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domenica, maggio 13, 2012

mai di domenica



la domenica è un giorno un po' pigro per me, talvolta mi deprime, mai quando c'è il sole, perchè posso andare a passeggiare in un parco o in riva al mare, la domenica scorre lenta, ti alzi un po' più tardi, rimandi le cose da fare, talvolta non le fai proprio, ti lasci distrarre da mille intenzioni, fai mille programmi e non ne metti in atto nemmeno uno, ma va bene così, è già tanto che non sia una domenica bestiale, o una domenica maledetta domenica, per fortuna per me non è più il giorno che predece il rientro al lavoro, finalmente domenica.

p.s. che si vede che mi piacciono le citazioni???

lunedì, novembre 14, 2011

ed è sempre così

(Jack Vettriano)

E c'è un altro pensiero che comincia a prendere forma. Forse è sempre così. Forse c'è sempre uno dei due che vuole di più. Forse arriva per tutti il momento in cui ci si rende conto di aver involontariamente mentito dicendo ti amo, mi manchi, sei bella, sei la più bella, non vorrei mai che te ne andassi. Forse quel momento passa e tutto torna vero, vero quanto hai sempre pensato che fosse. O forse non passa. Se il momento passa, sarebbe saggio decidere di aspettare con calma. Se non passa, allora forse non bisognerebbe aspettare: bisognerebbe trovare un'altra persona alla quale si possano dire quelle cose senza mentire. Ma forse succede sempre, chiunque si cerchi di amare, nel qual caso si può benissimo restare dove si è, perchè così con chiunque altro si ripeterebbe lo stesso processo.

da Cose da salvare in caso di incendio di Haley Tanner

venerdì, giugno 17, 2011

intimità

ad un certo punto della vita, molto dopo che hai passato il mezzo del cammin della tua di vita e di selve oscure ne hai viste e attraversate abbastanza, tuo malgrado, e puoi raccontare di amori felici ma anche di abbondoni, di vicinanze e distanze, ti rendi conto che non è più così facile entrare in intimità con l'altro, non parlo di intimità fisica che è come quando rimetti gli sci o riprendi la bicicletta, parlo del raccontarsi, dell'emozionarsi, del sorprendersi, quello non è affatto così semplice e hai paura che ti si indurisca il cuore, hai paura di perdere quell'incanto, quello stupore che ti ha fatto sempre spuntare un bel sorriso sulle labbra.


mercoledì, maggio 19, 2010

anniversari


il 19 maggio 2006 ho iniziato la mia avventura di blogger all'inizio mi leggevano solo parenti e amici, presumo mossi a compassione, ora mi leggete in tanti, abbastanza per alimentare un insano narcisismo, come già detto e ridetto per me è stato "catartico" (un bel termine roboante ci sta proprio bene) iniziare a tenere una sorta di diario di tutto quello che mi passava per la mente, cosa che non ho mai fatto nemmeno da ragazza, piuttosto ho riempito quaderni con testi di canzoni, poesie e frasi che mi avevano colpito, un po' come faccio anche qui.

Ancora oggi non mi sono stancata di questo luogo e finchè non vi stancherete voi ci sarò, perchè ho trovato molti amici che non sono rimasti solo virtuali, perchè condividere con persone che trovo affini ed empatici i propri pensieri non è dato a tutti.

domenica, febbraio 07, 2010

luoghi

(Vettriano)

Tu sei
laddove
sono i tuoi pensieri.

Assicurati che i tuoi pensieri
siano dove tu vuoi essere”


(rabbi Nachman di Brazlav, 1772-1811)

venerdì, ottobre 16, 2009

senza parole


senza parole
preferisco tacere
troppi pensieri girano vorticosamente nella testa
è faticoso
arriva il gelido inverno è sentirsi come in estate non è facile
sognare di dormire
avere un sogno nel cassetto e non trovarlo
ci vorrebbe un amico
forse è meglio un amica

martedì, gennaio 08, 2008

el nebbiun


stamattina non sembrava proprio di essere a roma, c'era un nebbiun che pareva di essere a milano, a villa borghese e sul lungotevere poi era così fitta che non si vedeva il ponte successivo, metteva addosso una sensazione stranissima. L'asfalto poi era viscido come ricoperto da una patina, che in motorino non è esattamente il massimo.
Mi è venuta subito in mente la poesia di Giosuè Carducci:


La nebbia agli irti colli

Piovigginando sale,

E sotto il maestrale

Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo

Dal ribollir de’ tini

Va l’aspro odor de i vini

L’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi

Lo spiedo scoppiettando:

Sta il cacciator fischiando

Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi

Stormi d’uccelli neri,

Com’ esuli pensieri,

Nel vespero migrar


ovviamente io mi ricordavo solo per prime strofe fino al ribollir dei tini, e alora si è accesa la solita discussione con Andrea che sosteneva l'inutilità di studiare le poesie, visto che poi non te le ricordi e io che insistevo sul fatto che la poesia apre la mente e fa bene all'anima.


Mi sono resa conto che in effetti di quasi tutte le poesie che ho studiato mi ricordo solo i primi o alcuni versi:


Sempre caro mi fu quest'ermo colle......e l'naufragar m'è dolce in questo mare;

la donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole;

Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti. van da San Guido in duplice filar;

Ei fu siccome immobile, dato il mortal sospiro

Cantami, o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei