giovedì, maggio 16, 2013
venerdì, gennaio 18, 2013
bugie
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Etichette: le bugie hanno le gambe corte, omissis, relazioni pericolose
mercoledì, gennaio 09, 2013
ognuno a suo modo
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Etichette: interrogativi, modi di dire, relazioni pericolose
giovedì, novembre 22, 2012
io non capisco la gente
ti parcheggiano attaccati alla targa che manco se tu fossi il mago Houdini riusciresti ad uscire dal tuo parcheggio, che invece era rispettoso delle altrui distanze;
non raccolgono gli escrementi dei propri cani, tueri consapevole fin da quando l'hai preso che questo compito ti toccava, tu che ti reputi una persona civile perchè non lo fai, quando io giro persino con una bottiglietta quando il mio fedele amico la fa un po' sciolta????
di prima mattina sono già incaz.... sia che splenda il sole tanto più se è una giornata grigia, rilassati amico come dice Charlie Chaplin un giorno senza sorriso è un giorno perso;
parcheggiano lo scooter sul marciapiede quando l'apposito parcheggio a meno di mezzo metro è praticamente libero;
si comportano con tale supponenza o prepotenza da voler sembra padroni del mondo, rilassatevi Dio esiste (per chi ci crede) ma non sei tu!
aprono gli sportelli della macchina e non guardano mai e sottolineo mai se sta arrivando un malcapitato scooterista;
ti chiedono scusa dicendoti: non l'ho fatto apposta (ma di questo ne abbiamo già parlato);
ti portano a cena e poi ti raccontano o delle loro ex o di quanto amano un'altra che però non se li fila affatto e tu pensi che d'ora in avanti ti farai dare una parcella pari a quella che paghi tu al tuo terapeuta (ma forse anche questo argomento l'abbiamo sviscerato);
si potrebbe continuare, però talvolta non capisco nemmeno me...mi chiedo perchè non faccio come il cavaliere nero e.....
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Etichette: ar cavaliere nero, dubbi non ho, relazioni pericolose
lunedì, luglio 23, 2012
a volte tornano
Eppure sei lì paziente, sorridente ad ascoltare, consolare, raccontare, a chiederti perchè, senza avere il coraggio di chiedere a loro una risposta, perchè sai che risposta non c'è o forse chi lo sa perduta nel vento sarà e che forse non c'è niente da capire.
E ti dicono che sei una buona amica, a te che non hai mai creduto all'amicizia fra un uomo e una donna, o meglio hai smesso di crederci ai tempi del liceo, quando appunto ti sei innamorata del tuo migliore amico, a te che uno dei film preferiti è Harry ti presento Sally...., a te che di amici maschi ne hai veramente pochi ma di certo non sono quelli con cui hai avuto relazioni più intime.
ti chiedi pure come mai quando finalmente hai raggiunto di nuovo un certo equilibrio, questo si riveli così effimero.
(chissà che nome ha la sindrome ad associare pensieri a canzoni, mi succede spesso quando sento parlare o scrivo qualcosa che contemporaneamente mi venga in mente il testo di una canzone)
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mercoledì, maggio 09, 2012
il lamento di patty
cara non ti innamorare di me, sono un po' bastardo
caro non ti preoccupare ti uso solo per uno scopo
cara ho dei lati oscuri che non vorresti vedere
caro Bukowski è morto, Darth Fenner pure e nemmeno io mi sento tanto bene
cara tu sola mi capisci e mi puoi salvare
caro non mi chiamo mica Florence Nightingale
cara ho un cuore in inverno
caro a me piace il sole
cara per me la fedeltà non è un valore, però a te ti amo
caro non ti preoccupare io non ti amo e quindi non ti sono fedele
cara io non ti merito
caro infatti ti lascio
cara devi scusarmi ma sono un po' confuso e non so che fare
caro vai a sconfonderti da un'altra parte e poi ne riparliamo
cara sono infelicemente sposato
caro sono felicemente single
e potrei continuare.....
