lunedì, maggio 31, 2010

quei bravi ragazzi


leggo questo articolo su repubblica e concordo con chi l'ha scritto: "La morale non è neanche una morale: è il desolato computo di una somma di comportamenti totalmente fuori dalle righe e fuori dalla legge." , c'è da interrogarsi sul perchè un ragazzo consideri una bravata non pagare il conto, quando invece dovrebbe sapere che è un reato e c'è da chiedersi come mai un adulto preferisca ricorrere alle botte invece che alla legge, sottolineando così l'assoluta mancanza di rispetto anche da parte sua delle regole, e quando qualche altro adulto più ragionevole si offre di pagarlo questo benedetto conto non gli rilascia nemmeno la ricevuta, dal canto suo il padre del ragazzo non sporge denuncia contro gli aggressori! A nessuno degli attori di questo dramma è comunque venuto in mente di ricorrere ad un'autorità competente per risolvere la questione e a questo punto non si riesce a distinguere i buoni dai cattivi, è veramente desolante!

giovedì, maggio 27, 2010

intimità


Essere intimi significa essere vicini e devo chiarire fin dall'inizio che intendo l'espressione in senso letterale. Nella mia terminologia, dunque, l'intimità si ha ogni volta che due individui vengono fisicamente a contatto ed è la natura di questo contatto – sia esso una stretta di mano o un rapporto sessuale, una pacca sulle spalle o uno schiaffo, una operazione di manicure o un intervento chirurgico – ciò di cui mi occupo nel mio libro. Quando due persone si toccano fisicamente avviene qualcosa di speciale ed è questo qualcosa che mi sono proposto di studiare. Il metodo che ho applicato è lo stesso dello zoologo specializzato in etologia, cioè nell'osservazione e nell'analisi del comportamento animale. in questo caso, l'animale in questione era l'uomo. Perciò io mi sono posto il compito di osservare ciò che la gente fa – non quello che dice, o magari che dice di fare, bensì il suo comportamento reale.

da L'uomo e i suoi gesti di Desmond Morris

mercoledì, maggio 26, 2010

occhi aperti


in queste sere un po' insonni ho fatto un'overdose di serie televisive che normalmente non seguo dato che non guardo da tempo la tv, ma avendo scoperto che alcuni siti le ripropongono sul web mi sono appassionata a qualcuna di queste, tutto questo per dirvi che ho fatto caso ad un fenomeno stranissimo, magari è solo una mia "fissa" visto l'avanzare della mia età, a parte notare che bevono tutti come dannati e a qualsiasi ora del giorno e della notte, (si salvano solo alcuni polizieschi ma è logico perchè lo sanno tutti che "in servizio non si beve"), a parte una certa promiscuità sessuale data dal rimorchio facile (vorrei sapere come diamine fanno!!), a parte che se ci sono figli non si capisce mai chi se ne occupa...il tarlo che mi ticchetta nella testa è questo:

come diamine fanno tutte le donne che animano questi telefilm ad avere quei begli occhioni grandi perennemente spalancati ?????? sapete come quando l'oculista ti mette le gocce per guardare meglio il fondo dell'occhio, no dico normalmente ad una certa....(età) la palpebra cala naturalmente, e non è detto che a tutte la natura abbia donato dei grandi occhioni!!!!

ecco lo so che la risposta ad un simile quesito non cambierà le sorti dell'universo .... ma ogni tanto , anzi direi che in questo momento ho proprio bisogno di leggerezza!!!!

lunedì, maggio 24, 2010

Vertigine


Il mio corpo, desideri il mio corpo?

Ho viso e labbra e occhi

che incantati ti guardano

ho seno e fianchi e gambe

ho mani che sanno toccare

denti che mordono

piano e con piacere.

Se mi tocchi ti accorgerai

che esiste questo corpo mio

su lui puoi addormentarti.

Ne faccio dono a te che non lo vedi

come se scalzo sopra l’erba all’alba

ignorassi il chiarore della rugiada.

(Annalena Aranguren)

domenica, maggio 23, 2010

23 maggio 1992


"A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."

venerdì, maggio 21, 2010

un giorno siamo partiti


Un giorno siamo partiti,
volevamo andare lontano
in un mare di spiaggia
e non abbiamo capito
che morire dentro la sabbia
non lascia radici.
Sulla tomba fioriscono i gigli
ma sulla tomba del nostro amore
non fiorirà neanche il frumento
noi non diventeremo mai pane
non abbiamo comunicato con tutti
e nessuno sa il nostro segreto
che siamo stati baciati dal fato
per poi lasciarci.

