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mercoledì, febbraio 06, 2013

povere noi



ho ritrovato questa agenda a casa di mia madre, contiene delle piccole perle di saggezza che mettono davvero i brividi:





considerando che all'epoca mia madre aveva già tre figli e presto ne sarebbe arrivato un quarto, e che  lavorava fuori e dentro casa non si capisce come mai a qualcuno sia venuto in mente di regalarle una simile agenda, ogni mese poi ci sono consigli di quello che una brava moglie casalinga dovrebbe fare in casa, non si capisce però il marito in tutto questo cosa faccia, viene menzionato solo come quello a cui non bisogna far mancare cibo, vestiario pulito e persino tanto tanto amore, con eleganza però!!!!!

Per fortuna non mi ha educato seguendo questi consigli, anzi ha sempre spinto perchè fossi indipendente sia di cervello che economicamente, e in effetti mi ritrovo a chiedermi cosa ne sarebbe stato di noi e non avessi avuto il mio lavoro quando è venuto a mancare mio marito, campare con la sua pensione di reversibilità tre figli sarebbe stato veramente duro!

giovedì, marzo 08, 2012

otto marzo


a me piacciono le ricorrenze, le feste, gli anniversari proprio perchè mi danno la scusa per organizzare appunto una festa ma ci sono due ricorrenze alle quali sono un po' allergica: quella di san Valentino, che per me è da 30 anni solo il giorno dell'onomastico di mia figlia e questa dell'8 marzo, perchè specie per quest'ultima mi sembra si sia da tempo svuotato il vero significato, ci proviamo tutte a renderlo di nuovo un giorno in cui riflettere sul nostro essere donne ma a me sembra che poi rimanga tutto stagnante.

quindi non farò gli auguri a nessuna e non regalerò mimose che oltrettutto mi fanno starnutire, posto una bellissima canzone di Mia Martini che ho imparato a cantare, e siete fortunati che non vi posto la mia versione, e la dedico a :

a quelle che vanno dritte per la loro strada anche se la strada non c'è
a quelle che coltivano ancora un sogno nel cuore
a quelle che nonostante tutto hanno sempre un sorriso garbato e una parola gentile
a quelle che praticano l'arte della compassione
a quelle che quando entrano in una stanza la illuminano
a quelle che sanno ascoltare
a quelle che praticano ancora piccoli gesti premurosi
a quelle che non perdono la speranza
a quelle che ridono al telefono con le amiche
a quelle che ancora sanno sorprendersi
a quelle che hanno il dono dell'ironia
a quelle che si prendono cura degli altri
a quelle spiccatamente fragili
a quelle doverosamente forti
a quelle diverse
a quelle che vivono sotto le righe
a quelle che vivono sopra le righe
a quelle che sopportano assenze
a quelle che patiscono presenze
a quelle che hanno tanti amanti
a quelle che sono single
a tutte quelle che sono sempre un po' fuori posto
a quelle che che si innamorano delle cause perse
a quelle che non conoscono le mezze misure
a quelle che non riescono a fare le diete
a quelle che se ne fregano delle diete

a quelle che vogliono tutto e tutto non lo possono avere

lunedì, dicembre 12, 2011

Lettere dal silenzio

Lettere dal silenzio. Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza

è un libro che ha scritto mio fratello Massimo che si occupa attivamente di questa questione, ovviamente ve lo consiglio

martedì, marzo 08, 2011

no grazie


questo blog è demimosizzato

quindi niente mimose per l'8 marzo,
niente auguri
grazie

io sono una donna tutto l'anno!


domenica, febbraio 13, 2011

se non ora quando

ti sembriamo poche???? ti sembriamo vetero-femministe??? ti sembriamo radical chic??? ti sembriamo veline???








Roma, Piazza del Popolo, 13 febbraio 2011

giovedì, settembre 16, 2010

sfide


stare insieme alle donne non era abbastanza eravamo diverse,
stare insieme alle donne gay non era abbastanza eravamo diverse,
stare insieme alle donne nere non era abbastanza eravamo diverse.
C'è voluto un bel po' di tempo prima che ci rendessimo conto che il nostro posto era proprio la casa della differenza.