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martedì, aprile 17, 2012
scelte
anche tu hai preferito sentire la mia mancanza, perchè avermi forse ti costava fatica.
(Margaret Mazzantini - Non ti muovere)
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martedì, aprile 10, 2012
fili sottili
(I. Allende).
Il filo di tutto quello che le tiene collegate anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono e non si parlano.
Perché dici il filo?
Perché è una cosa molto sottile e molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.
Lui pensa a quello che succede ogni volta che decidono di non sentirsi più e il filo che li collega sembra sul punto di spezzarsi: al senso di vuoto che gli cresce attorno e gli preme sui timpani e gli risucchia l’aria dai polmoni e gli impedisce di star fermo in un punto.
Però non è affatto scontato che ci sia il filo.
Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi, scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.
E allora perché pensavano di essere legati?
Perché erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti e luoghi condivisi e gesti stratificati. E’ una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segue.
Che triste.
Si. La maggior parte dei legami sono di questo genere, come fai a sapere invece che il filo c’è? Quando provi a romperlo, ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.
E di che cosa è fatto questo filo?
Di uno scambio continuo di domande e risposte. Sguardi anche solo immaginati. Assonanza e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. E similitudini, no? E differenze.
da Pura vita (Andrea De Carlo)
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Etichette: confessioni di una mente pericolosa, donne in cerca di guai, fili sottili, relazioni pericolose
lunedì, febbraio 20, 2012
è l'amore che conta
di errori ne ho fatti
ne porto i lividi
ma non ci penso più
ho preso ed ho perso
ma guardo avanti sai
dove cammini tu
di me ti diranno che sono una pazza
ma è il prezzo di essere stata sincera
è l’amore che conta
non solo i numeri, e neanche i limiti
è una strada contorta
e non è logica, e non è comoda
imparerò a cantare anche questa canzone e allora mi è tornato in mente un post che ho scritto tanto tempo fa, sono passati tre anni ma ahimè apparentemente non è cambiato niente altro che la mia età, fra meno di un mese saranno 55, un bel traguardo che stavolta mi mette un po' di ansia, non certo riguardo ad eventuali rughe ma semplicemente al passare del tempo e al fatto che appunto non vado di certo incontro alla gioventù, i miei figli sono tutti maggiorenni, sono persino nonna da un bel pezzo, che altro dire?
però c'è un però, mi rendo conto che le mie relazioni amorose sono un vero disastro, anche se quando mi lamento di un certo deserto affettivo le mie amiche mi rispondono seccamente: e ci credo...con tutti i cactus che incontri! ma questi cactus li incontro? ci vado a sbattere sbadatamente o me li vado a cercare inconsciamente???? è un quesito la cui risposta è veramente ardua.
se siete confusi: andate a sconfondervi da un'altra parte, ho esaurito la mia pazienza;
se siete in coppia:, a me non piacciono i triangoli tantomeno quelli amorosi, mi piace l'esclusività e poi con tutti gli uomini single che ci sono in giro perchè mai dovrei dar retta a voi?
se siete narcisisti: non sono brava ad adularvi, munitevi di un bello specchio e rimiratevici;
se siete vampiri: ho la tessera di donatrice di sangue, e quello è l'unico prelievo che sono disposta a farmi fare;
se siete depressi: fatevi curare, non ho l'animo di una crocerossina e non mi chiamo Florence;
se siete commedianti: l'oscar non ve lo concedo, sono sicura che il film del quale siete protagonisti non è un film che a me possa piacere;
se invece siete come me: curiosi, appassionati, allegri, onesti, indomiti allora benvenuti nella mia vita come amici, amanti e.... altrimenti astenersi perditempo.
