamente, accosto lo scooter vicino al baretto di piazza del parlamento, striscie gialle e segnaletica di carico e scarico merci, scendo tolgo il casco e si avvicina uno dei vigili in servizio sulla piazza, gli sorrido e gli dico che sto aspettando un'amica, si allontana, dopo un po' arriva Claudia, ci eravamo date appuntamento per un saluto veloce all'uscita dall'ufficio e prima di tornare nelle rispettive magioni, andiamo verso il vigile e gli chiediamo sorridendo se possiamo lasciare un attimo lo scooter lì per prenderci un caffè, risposta in puro romanesco: " e come faccio a di' de no a du' donne, poi divento un fenomeno"

come mi piace essere donna

come mi piace esserlo a Roma

venerdì, giugno 15, 2007

pubblicità non occulta


ha una bellissima voce, anche se io non amo particolarmente Dalida però lei merita.

lunedì, giugno 11, 2007

il matrimonio di tuya

Ho visto questo film domenica pomeriggio, ve lo consiglio caldamente non solo perchè ha vinto l'Orso d'oro di Berlino, ma perchè ne vale veramente la pena, c'è questa figura di donna bellissima e forte che pur di non abbandonare nè suoi terreni nè il marito rimasto menomato continua a vivere in questo territorio desolato della Mongolia interna con i figli e le cento pecore da pascolare, ma dato che gestire tutto da sola è molto difficoltoso suo marito Bater le suggerisce di divorziare da lui e trovarsi un altro uomo che l'aiuti. Lei accetta a patto che l'evenutale marito si curi di lei, dei suoi figli, dei terreni e del suo exmarito, i pretendenti non mancano, ma nessuno vuole accettare Bater.
Tuya è l'unica ad avere davvero a cuore il destino della propria famiglia, ma anche la sua indipendenza e questo accentua la sua sensazione di solitudine.
Al suo vecchio compagno di scuola, disposto ad accollarsi tutta la famiglia e per questo in una sosta in albergo vorrebbe approfittare di lei con la forza dice: "se vuoi far questo con una donna è meglio se lo fai quando ne ha voglia".
C'è anche una battuta che mi ha fatto sorridere: lei e Sen'ge, suo amico e vicino di casa stanno parlando della moglie di lui che è molto cattiva e Tuya gli consiglia di divorziare e lui le risponde: "quando sarò ricco, divorzierò da lei e mi sposerò una più giovane, magari una studentessa", ho pensato guarda te tutto il mondo è paese

sabato, giugno 09, 2007

21 cose che voglio in un amante

http://www.youtube.com/watch?v=z9u5MQqaG0o







do you derive joy when someone else succeeds?
do you not play dirty when engaged in competition?
do you have a big intellectual capacity
but know that it alone does not equate wisdom?
do you see everything as an illusion
but enjoy it even though you are not of it?
are you both masculine and feminine?
politically aware? and don't believe in capital punishment?
these are 21 things that I want in a lover
not necessarily needs but qualities that I prefer
do you derive joy from diving in
and seeing that loving someone can actually feel like freedom?
are you funny? à la self-deprecating?
like adventure? and have many formed opinions?
these are 21 things that I want in a lover
not necessarily needs but qualities that I prefer
I figure I can describe it since I have a choice in the matter
these are 21 things I choose to choose in a lover
I'm in no hurry I could wait forever
I'm in no rush cuz I like being solo
there are no worries and certainly no pressure
in the meantime I'll live like there's no tomorrow
are you uninhibited in bed? more than three times a week?
up for being experimental? are you athletic?
are you thriving in a job that helps your brother?
are you not addicted?
...are you curious and communicative?

