venerdì, gennaio 08, 2010

il linguaggio delle relazioni

(collana Polis, Stripes Edizioni a cura di Barbara Mapelli e Massimo Michele Greco)

Può il potere della parola - scritta, parlata, ascoltata, omessa - cambiare il modo in cui uomini e donne entrano in relazione tra di loro? Si possono superare gli stereotipi e gli insegnamenti appresi e incorporati, su come è una donna, come è un uomo e come uomo e donna possono vivere insieme? Si può immaginare una relazione tra uomo e donna che accetti il conflitto, il fraintendimento, la reciproca vulnerabilità, senza che tutto ciò comporti violenza, incomunicabilità e rinuncia?
Il testo, frutto del lavoro comune di donne e uomini del gruppo Sui Generi, esplora questi interrogativi attraverso scritture, narrazioni di sé e riflessioni. Parole che sono la trama sulla quale essi hanno costruito i loro incontri e che dovrebbero entrare nel progetto (ideale?) di un nuovo linguaggio delle relazioni tra donne e uomini, nuove pratiche, esperienze, vissuti e politiche. Anche se i diversi contributi sono opera di singoli e singole, pensiamo che siano l'esito di un impegno collettivo, emotivo, intellettuale e fisico insieme. Questo libro rappresenta anche un esperimento: verificare quanto può essere tradotto all'esterno di quel territorio, di quel luogo fisico e simbolico che è stato in questi anni un riferimento, Anghiari ed in particolare il Castello dei Sorci e la Libera Università dell'Autobiografia che fin dall'inizio ospita il gruppo.

non è facile commentare questo libro, me l'ha regalato uno dei miei fratelli che ne è anche il curatore, sa che mi affascina tutto quello che parla e racconta di linguaggio, di relazioni personali, e del modo di viverle e gestirle, perchè per me è vero che le parole sono importanti, come diceva in un suo film Nanni Moretti. Confesso che la lettura non è stata scorrevole, a volte il linguaggio usato poteva apparire criptico, quasi un linguaggio segreto fra adpeti, di certo chi è digiuno di cammini simili, di letture adiacenti e forse anche di percorsi psicologici , troverà difficoltà nel leggere questi racconti, ma se non si arrenderà ci troverà tanti spunti per riconsiderare l'uso del linguaggio nelle relazioni.

11 commenti:

SandalialSole ha detto...

Confesso che in questo periodo non riesco a dedicarmi a letture impegnative. dire il vero anche nuove letture. Sono nella fase ri.leggo, possibilmente ciò che ho già ri.letto. Prima o poi tornerò nell'umore giusto, lo so!

Alberto ha detto...

Stavo leggendo io invece stamattina sulla possibilità futura, e non era un ciarlatano a parlare ma uno scienziato, articolo sul Venerdì di repubblica, sulla possibilità dicevo di due cervelli umani a comunicare direttamente, senza nessun alfabeto.

Blindsight ha detto...

le parole sono importantissime, così come lo è lo scriverle nel modo giusto affinché prendano le linee del linguaggio (come fare un quadro decidendo dal disegno di base ai colori e loro sfumature).
il castello dei sorci mi affascina ;)
inutile chiederti se questa lettura è disponibile anche in digitale, o ebook, nel caso mi dici dove trovarla?

zefirina ha detto...

laura chiedo a mio fratello e ti faccio sapere, probabilmente non gli è venuto nemmeno in mente di renderlo in un e-book, di sicuro però lui avrà le bozze sul pc

@alberto l'ho letto anche io, però anche senza usare la bocca sempre di parlare si tratta

@sole conosco perfettamente qull'umore lì, ma come potevo rifiutare tal lettura???? ah i parenti!!!!

Blindsight ha detto...

@ alberto: il nostro cervello è un ammasso di circuiti elettrici, che due cervelli comunicassero anche senza alfabeto si sapeva, è come riescano a trovare e provare lo stesso stato emotivo (quella che chiamano anche telepatia) che dovrebbero dimostrare una volta per tutte.
io che non vedo più niente e sento malissimo ho imparato a leggere nel pensiero, il cervello fa tante cose.. le parole e il linguaggio è lo stile secondo me che ognuno di noi da a questi "movimenti elettrici" tra cervelli

Alberto ha detto...

@Blindsight
Fra qualche settimana voglio fare un esperimento al proposito. Poi ne parlerò sul mio blog. Ciao.

il monticiano ha detto...

Credo che la parola in sè abbia un potere importante, ma a volte mi è capitato di dialogare con qualcuno in perfetto silenzio soltanto con lo sguardo sostenuto da ciò che i rispettivi cervelli "dicevano".
Molto tempo fa purtroppo.

Blindsight ha detto...

per me il silenzio, anche senza sguardo, comunica più cose di un discorso, comunque attendo news, sia per l'esperimento che per leggere.
patty mi viene in mente la "parola" di.. quelo! :)

Veneris ha detto...

Credo che sia interessante, ma in questo momento non penso sia lettura giusta per me. Bye

zefirina ha detto...

laura oggi ho letto un articolo su repubblica di che spero di riuscirti a mandare su wolfgang Fasser, lo conosci???

non te lo incido che se ne rischi di strozzarti un'altra volta mentre ascolti la mia voce

anche a me è capitato di parlare solo con gli occhi, ma non sempre c'è quella particolre sintonia che ci permette di farlo

Blindsight ha detto...

non conoscevo, ora ho scoperto in rete che è un musicoterapista, dico bene? se hai il link dell'articolo dammi quello, sennò prometto che penso a cose tristi per non strozzarmi dalle risate mentre ti ascolto :)))