(Andre Lorder)

mercoledì, luglio 14, 2010

uomini che uccidono le donne

la violenza sulle donne è aumentata del 300% negli ultimi 9 anni dice una statistica dell'Eurispes eil 31,9% di donne italiane ha subito una violenza almeno una volta nella vita, e dato ancor più sconfortante quella cosidetta domestica è in aumento, in questi giorni continuo a leggere cronache di morti annunciate: fidanzati e mariti gelosi che già in passato avevano manifestato episodi di violenza o di stalking hanno "finalmente" messo in atto le loro follie omicidie, qualcuno banalizza adducendo il caldo di questi giorni come scusa, ma non ci sono scuse è semplicemente colpa di come molti (e non voglio generalizzare) percepiscono noi donne, come una minaccia alla loro precario predominio e allora l'unico modo per ribadire una loro presunta forza, e non voglio usare la parola virilità, è metterci a tacere, con ogni mezzo possibile.

"La violenza sulle donne è uno scandalo per i diritti umani. In molte società questo problema si scontra con la mancanza di interesse, il silenzio e l'apatia dei governi." dice Amnesty, e Michela Marzano su repubblica fa una bella disamina del fenomeno. Secondo un rapporto del Panos Institute la violenza sulle donne è la prima causa di morte, più del cancro e più della guerra perchè poi la violenza sulle donne non conosce confini.

Non possiamo stare a guardare, bisogna cambiare il modo che molti uomini hanno di percepire noi donne, e ricordiamoci che siamo noi ad aver generato questi uomini, cerchiamo di educarli per bene!

venerdì, luglio 17, 2009

ciao natalia

se ti batti per i diritti negati, se ti batti per portare alla luce verità nascoste, se ti batti per i più deboli o più semplicemente se ti batti per essere te stessa, può succederti di perdere la vita e non è questione di latitudini o longitudini, accade in Europa come in Asia, accade in Africa come in America, se sei una donna capita più spesso.

Ecco perchè Natalia Estemirova è morta: era una giornalista, era una donna.

giovedì, aprile 02, 2009

chi ha paura delle donne???


le donne devono metter una grande paura se alcuni uomini cercano in tutti i modi di sottometterle, di umiliarle, di trattarle persino peggio degli animali, di negar loro ogni diritto: penso alla ragazza romana che ha subito una violenza la notte di capodanno, che fosse ubriaca o meno, che all'inizio fosse conseziente o meno, quando ha detto basta, intendeva dire basta e il maschio avrebbe dovuto fermarsi e non l'ha fatto, penso alla ragazza torinese che per anni ha subito gli abusi, i soprusi, la violenza del padre e del fratello e che solo ora ha capito che quella non era la normalità, e penso ora alle donne afgane che "grazie" ad una legge del presidente Karzai possono essere stuprate dai mariti, perchè è di questo che si tratta quando il teste di una legge dice che non possono rifutarsi di avere rapporti sessuali con il marito, ma non possono nemmeno uscire di casa senza il consenso di un uomo, meno che mai trovarsi un lavoro, che possono essere date in sposa a 16 anni e che l'educazione dei figli è affidata esclusivamente al padre e/o al nonno.