trai gioia dal successo di qualcun altro?
non giochi sporco quando sei impegnato in una competizione?
hai una grande capacità intellettuale
ma sai che da sola non equivale alla saggezza?
vedi ogni cosa come un’illusione?
ma ne provi piacere anche se non ne sei parte?
sei sia maschile che femminile?
Consapevole politicamente?
e non credi nella pena capitale?
queste sono 21 cose che voglio in un amante non strettamente necessarie ma le qualità che preferisco
trai gioia dall'immergerti (in una relazione) e dal vedere che amare qualcuno può davvero somigliare alla libertà?
sei divertente?
in modo autoironico?
ami l'avventura?
e hai molte opinioni consolidate?
queste sono 21 cose che voglio in un amante non strettamente necessarie ma le qualità che preferisco credo di poterlo descrivere dato che ho voce in capitolo queste sono 21 cose che scelgo di scegliere in un amante
non ho fretta, potrei aspettare in eterno non vado di corsa perché mi piace essere da sola non ci sono preoccupazioni né sicuramente pressione nel frattempo vivrò come se non ci fosse un domani
sei disinibito a letto?
più di tre volte a settimana?
pronto per essere sperimentale?
sei atletico?
prosperi in un lavoro che aiuta tuo fratello?
non sei assuefatto?
...sei curioso e comunicativo?

lunedì, maggio 28, 2007

i libri sono timidi



ho appena finito di leggere questo piccolo libro molto piacevole, per me irresistibile, di Giulia Alberico edito da Filema, e ho ritrovato quasi lo stesso approccio alla lettura, e il mio modo un po' famelico e pantagruelico; la lettura è scorrevole e irresistibile, ve lo consiglio.

Prima che i segni per me divenissero decifrabili erano suoni, ed era dei grandi la capacità di tradurre i segni in parole e fare delle parole un racconto. Quindi io leggevo ascoltando. ...Poi imparai a decifrare i segni. Ero troppo stufa di aspettare....

I libri mi consolavano quando ne avevo bisogno e da niente e nessuno poteva arrivarmi il lenimento del dolore. Era dentro una storia che placavo l'angoscia, la frustrazione, la vergogna, il senso di inadeguatezza....

Il fatto è che io certe prese di coscienza le ho sempre sviluppate dentro di me in silenzio e condivise con tanti - questo sì - attraverso la lettura più che nei dibattiti. Non dico sia meglio o peggio. Dico che per me è così.

Leggere e studiare erano un modo per incontrare me stessa, imparare a capire che ero e chi non ero. Fu scoprire il significato di parole astratte: bellezza, giustizia, dolore, vergogna, rabbia.


Molti anni più tardi, tenermi lontana dalla lettura corrispose ad un tempo di ottusa infelicità in cui ogni piccola vibrazione avrebbe potuto farmi precipitare in un buco nero. E' così - con l'anima corrucciata e amara ma ferma in un'atonia rassicurante - procedevo senza storie, senza libri, senza librerie.

Continuo a leggere dappertutto: a letto, in treno, nelle sale d'aspetto di medici, avvocati, laboratori d'analisi, stazioni, sulle panchine.
Mi è capitato di incontrare persone che non leggono mai, ma davvero mai. Mi sento disarmata, non so nemmeno immaginare una vita senza libro. Non do giudizi di valore, ma me ne stupisco come di un mistero buffo.

La lettura è un filo di Arianna che si dipana e, mentre ne tieni un capo, puoi entrare nei labirinti senza perderti, puoi incontrare minotauri e stanza su stanze, puoi negoziare con le ombre per usare un'espressione che Margaret Atwood riferisce alla scrittura.

Per tutta la prima giovinezza ho proceduto tra i libri con una navigazione a vista anche se gli studi e l'età mi rendavano, andando avanti, un poì più scaltrita nelle scelte. Restava, però, come bussola per dire un sì o un no, il piacere che mi dava quel libro, quell'autore.

venerdì, maggio 18, 2007

sono una donna fortunata

sono una donna fortunata perchè mi sono regalata un sogno
sono una donna fortunata perchè non c'è niente che ho bisogno

http://www.youtube.com/watch?v=sCe0tuqPKiU

giovedì, maggio 03, 2007

il vero IO


enatw non è una parolaccia ma la sigla di un'organizzazione che si occupa di donne



sabato, aprile 07, 2007

silenzio

E' così stridulo
il suono del silenzio
e sa far male!
come la solitudine
e così il nulla
nell'insieme delle cose
non lascia tracce visive nell'io
è il tedio
l'assimilare lento dell'oblio


