martedì, agosto 31, 2010

rio bo

Tre casettine
dai tetti aguzzi,
un verde praticello,
un esiguo ruscello: rio Bo,
un vigile cipresso.
Microscopico paese, è vero,
paese da nulla, ma però...
c'è sempre disopra una stella,
una grande, magnifica stella,
che a un dipresso...
occhieggia con la punta del cipresso
di rio Bo.
Una stella innamorata?
Chi sa
se nemmeno ce l'ha
una grande città.

Rio Bo
(Aldo Palazzeschi)

lunedì, agosto 30, 2010

la donzelletta vien dalla campagna




un weekend lungo qui in compagnia di amici a quattro zampe e non





tra una grigliata




e una torta di mele





aggiornamento a richiesta del grande Aldo, ecco la donzelletta

venerdì, agosto 27, 2010

spigolando fra notizie facete ma anche no

domenica avremo di nuovo fra i....piedi il colonello libico grande amico del presidente del consiglio, per fortuna questa volta la sua mega tenda la piaterà nella residenza del suo ambasciatore a via nomentana e non a villa pamphili come l'altra volta, comunque il folklore non mancherà visto che si porta dietro oltre alle sue amazzoni anche 30 cavalieri che si esibiranno al centro ippico di Tor di Quinto ma non è questa notizia che mi ha colpito ma una frase che è stta detta da Paolo Scaroni presidente dell'Eni: "considero tutti i miei interlocutori da Gheddafi a Chavez, tutti belli, bravi e buoni. Perchè per me sono tutti clienti, e la Libia è la pupilla degli occhi del'Eni, un paese in cui investiremo 25 miliardi", più chiaro di così!!

leggo poi che Gianna Nannini che dichiara 54 anni ma qualche maligno che la conosce bene dice che in effetti ne ha 56, è al 5 mese di gravidanza, i commenti si sono scatenati e qualche sociologa ha pensato bene di giustificarla dicendo che in fondo l'aspettativa di vita è aumentata e quindi non vede quale sia il problema, bè certo la Nannini che può permettersi schiere di babysitter e non ha problemi economici non avrà problemi a crescere il suo erede che comunque anche in caso di premorienza della madre non è che rimarrà povero e in mezzo ad una strada, mi chiedo solo perchè si debba far passare questo tipo di notizia come la nuova frontiera della maternità.
Io che ho provato lo choc di vedere i miei figli restare orfani di padre (che ne aveva solo 44) a 7 e 3 anni non posso credere a questa balla dell'aspettativa di vita perchè il fato è sempre in agguato, ora non la sto tirando alla povera Gianna ma mi spiace la notizia suscita in me molte perplessità, e poi so per certo che a questa età non si hanno le energie fisiche e forse nemmeno mentali che si hanno invece in età più giovani, anche questo lo dico con cognizione di causa avendo fatto una figlia a 23, un figlio a 32 e uno a 36, tre età diverse tre comportamenti diversi nei loro riguardi, mio malgrado.

mercoledì, agosto 25, 2010

agosto romano

ieri giravo per una Roma ancora deserta specie in quegli angoli sconosciuti alle orde di turisti, quei vicoletti intorno al mio rione che è quasi un paesello dove più o meno si conoscono tutti e mi godevo l'assoluta (ma anche assolata) quiete di questo fine agosto, e la sera mentre andavo verso testaccio con lo scooter e il traffico sul lungotevere era minimo, e il tramonto arrivava piano piano, mi son detta che in certi momenti questa città è proprio bella.

domenica, agosto 22, 2010

camera con vista

questa è la vista che si gode dal letto nella mia camera in quel di acquasanta, si ode anche lo scorrer del fiumiciattolo sottostante e sale l'odore dell'acqua solfurea che viene dalla pozza d'acqua alimentata dalla sorgente sotto la roccia, eppure non è un paesaggio che mi rasserena anzi, forse perchè l'occhio non può perdersi, è subito fermato da quella parete di roccia e alberi o forse perchè queste vacanze potevano essere il preludio ad eterne vacanze e non è stato così, dovrò convivere con l'incertezza fino a fine ottobre, per fortuna ho un'altra settimana da spendere a non far niente...e così farò ma lo farò qui a Roma che in questi giorni è ancora deserti a parte gli onnipresenti turisti.

venerdì, agosto 13, 2010

le bucoliche

è l'ora della sana vita campagnola nel buon ritiro di Baschi: si va alle sagre come quella del cinghiale a Montecchio o a quella delle lumache a Graffignano, si legge sotto i pini o ci si rinchiude in casa con le candele a portata di mano quando avanza il temporale, dal divano si può comunque vedere la rupe d'Orvieto e le guglie del suo duomo, si può inoltre godere la vista dei figli adolescenti vagare con sguardo assente per la casa non essendo abituati all'assoluta mancanza di quegli svaghi a loro più consoni: tipo playstation, internet..etc..etcc., eppure ieri ci avevano illuse sfacchinando a raccoglier aghi di pini e a ripulire l'erbacce cresciute.