oddio mi sono resa conto che sembra quasi un annuncio equivoco, naaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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1:21 PM
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Etichette: chi ama brucia, relazioni pericolose, uomini e donne
venerdì, gennaio 08, 2010
il linguaggio delle relazioni
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Etichette: autobiografia, la famigghia, le parole sono importanti, relazioni pericolose
venerdì, giugno 05, 2009
le cose che abbiamo in comune
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Etichette: comunanza di intenti, relazioni pericolose
sabato, maggio 30, 2009
le regole del gioco
Ho giocato a questo gioco molto tempo, e forse da molto prima di voi, sicuramente ho incontrato molti giocatori,e ho imparato a giocare, conosco le sue regole ma specialmente ho imparato a conoscerne tutti i trucchi e gli effetti speciali, e questi ultimi non riescono più a sorprendermi, non è colpa vostra, vi ha preceduto fra tanti, un giocatore molto più bravo e furbo di voi, un asso che sarà difficile eguagliare per quanto voi cerchiate di farlo.Quindi per favore non sforzatevi di trovare parole roboanti e apparentemente seducenti, io le ho già sentite, non sforzatevi di essere più affascinanti di quanto siete perchè non siete credibili, non usate con me modi di fare che percepisco come scontati, vi assicuro che se invece riuscite ad essere veri, senza indossare abiti che non sono vostri, mi piacerete sicuramente, io non sono pretenziosa ma come dice la mia poetessa preferita: dopo aver conosciuto la luce, e aggiungo io averla amata, non sopporto più l'ombra.
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Etichette: a che gioco giochiamo, donne e uomini, relazioni pericolose
martedì, settembre 09, 2008
il tempo di una bugia
so per certo che il mio quoziente intellettivo è alto, anche se apparentemente le mie capacità logico matematiche sembrano mediocri, più semplicemente non mi va di applicarmi, e a quanto pare invece la mia intelligenza emotiva è superiore alla media;
sono 12 anni che non vivo più in coppia, come dicevano due simpatiche blogger: single..per scelta altrui, nel mio caso si potrebbe definirlo un accidente della vita, non mi sono mai rifatta una vita, (me lo chiedono sempre ma ti sei rifatta una vita??? e che è un intervento estetico???), ho avuto la fortuna di incontrare un nuovo amore ma è finito da un pezzo, da allora ho conosciuto altri uomini, alcuni deludenti altri no, niente di coinvolgente però, ma non è che posso farmi piacere un uomo a tutti costi per paura di rimanere sola, non mi spiace essere single (ora si, ora no), mi piace la possibilità di fare nuovi incontri ma possibilità non corrisponde ad obbligo;
quindi non offendete la mia intelligenza nè tantomeno la mia sensibilità vendendovi per quello che non siete, o facendo promesse che non potete o non volete mantenere, diffido delle vostre dichiarazioni roboanti, grondanti amore eterno, non ce ne è bisogno, veramente, non credo al colpo di fulmine, posso credere ad un desiderio nato improvvisamente, posso cedere alla curiosità ma per favore l'amore è un'altra cosa, io lo so bene perchè sono stata così fortunata da viverlo;
vorrei provare a spiegarvi come sono:
non mi impressionano beni al sole o lavori prestigiosi, può sembrare che una fluidità di linguaggio mi affascini ma se poi non c'è sostanza l'incanto svanisce presto, non sopporto più i narcisisti, quelli che si riflettono nell'amore degli altri o quei vampiri che si nutrono di questo amore perchè incapaci di provarlo, primo o poi molte di noi ci siamo imbattute in questi tipi che si rivelano presto anche dei serial killer, diamo loro retta, a volte, perchè non vogliamo arrenderci all'evidenza, speriamo di esserci sbagliate, o perchè abbiamo la sindrome della crocerossina, io questi panni li ho smessi da tempo, ho imparato che non è così che funziona un rapporto, vero, onesto, appagante;
