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giovedì, marzo 04, 2010

la pietra paziente


C'è un altro modo di dire persiano, la "pietra paziente", che si usa spesso in momenti di difficoltà e smarrimento. Se un uomo riversa tutti i suoi problemi e i suoi guai sulla pietra, questa l'ascolterà, ne assorbirà tutti i dolori e i segreti, e allevierà la sua pena. A volte però la pietra non riesce a sopportare più il suo peso e si spacca.

(Leggere lolita a Teheran di Azar Nafisi)

leggendo questo passo oltre a pensare che quasi quasi mi metto a cercare questa pietra qui, mi è tornato in mente questo bel libro di Atiq Rahimi, Pietra di pazienza

Sono ingabbiata in questo angolo Piena di malinconia e di tristezza. Le mie ali sono chiuse e io non posso volare...

è in memoria di Nadia Anjuman Herawi, una giovanissima poetessa afgana, morta nel 2005 ad Herat, a soli 25 anni, per le percosse subite da parte del marito, che Rahimi ha scritto questo libro, e il libro ha il ritmo di una poesia, di una poesia di Prevert, ho pensato leggendo le prime pagine, forse suggestionata dal fatto che sapevo che l'autore l'ha scritto in francese, o forse per l'uso di periodi brevi e concisi, ma vi avverto non è una poesia romantica e gentile, bensì cruda e dura, all'inizio c'è questa donna che veglia il corpo del marito, che non reagisce a nessun suono o stimolo, gli parla, lo lava, prega per lui ma giorno dopo giorno esce fuori il risentimento e forse anche l'odio, non c'è proprio spazio per la compassione, non è facile essere uomini in Afghanistan, dice la protagonista del libro, ma è ancora più difficile essere donne.

mercoledì, ottobre 31, 2007

il buio oltre la siepe



NEW YORK - Ad Harper Lee, la leggendaria scrittrice de "Il Buio oltre la Siepe" (bestseller del 1960), da cui venne tratto un film premio Oscar con Gregory Peck, sarà consegnata la Medaglia della Libertà dal presidente George Bush, la più alta onorificenza civile. Ma è da vedere se una delle star più recluse della letteratura mondiale, che ora ha 81 anni, uscirà dal suo isolamento per recarsi alla Casa Bianca a ricevere il premio.

Il "Buio oltre la Siepe", è rimasto l´unico romanzo di Lee: è la storia di un nero accusato falsamente dello stupro di una donna bianca, ed è un atto di accusa contro il pregiudizio razziale.

(da repubblica di oggi)

Ho visto il film innumerevoli volte, e dopo incuriosita ho letto il libro, ogni tanto mi rivedo il film e rileggo il libro: una delle storie più belle che io abbia mai assaporato e gustato, narrate con una delicatezza e una pacatezza nonostante l'argomento, la figura poi di Atticus è splendida, il padre che mi piacerebbe avere.

giovedì, ottobre 25, 2007

femmine

Ho finito di legger questo libro: "La femmina della specie" di Joyce Carol Oates, racconti di donne, madri, mogli violente a volte assassine, un libro tagliente, crudo, non puoi credere che le donne possano essere così cattive, non sono animate nemmeno da quella passione che potrebbe spingerle alla follia, sono così e basta, questa è la cosa pià agghiacciante. Eppure una parte di me, rimane affascinata, non arriverei mai a comportarmi come loro, almeno spero, ma so per certo che il dolore, l'indifferenza, la solitudine possono portare alla follia.
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sono le cose che fai quando sei innamorata pazza, poi quando ci pensi dopo ti meravigli: Magari anche con un certo orgoglio. Pensi: Non posso essere stata io, non sono quel tipo di persona.

Il mondo è bellissimo se sei fortunato in amore.

Il matrimonio è un mistero. Perchè amiamo e quello che facciamo per definire e contenere il nostro amore. Per proteggerlo. Come se l'amore fosse una fiamma che possa essere spenta.

giovedì, ottobre 11, 2007

Nobel per la letteratura 2007


Doris Lessing ha vinto il premio Nobel per la letteratura, io ho letto questi suoi libri:

Il diario di Jane Somers

L'abitudine di amare

Le nonne

Mara e Dann


l'ho saputo mentre Andrea faceva zapping e stava guardando Studio aperto, volete sapere come ha dato la notizia quella imbecille (scusate ma non ci sono altri appellativi per una così) della giornalista (?????)

Doris Lessing ha vinto il Nobel per la letterattura se non la conoscete non vi preoccupate siete in buona compagnia e poi ha mandato un servizio girato all'università (ahimè mi sembrava la Sapienza di Roma) e nessuno dico nessuno sapeva chi fosse, giusto un ragazzo ha detto di conoscerla ma perchè al professore durante la lezione era arrivato un sms e lui ne ha reso partecipe l'aula.

A fine servizio la speaker (giornalista mi sembra troppo effettivamente) ha pure ribadito il concetto

mercoledì, aprile 11, 2007

la tredicesima storia



Non ce l'ho con gli amanti della verità, ma con la Verità stessa. Quale sostegno, quale consolazione nella Verità, a paragone di una storia? A che giova la Verità a mezzanotte, al buio, quando il vento ruggisce nel comignolo come un orso? Quando il lampo sprigiona ombre sulla parete della stanza e la pioggia bussa alla finestra con le sue lunghe unghie? No: quando paura e freddo ti immobilizzano a letto come una statua, non aspettarti che la scarna e ossuta Verità accora in tuo aiuto. Quello che ti ci vuole è il pingue conforto di una storia: sentirti placare, cullare dalla sicurezza di una bugia.


Ero stregata. Le parole hanno un non so che. In mani esperte, adoperate con maestria, ti fanno prigioniero. Ti si attorcigliano intorno alle membra come la tela di un ragno e, quando sei così soggiogato da non riuscire più a muoverti, ti trafiggono la pelle, ti entrano nel sangue, ti atrofizzano i pensieri. Operano dentro di te come una magia.


Sono una lettrice da sempre; ho letto in ogni fase della mia vita e non c'è mai stato un periodo in cui la lettura non sia stata per me la gioia più grande. Eppure non posso fingere che le letture fatte da adulta equivalgano, quanto a impatto sull'anima, a quelle di quando ero piccola. Credo tuttora nelle storie. Tuttora perdo la cognizione di me stessa quando sono nel pieno di un buon libro.


"E' possibile. Ma è soprattuto perchè hanno un inzio, un centro e una fine; l'importante, però, è averli nell'ordine giusto."


(La tredicesima storia di Diane Setterfield)
le sento così profondamente mie...

lunedì, febbraio 19, 2007

donne


Non si nasce donne: lo si diventa con il tempo e la volontà
(Simone de Beauvoir)