mercoledì, agosto 11, 2010

rumore

il rumore è come un serpentello che si insinua nella tua testa, all'inizio non ci fai quasi caso tanto vivi immersi nei rumori quotidiani: il ronzio del condizionatore in ufficio, la ventola del pc, il rumore del traffico, i lavori nelle strade e quelli nei palazzi, le tv e le radio accese, il chiasso del vociare dei vicini, ti rendi conto di quanto siano assordanti solo quando finalmente cala il silenzio.

Per me sta diventando insopportabile per dirla alla napoletana: mi sta facendo uscire pazza!!!

E' da quasi un anno che sia in ufficio che a casa sento l'insopportabile frastono di martelli pneumatici, scavatrici e quant'altro, in ufficio stanno ristrutturando il palazzo dentro e fuori sia per rifare la facciata, sia per adeguare ancora una volta gli impianti elettrici e non a norma, a casa dopo i vari lavori di ristrutturazione dei altrettanto vari inquilini ora stanno ristrutturando il palazzo confinante, in piedi sono rimaste sono le quattro mura mentre dentro lo stanno completamente svuotando, non ho nemmeno più bisogno di mettere la sveglia perchè iniziano a lavorare alle 7 del mattino, adesso che fa più caldo addirittura alle 6 e gli alacri operai lavorano anche il sabato l'unico giorno oltre la domenica durante il quale potrei dormire di più, d'inverno è stato più facile sopportare ma ora d'estate con le finestre aperte è veramente una tortura.

Vivo poi all'incrocio di tre religioni, nel cortile che dà sulla mia stanza da letto si avvicendano coreani i cui cori ricordano i canti gregoriani e gli etiopi i cui cori invece ricordano la famosa scena del film i blues brothers quando Belushi dice di aver visto la luce, tutti mandano i bambini a giocare allegramente in cortile a qualsiasi ora del giorno e del pomeriggio, non sono una patita della pennicchella ma a volte mi capita di essere stanca e l'allegro vociare impedisce il riposo, anche perchè lo sanno tutti che i bambini hanno delle belle voci squillanti, io poi ho già dato con i miei e devo dire sono diventata meno tollerante nei loro confronti. Poi ci sono i filippini che hanno preso in ostaggio la basilica di santa Pudenziana anche loro fautori del canto a squarciagola quando non rullano i tamburi o fanno il tifo per le squadre di pallavolo che si sfidano nel cortile antistante la chiesa. E per finire ci sono i fedeli della sinagoga di via Balbo ad inneggiare al loro Dio con voce stentorea quando non festeggiano allegramente le loro festività per cui la musica si spande per tutto il cortile.

per darvi la misura di quanto rumore può esserci e del tipo di lavori che stanno facendo qui vicino mentre scrivo questo post vi dico solo che il pavimento sta tremando come se ci fosse una scossa leggera di terremoto.



martedì, agosto 10, 2010

ninna nanna della guerra

fa impressione quanto sia attuale



La ninna nanna della guerra

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!


Trilussa (1914)



lunedì, agosto 09, 2010

bastava dirlo

sabato mattina la prima notizia per così dire allarmante, una vicina di casa aveva trovato la porta di casa di Valentina aperta e sfondata quindi mi è toccato correre a vedere, per fortuna non hanno rubato niente, anche perchè non c'era un granchè da rubare, loro vivono all'estero, ma in compenso bisognerà cambiare la porta perchè l'hanno letteralmente fatta a pezzi, ovviamente nessuno nel palazzo ha sentito niente!! I ragazzi sono dovuti rientrare dall'Umbria perchè la denuncia la potevano fare solo loro, il resto del weekend l'ho passato a fare le pulizie di pasqua, si perchè io le pulizie di pasqua le faccio a ferragosto, anche perchè il mio piccolo cane era in affido a figlia e nipote e così ho potuto rivoltare casa, nel frattempo Andrea si è beccato una bella bronchite che ancora non sappiamo se sia sfociata un'altra volta in broncopolmonite, ha la febbre e gira delirando per casa, con questo caldo si avvolge in una coperta di pile che fa venire i sudori solo a guardarlo, e ora ho un leggero mal di gola anche io, evidentemente me l'ha attaccato il figliolo. Nonostante tutto questo sono ancora al duro lavoro e comunque non si può partire finchè Andrea non si rimette!!!

