(Jack Vettriano)il brano trascritto è al femminile ma si può tranquillamente volgere al maschile
Ero stufo delle donne problematiche. Ero stufo delle ragazze che non volevano crescere, di quelle che non sapevano impegnarsi in niente. Ero stufo delle donne impaurite, delle donne trattenute; di quelle che avevano scelto il risparmio di sé come unica via d'uscita. Ero stufo di quelle che volevano stare sole e basta, di quelle che ancora vivevano i postumi di una brutta storia con qualcuno che non le meritava e che le aveva fatte soffrire, rese caute. Ero stufo di quelle che chiedevano conferme, protezione, dedizione totale. Ero stufo di quelle che volevano guarirmi da me, dal mio bisogno ciclico di farmi male. Ero stufo dei rapporti di coppia, delle alchimie, delle sensazioni, delle difficoltà di comunicazione. Ero stufo di giocare all'amore; ero stufo di quelle che prendevano tutto seriamente. Ero stufo di quelle che prendevano tutto seriamente. Ero stufo di quelle che usavano i proprio dolori come scudo per tenere lontane le persone da sé. Ero stufo di quelle che dicevano una cosa e ne facevano un'altra, di quelle per le quali non ero arrivato al momento giusto, di quelle che preferivano non amare per non rischiare di soffrire ancora. Di quelle che in amore preferivano darsi vinte, di quelle che avevano bisogno di essere trattate male, di quelle che volevano essere libere ma poi non si lasciavano andare. Ero stufo marcio di quelle che usavano scelte troppo decise per simulare carattere e per dimostrare di essere la donna che sognavano di essere. Ero stanco di provare a capirle quando loro non provavano a capire me.
(da la teorema del devastore di Lorenzo Moneta)
in sottofondo la colonna sonora di radiofreccia, dalla finestra il canale illuminato dal sole, finalmente, le oche passeggiano sulla riva, ancora in Amsterdam