Alda Merini

da le madri non cercano mai il paradiso

mercoledì, maggio 19, 2010

dichiarazione

dal blog di alessandro e dietro segnalazione di vincenzo che ringrazio, copio e faccio mio questo comunicato, se siete d'accordo con quello che rivendica, postatelo anche voi


COMUNICATO

Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.

Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.

Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.

Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.

anniversari


il 19 maggio 2006 ho iniziato la mia avventura di blogger all'inizio mi leggevano solo parenti e amici, presumo mossi a compassione, ora mi leggete in tanti, abbastanza per alimentare un insano narcisismo, come già detto e ridetto per me è stato "catartico" (un bel termine roboante ci sta proprio bene) iniziare a tenere una sorta di diario di tutto quello che mi passava per la mente, cosa che non ho mai fatto nemmeno da ragazza, piuttosto ho riempito quaderni con testi di canzoni, poesie e frasi che mi avevano colpito, un po' come faccio anche qui.

Ancora oggi non mi sono stancata di questo luogo e finchè non vi stancherete voi ci sarò, perchè ho trovato molti amici che non sono rimasti solo virtuali, perchè condividere con persone che trovo affini ed empatici i propri pensieri non è dato a tutti.

lunedì, maggio 17, 2010

porta

Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia."



da DanceDanceDance
di Haruki Murakami

domenica, maggio 16, 2010

una giornata uggiosa


cosa fare in un' uggiosa giornata di domenica quando l'umore è così incredibilmente in sintonia con il meteo, quando ogni tanto spunta un timido raggio di sole per poi subito dopo riannuvolarsi?? e anche tu vorresti non vorresti ma se vuoi..., quando si ha la classica voglia di non far niente e si comincia a pensare di avere la CFS , di uscire nemmeno se ne parla, il freddo, l'umidità ti penetra nelle ossa (quando si iniziano a fare questi ragionamenti ci si rende conto di aver raggiunto il punto di non ritorno, si ha una certa età!!!), decidi allora di farti un giretto su internet che non guasta mai, ormai sei assuefatto e nemmeno ti interessa tanto disintossicarti, poi dato che hai già in funzione il pc decidi di vederti qualche serie tv americana di quelle che ti appassionano così tanto che hai imparato a gustartele in lingua originale (con i sottotili eh, non esageriamo non sono così brava con l'inglese), a portata di mano hai comunque il giornale e un buon libro tanto per non perdere le buone abitudini e neanche la telefonata di un'amica che ti invita ad andare al cinema ti schioda dalla poltrona, hai deciso che oggi va così....vuoi rintanarti e goderti la tua tana non è poi così male,



giovedì, maggio 13, 2010

le rughe raccontate

ho rubato questo brano a cinzia una blogger che leggo da tempo e con la quale mi trovo in sintonia armonica, la foto che le ha fatto laura, una fotografa veramente attenta all'universo femminile che rappresenta con un occhio particolarmente sensibile, per inciso sono amiche, per inciso le ho conosciute di persona personalmente ambedue, e che accompagna il suo scritto la potete trovare sul suo blog qui , da brava ladra riporterò il suo brano mettendoci la mia di faccia, sì perchè lo trovo così familiare, così veritiero: quei giorni in provenza, quella settimana in grecia, quelle nascite, quel lutto, quelle risate fanno parte anche della mia storia.

Il brano è stato riportato anche in questo libro e nel sito omonimo alla sezione metterci la faccia, vi consiglio di andare a curiosare sia che siate donne che uomini è molto interessante perchè dà uno spaccato di come venga presentato il corpo delle donne nei media.




C’è una ruga che parte dalla mia tempia e termina sotto l’occhio destro. Esita, vacillando lievemente, incerta su dove vuole arrivare. È la strada che percorremmo un giorno in Provenza, quando si era fatto tardi ed avevamo fame e voglia di fare l’amore e non si trovava un albergo, e questa strada continuava tra i campi di lavanda e io sudavo e tu non ti perdevi d’animo, e infine arrivammo.

Poi c’è una ruga, piccola ma profonda, tra le sopracciglia. Breve come la telefonata che veniva da lontano a farmi piangere, come la notte passata ad aspettare notizie, come un’inutile preghiera.

Ci sono due rughe sottili agli angoli della mia bocca. Quelle sono le risate convulse tra i banchi di scuola, all’ultima ora del venerdì, o ai funerali, quando non si dovrebbe ridere ma non si riesce a smettere, o nella penombra di un cinema, o le risate per i comici di piazza nelle sere morbide d’estate quando avevamo un po’ bevuto.

Il ventaglio di segni intorno ai miei occhi, invece, sono giornate di sole accecante sul mare, gite in barca tra le isole greche col salmastro che brucia la pelle e vino bianco nei calici verdi e parole leggere come il vento. E svolte improvvise, pianti immotivati, litigi, letture notturne fino alle ore piccole senza poter posare il libro, sorprese, delusioni, innamoramenti.