(Anna Achmatova)

martedì, aprile 03, 2007

tacchi a spillo



stamattina ho capito che non sono una "signora", dovendo scegliere fra un paio di stivali con il tacco, nemmeno eccessivo, e un paio alla peter pan per intenderci, sapete cosa ho scelto???? quelli alla peter pan e così è quasi sempre, sono una patita delle scarpe, ne ho molte lo confesso, alcune dotate di un bel tacco, alcune con un bel tacco a spillo ma quando si tratta di scegliere cosa mettere ripiego sempre sul tacco basso o rasoterra, in fondo la mia scarpa ideale è la superga di tela, e per dirla tutta il mio abbigliamento ideale sono un paio di jeans anzi blue jeans, possibilmente non a vita bassa, una t-shirt e una felpa se la stagione non è mite. Che dire a mia discolpa, io mi sento a mio agio così e poi credetemi il sex appeal se c'è si vede anche così abbigliate!!!! (sperimentato di persona personalmente)

mercoledì, marzo 28, 2007

trucchi e inganni

E' compito delle donne far sì che la famiglia non scenda di livello. Gli uomini non sono abbastanza forti. Sta alle donne badare che non escano dal seminato, che non lascino il solco degli avi. L'ho imparato da mia nonna, la quale mi insegnò che la mia sola presenza doveva essere un monito, che quando entravo in una stanza le mani degli uomini dovevano correre inconsciamente alla patta dei calzoni, per assicurarsi di averla abbottonata per bene. Avevo circa sette anni......
Le insegnavo alcuni stratagemmi che nella vita possono sempre tornare utili, per esempio come passare per stupide. Se non si è oche di natura, per apparirlo sono necessari inventiva ed esercizio. Un espediente che funziona a meraviglia è incrociare leggerissimamente gli occhi, in modo che si noti appena. Le mostravo anche alcune tecniche per far capire chi comanda: fissare la bocca dello stomaco di una persona, per esempio, di solito la mette in soggezione. E poi le spiegavo la cosa più importante: come rimanere seria anche quando avrebbe voluto ridere. Bisogna rilassare completamente il volto, a cominciare dalla bocca e proseguendo verso l'alto: rilassare, tutto qui. La rilassatezza esprime decoro, ed è buffo come il proprio stato d'animo ubbidisca in fretta alla faccia.

da La nonna vuota il sacco di Irene Dische

Dovreste leggerlo, è un libro che riesce a raccontare la tragedia degli ebrei con una leggerezza che può suonare assurda e anche se a prima vista potrebbe sembrare che la "nonna" sia sfacciatamente piena di pregiudizi e di preconcetti, non è così, e quel tipo di persona che ti fa solo sorridere, sempre che tu riesca a cogliere l'ironia nascosta nelle pieghe del racconto.

A voi gentili signore riesce quando entrate in una stanza di scatenare il controllo della cerniera???? e riuscite a non ridere quando non potete o dovete??? a me proprio no!! di solito è la mia faccia ad ubbidire al mio stato d'animo e non il contrario, ahimè, il che mi ha provocato e mi provoca guai in continuazione....... non ci sono più le nonne e le donne di una volta!!!!

