martedì, aprile 10, 2012

fili sottili

nel bene e nel male a me riesce proprio difficile recidere certi fili, non aiuta nemmeno il fatto che anche chi è dall'altra parte del filo non lo faccia, mi sa che sono proprio il tipo da "questioni sospese", solo che a volte queste infinite sospensioni, assenze, mancanze pesano, il tempo non ha aiutato affatto e non ha guarito totalmente, le piccole grandi ferite ogni tanto tornano a sanguinare, evidentemente non hanno cicatrizzato bene, fuori c'è il sole ma l'aria è ancora gelida dopo averci illuso di una precoce primavera, ecco io mi sento così: sorrido ma dentro sento un pericoloso gelo.


Siamo legati da infiniti fili sottili, facili da recidere a uno a uno, ma che essendo intrecciati tra loro formano corde indistruttibili.
(I. Allende).

Il filo di tutto quello che le tiene collegate anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono e non si parlano.
Perché dici il filo?
Perché è una cosa molto sottile e molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.
Lui pensa a quello che succede ogni volta che decidono di non sentirsi più e il filo che li collega sembra sul punto di spezzarsi: al senso di vuoto che gli cresce attorno e gli preme sui timpani e gli risucchia l’aria dai polmoni e gli impedisce di star fermo in un punto.
Però non è affatto scontato che ci sia il filo.
Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi, scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.
E allora perché pensavano di essere legati?
Perché erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti e luoghi condivisi e gesti stratificati. E’ una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segue.
Che triste.
Si. La maggior parte dei legami sono di questo genere, come fai a sapere invece che il filo c’è? Quando provi a romperlo, ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.
E di che cosa è fatto questo filo?
Di uno scambio continuo di domande e risposte. Sguardi anche solo immaginati. Assonanza e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. E similitudini, no? E differenze.

da Pura vita (Andrea De Carlo)





5 commenti:

Shaina Quella Stronza ha detto...

Perché non interrompere i legami?

Non provi un brivido, un'eccitazione fortissima, quando trovi il coraggio di dire addio al passato?

Shaina Quella Stronza ha detto...

Perché non interrompere i legami?

Non provi un brivido, un'eccitazione fortissima, quando trovi il coraggio di dire addio al passato?

Gianna ha detto...

Cara Zefi, probabilmente la recisione dei fili non è mai netta.
Ci sono momenti in cui può ritornare alla mente un vissuto che alle volte può ancora far male.
L'attuale situazione, se positiva, prende ,però, quasi sempre il sopravvento.
Buona serata.

il monticiano ha detto...

Esattamente.
Proprio quello che può capitare a ciascuno di noi,uomo o donna che sia
A me è capitato.

Michele ha detto...

wonderful post
ciao Zeffirina