Eppure questi uomini sono stati generati da donne, non riesco proprio a capacitarmi come è possibile che non se ne ricordino, o forse è prorpio per questo????

lunedì, settembre 29, 2008

il bersaglio è stato eliminato


ci sono sempre più donne che pagano con la morte le loro scelte di vita, lei aveva sfidato le leggi del suo paese: era una donna che lavorava , aveva un incarico di potere e maneggiava armi, visto che era poliziotta, figlia e sorella di poliziotti, dirigeva la sezione crimini contro le donne a Kandahar, dove una dozzina di donne vennero lapidate e fucilate ai tempi dell'emirato solo perchè avevano osato ribellarsi alle dettami dittatoriali dei mullah.
Quanto rimarrà nel ricordo di tutti noi o finirà nel dimenticatoio insieme alle maestre sgozzate perchè osavano insegnare e insegnare anche alle bambine, o insieme alle donne afghane che rifiutavano di sottomettersi alle leggi dell'invisibilità. A dispetto dell'obiezione che non ci si può intromettere nei dettami religiosi altrui, la ribellione e il coraggio di tante di queste donne afghane fa sospettare che non tutte siano contente di indossare il burqua, di venir estromesse dalla vita pubblica e sociale, e di vivere nell'ignoranza.
L'hanno ammazzata alle sette di mattina e lei era lì, quasi ad aspettare questa sentenza, peraltro nota, non poteva fuggire perchè fuggire avrebbe significato la sconfitta per lei e per le altre donne in nome delle quali si era battuta.
"Abbiamo ucciso Malalai Kakar. Era un nostro bersaglio e con successo abbiamo eliminato il bersaglio" così i Taliban hanno rivendicato l'assassinio.
Ma noi la vogliamo ricordare!

martedì, marzo 11, 2008

cronache dal mondo

libri ansia di stare dovunque


Teheran, 8000 libri per la moglie abbandonata, il risarcimento deciso da un giudice che ha condannato un marito a comprarle 8.100 libri di poesie, dato che la moglie, figlia di un musicista, aveva richiesto una intera e raffinata raccolta della poesia persiana per il costo di 700 milioni di rial, (50.000 euro).
Una donna in Iran non ha lo stesso trattamento di un uomo in caso di divorzio ma può in qualsiasi momento chiedere il mehrieh, denaro o equivalente in beni che, sulla base del diritto islamico, l'uomo si impegna a versare alla moglie in qualsiasi momento lo richieda.
(fonte repubblica di oggi)
L'ho trovata una bellissima notizia per la lezione di stile, esempio per tante che in caso di divorzio mettono in atto battaglie cruente per ottenere un mantenimento esoso, spesso mettendo in mezzi i figli, solo per vendicarsi dell'ex marito. Parlo di chi non ne avrebbe bisogno, ovviamente, non di chi versa in condizioni economiche precarie e cerca di ottenere un sostentamento per sè e per i propri figli, parlo da ex moglie che spesso non ha chiesto nemmeno il dovuto.

lunedì, dicembre 03, 2007

ingrid betancourt

la sua vicenda è nota, se volete firmare un appello in suo favore o saperne di più potete farlo su questo sito ,


non ho mai scritto di lei anche se la sua vicenda mi ha colpito, ma ieri leggendo la lettera che le autorità colombiane hanno diffuso contro la volontà della famiglia mi hanno colpito certe sue frasi:

Non ho voglia di niente: Credo sia la cosa migliore che possa capitare, non aver voglia di niente, perchè qui in questa giungla, l'unica risposta a qualunque richiesta è "no". Dunque, è meglio non avere voglia di nulla ed essere almeno libera dai desideri. Sono ormai 3 anni che chiedo un dizionario enciclopedico per poter leggere qualcosa, per imparare qualcosa, per mantenere vita la curiosità intellettuale. Continuo a sperare che, almeno per compassione, me ne procurino uno, ma è meglio non pensarci.

....come ti dicevo, la vita qui non è vita, è un lugubre spreco di tempo.... Qui nulla è certo, nulla è duraturo, l'incertezza e la precarietà sono la sola costante.