per quanto riguarda gli incontri ravvicinati di qualsiasi tipo, lo so che voi maschietti siete creature semplici quasi animali, (in senso buono) e allora non diventate contorti, se è vero che per noi donne l'erotismo è un universo misterioso, (per voi non per noi), un puzzle le cui tessere non sempre sono così facili da sistemare è pur vero che spesso anche noi siamo meno complicate di quanto appaiamo, e capita anche a noi di vivere un incontro come passeggero e non ricamarci su; quindi se volete eclissarvi per paura di venire incastrati in chissà quale storia, liberi di farlo, ma vorrei ricordarvi che esiste un galateo anche riguardo gli incontri puramente erotici, non mi va di preoccuparmi inutilmente o scervellarmi sulla vostra sopravvivenza o esistenza in vita;
assolutamente monogama e fedele in situazioni che lo richiedono, e farfallina in quelle che non lo richiedono, qualcuno dice casanova in gonnella, (avete notato gentili signore che non esiste il corrispettivo femminile??? Circe era un'ammaliatrice, ma la chiamavano strega, Messalina era una mangiatrice di uomini ma la definivano una "diversamente perbene", Lucrezia è passata alla storia come un'avvelenatrice e le altre era cortigiane), non pretendo l'esclusiva perchè non mi sento di prometterla se non ad un uomo amato;
non mi innamoro facilmente ma mi disamoro all'istante se qualcuno avanza pretese che non mi aggradano;
con l'età non ho più voglia di adottare tattiche o fare giochetti, l'esperienza mi ha insegnato che tu puoi essere il regista della tua vita, ma non di quella degli altri, e spesso il film che viene fuori non è quello che pensavi di aver girato;
mi sentirei di dire: astenersi perditempo, e ai maschietti che si sentiranno piccati per questa mia lettera, se lo sarete mi sa che avete la coda di paglia, chi mi conosce sa che non sono nè una virago convinta che tutti gli uomini siano dei bastardi, nè un'inacidita repressa, semplicemente non cerco nessun principe azzurro, (come diceva una mia amica: gli si azzoppasse il cavallo), non cerco proprio, vado per la mia strada e se incontro un compagno di viaggio gradevole perchè no ci faccio un pezzo di cammino insieme: chilometri??? miglia??? non è dato saperlo;
è anche questo il bello della vita.
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zefirina
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Etichette: amori e altre catastrofi, relazioni pericolose, uomini e donne









Può il potere della parola - scritta, parlata, ascoltata, omessa - cambiare il modo in cui uomini e donne entrano in relazione tra di loro? Si possono superare gli stereotipi e gli insegnamenti appresi e incorporati, su come è una donna, come è un uomo e come uomo e donna possono vivere insieme? Si può immaginare una relazione tra uomo e donna che accetti il conflitto, il fraintendimento, la reciproca vulnerabilità, senza che tutto ciò comporti violenza, incomunicabilità e rinuncia?
Il testo, frutto del lavoro comune di donne e uomini del gruppo Sui Generi, esplora questi interrogativi attraverso scritture, narrazioni di sé e riflessioni. Parole che sono la trama sulla quale essi hanno costruito i loro incontri e che dovrebbero entrare nel progetto (ideale?) di un nuovo linguaggio delle relazioni tra donne e uomini, nuove pratiche, esperienze, vissuti e politiche. Anche se i diversi contributi sono opera di singoli e singole, pensiamo che siano l'esito di un impegno collettivo, emotivo, intellettuale e fisico insieme. Questo libro rappresenta anche un esperimento: verificare quanto può essere tradotto all'esterno di quel territorio, di quel luogo fisico e simbolico che è stato in questi anni un riferimento, Anghiari ed in particolare il Castello dei Sorci e la Libera Università dell'Autobiografia che fin dall'inizio ospita il gruppo.
non è facile commentare questo libro, me l'ha regalato uno dei miei fratelli che ne è anche il curatore, sa che mi affascina tutto quello che parla e racconta di linguaggio, di relazioni personali, e del modo di viverle e gestirle, perchè per me è vero che le parole sono importanti, come diceva in un suo film Nanni Moretti. Confesso che la lettura non è stata scorrevole, a volte il linguaggio usato poteva apparire criptico, quasi un linguaggio segreto fra adpeti, di certo chi è digiuno di cammini simili, di letture adiacenti e forse anche di percorsi psicologici , troverà difficoltà nel leggere questi racconti, ma se non si arrenderà ci troverà tanti spunti per riconsiderare l'uso del linguaggio nelle relazioni.