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mercoledì, gennaio 09, 2013

ognuno a suo modo

 (Chiesa di Santa Maria del Pino - Coazze)



sono un po' stufa di questo modo di dire che giustifica certi atteggiamenti specie nelle relazioni familiari, amicali e/o sentimentali, tu pensi di avere dei genitori un po' anafettivi, e ancora fai i conti con questo sentire, ti dicono che non è così che a modo loro ti vogliono bene, sei stata con uomo che non ti ha mai detto "ti amo" perchè riteneva che queste due fossero parole banali, delle quali troppo spesso si abusa, si giustificava affermando che però con i fatti avresti dovuto capire che ti amava, ti accorgi che un'amica storica è diventata un po' acida e mediti di mandarla a quel paese, in fondo anche l' amicizia come l'amore finisce, ti dicono maddai porta pazienza a modo suo è comunque un'amica per te, i tuoi figli maschi ti trattano come se fossi una nata nell'era mesozoica, ti dicono di non prendertela è solo il loro modo di far.

A modo suo è il mantra che ti dovresti ripetere, e io invece sono qui a chiedermi ma quando è che mi ameranno, vorrano bene a modo mio????

giovedì, giugno 07, 2012

bu-cati

dopo quello dei calzini spaiati c'è un altro strano fenomeno da prendere in considerazione, non so se capita anche a voi di trovare dei buchi inspiegabili nelle magliette, sempre piccoli e sempre nello stesso punto che siano le mie o quelle dei ragazzi, in un primo momento avevo pensato fosse colpa delle cinture, ma io non ne porto, poi delle cerniere dei pantaloni, ma succede anche a quelle che porto con le gonne, e poi perchè le magliette si bucano e le camicie no????

e non succede solo in Italia ma anche qui a Palo Alto e capitava anche ad Amsterdam, che sia un fenomeno globale?????

mercoledì, gennaio 07, 2009

quello che

( fabbricante di nuvole di Meloniski da Villacidro)

ci fa andare avanti è una forza misteriosa, a volte sei così stanca che ti sembra che i piedi siano ancorati a terra, sono così pesanti che fai fatica a muoverti, è così che mi sono sentita ieri al parco mentre guardavo Lucky che correva impazzito, fa sempre così quando lo lascio sciolto, ero lì ferma e ad un tratto mi sono sentita così pesante ma così pesante come fossi Atlante con tutto il mondo sulle spalle e non riuscivo proprio a muovermi, è stata una sensazione terrificante...e poi è stato come se una mano invisibile mi spingesse avanti e sono riuscita a mettere un piede avanti all'altro e ho ripreso a camminare, e allora mi sono chiesta da dove provenisse questa spinta e ho pensato che sono i miei pensieri felici che mi fanno andare avanti nonostante qualche inciampo, ecco ne qualcuno:

Valentina con la sua vita altrove, che vedo camminare coraggiosamente in un luogo lontano e so che si sente libera di andare perchè ha sempre un posto dove tornare;

Alessandro e Andrea che spesso non mi fanno stare tranquilla, però a volte sono così teneri e mi fanno così ridere che non riesco a non perdonargli le molte marachelle;

e poi gli abbracci di Lorenzo quando mi vede

le telefonate della amiche, preoccupate per la mia testa pazzerella

e le soprese che quando meno te l'aspetti la vita ti fa

domenica, giugno 08, 2008

essere o non essere




Posted by Picasa

per la cronaca della giornata vi rimando da morgan

che è decisamente più bravo di me con le parole

lunedì, marzo 17, 2008

capita anche a voi

capita anche a voi di navigare fra i blog che pù vi piacciono e di scrivere qualcosa e dopo aver spinto invio, chiedervi se non vi sia una sorta di mania nel voler commentare sempre????, a volte mi astengo perchè mi sento un po' rompiballe, o invece per usare un francesismo mi faccio troppe pippe mentali e i commenti sono sempre graditi, magari basta un aggettivo, una parola appropriata per far capire al proprietario del blog che sei passato di lì e lo hai letto????

venerdì, febbraio 08, 2008

se una notte di inverno un navigatore

si imbattesse in una insonne navigatrice non in una chat, luogo notoriamente deputato (oddio ho detto una parolaccia) a favorire la conoscenza,ed eventualmente l'incontro con altre persone, ma in altri siti apparentemente non creati per tali scopi, e iniziassero a navigare insieme sarebbe lecito provare quella stupenda, elettrizzante, paurosa emozione di scegliere come fare a conoscere qualcuno di cui per ora sai pochissimo, e di decidere che quel pochissimo è più che sufficiente?
Pur sapendo benissimo che sarebbe un grosso rischio per entrambi?
(domanda nata dopo aver letto un racconto di Matthew Zapruder su: In cinque lettere: amore)

giovedì, luglio 26, 2007

mbuti

http://it.youtube.com/watch?v=d_9chKQSiag