Qui tutto ha due volti, la gioia segue ogni volta il dolore. La gioia è triste. L'amore cura e allo stesso tempo apre nuove ferite, è come vivere e morire di nuovo ogni volta.

parla poi dei suoi figli e di quanto li ami, di quanto sia fiera di loro e del suo paese

Non potrei credere che un giorno riuscirò ad abbandonare questo luogo se non conoscessi la storia della Francia e quello del suo popolo....Amo la francia di tutto cuore, giacchè ammiro la capacità di mobilitarsi di un popolo che , come diceva Camus, sa che vivere significa impegnarsi.

sono parole commoventi ma al tempo stesso terribili per chi le legge, specie per chi le legge al sicuro, al sicuro nella sua casa, per chi può abbracciare i suoi figli, per chi può ancora desiderare e credere che quei desideri verrano esauditi, per chi può sperare che la sua vita non sia un inutile spreco di tempo, per chi sa che vivere significa impegnarsi.

mercoledì, novembre 21, 2007

mai più violenza


sabato 24 a roma si terrà un corteo per manifestare contro la violenza sulle donne le informazioni su tempi e modalità di svolgimento le trovate anche qui, anche ieri un'altra donna è stata stuprata a Pordenone, le violenze continuano anche dentro le mura domestiche e sono la causa più frequente di morte per le donne e ancora più spesso queste muoiono per mano di familiari o cosidetti amici.
La strage delle innocenti non si ferma, so per certo che sul fenomeno i dati raccoglibili non rispecchiano totalmente la realtà, perchè spesso per esempio nei pronto soccorsi gli stupri vengono classificati come "traumi", anche perchè il database non ha questa voce (stupro) e che altrettanto spesso i ginecologi non si assumono la responsabilità di diagnosticarli come tali, per le questioni burocratiche che ne verrebbero fuori, aggiungiamoci il fatto che ancora purtroppo molte donne si vergognano a sporgere denuncia, come fosse colpa loro essere state stuprate o aggredite!!!
Fermiamo la violenza, sottoscriviamo l'appello, partecipiamo alla manifestazione, ma soprattutto se madri di maschi, educhiamoli fin dalla tenera età al rispetto per l'altro, in questo caso al rispetto per il genere femminile.

venerdì, luglio 06, 2007

provocazione

questa è una provocazione ma poi nemmeno tanto, mio fratello max mi ha mandato il link che vi rigiro: è un documento ideato da un gruppo di persone, leggete la premessa prima di insorgere trattasi di un:

lunedì, giugno 04, 2007

noi che ci vogliamo così male

mi ha molto colpito la vicenda di Barbara Cicioni la donna uccisa, tutto fa pensare sia stato il marito, di ora in ora le notizie di cronca ci raccontano una storia di maltrattamenti e botte iniziate addirittura mentre erano fidanzati, e allora tu ti chiedi come abbia fatto poi a sposarselo e addirittura farci tre figli, come abbia fatto a rimanerci nonostante i continui tradimenti e le violenze, pare anche sui figli, e ti chiedi come può una donna descritta come forte e soprattutto indipendente economicamente accettare tutto questo??? in nome di quale amore???? e ti tornano in mente i racconti di un'amica che si è ribellata a caro prezzo ma anche lei ce ne ha messo del tempo ad uscirne fuori e ancora oggi non ti sa dire perchè ha subito per anni senza reagire, forse perchè sperava sempre in un miracolo, in un cambiamento, ma miracoli e cambiamenti in queste storie non ce ne sono. Sia chiaro non voglio giudicare questa donna vittima del troppo amore, di un'idea d'amore alla quale si era evidentemente aggrappata, ma mi chiedo quante altre donne, quante di noi accettino una dipendenza che per fortuna magari non sfocia in questo tipo di violenza fisica, ma sono dipendenti dall'idea di amore e famiglia, e chinano la testa ad altri tipi di sopraffazioni, magari per non ammettere che la loro storia o il loro matrimonio è sbagliato. Bisogna ammetterlo non solo in paesi arretrati ma anche nel nostro evoluto occidente non sembra ancora superata una dipendenza femminile dall'uomo e invece bisognerebbe rifletterci sopra e combatterla questa dipendenza tutte insieme.

giovedì, maggio 03, 2007

il vero IO


enatw non è una parolaccia ma la sigla di un'organizzazione che si occupa di donne