potrebbe andare peggio
potrebbe piovere



venerdì, agosto 06, 2010

marchette


mi capita sempre più spesso di leggere libri che avevo comprato invogliata da recensioni "illustri" e di rimanerne immancabilmente tradita, allora mi convinco sempre di più che evidentemente il vecchio detto cane non morde cane valga anche per gli scrittori, per taluni ovviamente, e che alcuni debbano pagare il dazio di recensire favorevolmente colleghi solo per compiacere la loro casa editrice, per non parlar poi di quelli che vincono i premi strega ne avessi trovato uno di mio gusto!
Poi mi dico che forse sono io ad essere un po' troppo snob, o forse più semplicemente il fatto di essere una lettrice accanita fin da quando ho cominciato a leggere, sembra un gioco di parole ma non è così, leggo da quando ho 5 anni tutto quello che mi capita a tiro e talvolta quando ero più piccola mi sono capitati tra le mani libri che forse non erano adatti alla mia età, ma per fortuna i miei non hanno mai censurato le mie letture, tutti libri, i tanti libri che circolavano per casa li potevamo leggere. Dicevo il fatto di essere una lettrice accanita mi rende più critica nei confronti di certe letture.

giovedì, agosto 05, 2010

5 agosto 1962

quel che ho dentro nessuno lo vede, ho pensieri bellissimi che pesano come una lapide



il mio mito preferito, uno dei libri più belli che ho letto su di lei è scritto quello di Carol Oates Joyce, l'ha intitolato Blonde; di lei mi piaceva questa sua fragilità, lo smarrimento che si leggeva sempre nei suoi occhi, il suo disperato bisogno di amore, la voglia di essere apprezzata al di là della sua innegabile bellezza.

martedì, agosto 03, 2010

adempimento e desideri


A Osias Kormann

Amsterdam 4 novembre 1942
mercoledì pomeriggio


Kormann, mio Kormann, qui abbiamo già un tempo così piovoso e freddo, chissà come state voi, con il poco cibo e le scarse coperte. Oggi il mio cuore è così, così triste pensando a voi. Ma chissà, forse voi non c'entrate affatto, e sono piuttosto io a essere un po' depressa e impaziente perchè la tiro tanto per le lunghe. E allora come stai, mio caro? Hai gia traslocato e hai avuto molte seccature per questo?

Durante una delle nostre passeggiate attorno al campo giallo di lupini abbiamo parlato di desideri e del loro adempimento. Te ne ricordi ancora? In una lettera del mio poeta Rainer Maria Rilke c'è un passo splendido su questo tema.
Forse il tuo collega Haussmann ribadirebbe amaramente. "Non è tempo di poeti e filosofi". Io non so se abbia ragione, in ogni caso ti trascrivo quelle poche frasi, forse ti faranno piacere in un momento di calma (se mai ti succede di averne):

"Mi accade sovente di domandarmi se esista un vero rapporto fra adempimento e desideri. Certo, fintanto che il desiderio è debole, esso è simile a una metà che per diventare autonoma ha bisogno del proprio adempimento come di un'altra metà. Ma i desideri possono germinare in modo così meravigloso da diventare un tutto, pieno e intero, che non si lascia più completare e ormai si accresce, si forma e si riempe solo dall'interno. A volte si potrebbe credere che alla radice di una vita grande e intesa ci sia proprio stato un coinvolgimento in desideri eccessivi che come una molla interiore hanno riversato nella vita azione su azione, effetto su effetto; e quasi non rammentando il proprio fine originario, diventati ormai elementari come un'impetuosa cascata, si sono trasformati in azione e cordialità, in presenza e immediatezza, in lieto coraggio, a seconda degli eventi e delle circostanze che li avevano provocati."


Questo è quanto per oggi. Salutami per favore il Dr. Petzal per cui provo tanta simpatia.

Rivedo spesso il suo viso, segretamente malinconico sotto una maschera ironica. Non credo avrà la vita facile nella sua casupola sovraffollata.
Ahimè, forse la vita non sarà facile per nessuno di voi....
Vorrei tanto ritornare presto per sapere come ve la cavate.
Io credo che dalla vita si possa ricavare qualcosa di positivo in tutte le circostanze, ma che si abbia il diritto di affermarlo solo se personalmente non si sfugge alle circostanze peggiori. Spesso penso che dovremmo caricarci il nostro zaino sulle spalle e salire su un treno di deportati.
La prossima volta altra musica. Arrivederci, mio caro.


Etty


(da lettere di Etty Hillesum 1942-1943)

lunedì, agosto 02, 2010

2 agosto 1980


a trent'anni dalla strage di bologna una mostra dei sopravvissuti che hanno accettato di farsi fotografare, oggi come allora io non ho parole, lascio spazio ad altri ma non dimentico