mercoledì, marzo 21, 2007

tran tran

come ogni mattina mi sveglio, alle 7, il suono della sveglia non mi sorprende quasi mai, ormai la carico più per abitudine che per altro, evidentemente il mio orologio interno si è stabilizzato su questo orario qui e anche quando potrei dormire un po' di più, comunque alle 7 apro gli occhi. Guardo fuori dalla portafinestra per provare ad indovinare che tempo fa, lascio sempre la persiana semiaperta perchè mi piace che la luce vi filtri attraverso: sia il pallido riverbero della luna, quando c'è, sia la prima luce del mattino; cerco di indovinare se ci sarà il sole o sarà una di quelle giornate uggiose che odio tanto perchè il mio umore ha questa tendenza a modellarsi sul tempo, tanto che si potrebbe anche definirmi metereopatica, d'umore instabile quando è brutto tempo, piove, di umore spumeggiante quando c'è il sole. Mi alzo senza troppi problemi, anni di collegio e di madre severa mi hanno abituato a non crogiolarmi nel letto, vado in bagno e poi in cucina a metter su caffè e latte, (per quanti di voi dovessero interagire per qualsiasi motivo con me e quindi trovarsi nello istesso luogo di prima mattina vi consiglierei di non rivolgermi la parola fino a quando non ho fatto colazione, potrei risultare scortese), quindi vado a svegliare i ragazzi, in teoria potrei poltrire un po' di più specie ora che sono grandi e potrebbero sia svegliarsi da soli che prepararsi la colazione, ma mi sembra un pensiero carino e un'attenzione affettuosa preparare loro la colazione e magari riuscire a farla insieme. Poi mi "custodisco" (mi fa tanto ridere questo verbo, lo usavano le vecchie signore, specie quelle di animo contadino, ti sei custodita??? ti chiedevano ed intendevano dire se ti eri lavata, pettinata, vestita), qualche volta mi trucco e allora eccomi lì davanti allo specchio mi vedo ma non mi guardo, per mia fortuna non sono una che ha bisogno sempre dello specchio per controllarsi, per controllare di essere perfettamente a posto, il sentirmi fuori posto o meno ahimè dipende solo dal mio stato di animo. Però ci sono dei giorni che mentre sono davanti allo specchio a darmi il rimmel sulle ciglia per qualche strano moto dell'anima improvvisamento "mi vedo", cerco di riconoscermi, vorrei capire, sapere se mi vedo come mi vedono gli altri, a volte mi prende un senso di straniamento perchè le due immagini non coincidono affatto, mi avvicino di più allo specchio cerco di sondare meglio gli occhi, dicono che gli occhi sono lo specchio dell'anima e cosa vedo??? vedo ancora quella ragazza che aveva un sacco di sogni nel cassetto, vedo una persona fiduciosa ma la cui fiducia vacilla perchè si sente tradita proprio dalle persone che ama di più, non da tutte per fortuna, vedo due occhi intelligenti e curiosi ma due occhi che sono stati ciechi malgrado i segnali, ma nei moti del cuore evidemente l'intelligenza non serve a niente, non aiuta molto, perlomeno non me. Vedo degli occhi a volte stanchi e malinconici altre volte allegri e maliziosi, allora anche la bocca si allarga in un sorriso mi dico ma si è vero domani è un altro giorno, infilo la giacca e via...
un altro giorno
un altro oggi
la mia vita è questa un giorno in salita, un giorno in discesa, piena di accadimenti sui quali si potrebbe scrivere un romanzo,
ma una vita piena mai vuota ....

lunedì, marzo 19, 2007

donne vendicative

di solito non dò seguito a catene o a tutte le barzellette che mi mandano via mail amici/che ma questa è troppo forte non posso resistere mi ha fatto troppo ridere:

Una manager in carriera, temporaneante per lavoro a Parigi, riceve una lettera dal suo fidanzato che vive in un altro paese.
La lettera diceva quanto segue:
"Cara Claudia, non posso più continuare la nostra relazione. La distanza che ci separa è troppo grande. Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei andata e penso che né tu né io meritiamo questo. Mi dispiace. Per favore restituiscimi le foto che ti ho mandato.
Con amore,
Roberto

La donna, molto ferita, chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le regalassero foto dei loro fidanzati, amici, zii, cugini, fratelli ecc.. Insieme alla foto di Roberto mise tutte quelle regalatele dalle amiche. C'erano 57 foto nella busta e una nota che diceva:

"Roberto, perdonami, non riesco a ricordarmi chi c... sei. Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto."

vendetta tremenda vendetta!!!!!!

giovedì, marzo 08, 2007

festa delle donne???





in pochi si ricordano cosa è legato a questa data, ormai la festa è solo una scusa per vendere mimose, odio la commercializzazione delle feste, odio la festa del papà, quella della mamma, etc.etc. mi si dovrebbe festeggiare tutto l'anno per quello che faccio e non ricordarsene solo una volta all'anno.

OH però il mio compleanno quello pretendo che lo si ricordi!


Nell'inverno del 1908, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono chiedendo migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte dell'opificio e imprigionò le scioperanti nella fabbrica alla quale venne appiccato il fuoco. Le 129 operaie morirono, arse dalle fiamme.
Fu Rosa Luxemburg a proporre, in ricordo della tragedia, la data dell'8 marzo come giornata di lotta internazionale.


leggetevi questo articolo

lunedì, febbraio 19, 2007

donne


Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà
(Simone de Beauvoir)