Le rughe sulla mia fronte sono come le onde del mare, come l’orizzonte di colline del mio paese, come i capelli di mia figlia quando si scioglie le trecce.
Sono la mia storia e la nostra, si intrecciano ad altre rughe nella rete infinita di attese e ricordi che mi rende ciò che sono.

Cinzia Marini

martedì, maggio 11, 2010

night and day



Sei solo. Impari a camminare da uomo solo, ad andare a zonzo, a tirar tardi, a vedere senza guardare e a guardare senza vedere. Impari la trasparenza, l'immobilità, l'inesistenza. Impari a essere un'ombra e a guardare gli uomini come se fossere pietre. Impari a restare seduto, a restare coricato, a restare in piedi.
..........................

L'indifferenza non ha inizio nè fine: è uno stato immutabile, un peso, un'inerzia che nulla potrebbe far vacillare. Forse ancora pervengono ai tuoi centri nervosi messaggi dal mondo esterno, però nessuno genere di risposta globale, tale da coinvolgere la totalità dell'organismo, sembra potersi elaborare. Permangono solo i riflessi elementari: quando il semaforo è rosso non attraversi ..(...omissis) L'indifferenza dissolve il linguaggio, imbroglia i segni. Sei paziente e non aspetti, sei libero e non scegli, sei disponibile e niente ti mobilita. Non chiedi niente, non esigi niente, non imponi niente. Senti senza mai ascoltare, vedi senza mai guardare.....

Non spezzerai il cerchio magico della tua solitudine. Sei solo e non conosci nessuno; non conosci nessuno e sei solo. Vedi gli altri accalcarsi, stringersi, proteggersi, abbracciarsi. Tu invece, lo sguardo vitreo, non sei che un fantasma trasparente, un cinereo lebbroso, una sagoma già restituita alla polvere, un posto occupato cui nessuno si avvicina. Ti sforzi di sperare in incontri imprevisti.

L'infelicità non ti è piombata addosso di colpo, non si è abbattuta su di te all'improvviso; si è piuttosto infiltrata, insinuata lentamente, quasi soavemente. Ha impregnato minuziosamente la tua vista, i tuoi gesti, le tue ore e la tua stanza, come una verità a lungo camuffata, come un'evidenza negata; tenace e paziente, tenue, accanita,.....

Hai smesso di parlare, e solo il silenzio ti ha risposto. Ma tutte quelle parole, lemigliaia milioni di parole che ti si sono bloccate in gola, le parole slegate, le urla di gioia, le parole amorose, le risa idiote, quand'è che le ritroverai?

da Un uomo che dorme di Georges Perec

lunedì, maggio 10, 2010

passato



I ricordi,
queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati
da un vento funebre.
E tu
non sei più che un ricordo.
Sei trapassata
nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m'appartieni
e qualche cosa
fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti
ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo
che l'amore
brucia la vita
e fa volare il tempo.

(V. Cardarelli)

domenica, maggio 09, 2010

le madri non cercano il paradiso



Le madri non cercano il paradiso,
il paradiso io l’ho conosciuto
il giorno che ti ho concepito.
Perché vuoi morire?
Non ti ricordi la tua tenera infanzia
e quanto hai giocato con me?
Perché vuoi inebriarti della tua anima?
Tu stai uccidendo tua madre
eppure non riesco a dimenticare
i gemiti del parto.
Anch’io quel giorno sono morta
quando ti ho dato alla luce,
tu sei peggio
di qualsiasi amante figlio mio
tu mi abbandoni.

(alda merini)

giovedì, maggio 06, 2010

riflessi

(foto di francesco baldi)

riflessi, inteso come prima persona del passato remoto del verbo riflettere, attentamente sull'uso o meglio sull'abuso e sullo scempio che ogni giorno viene messo in atto ai danni della lingua italiana nei giornali, in televisione, sui network, tant'è che per esempio su faccialibro proliferano i gruppi a sostegno di essa: "il congiuntivo non è una malattia degli occhi", proclama che congiuntivi, condizionali punteggiatura...per molti sembrano essere delle inguaribili malattie...Sostieni la ricerca, AIUTIAMOCI a non diffondere il vero virus! un altro lotta contro la scomparsa del congiuntivo, un altro segnala tutte le papere e gli strafalcioni nei quali ci si imbatte. Spesso capita anche a me di avere dei dubbi a forza di sentir tartassare l'italiano, ho sempre a portata di mano una piccola grammatica e un vocabolario, non voglio fare la snob ma secondo me preservare la nostra lingua da un progressivo impoverimento e dalla barbarie è un nostro dovere perchè nell'evoluzione di una lingua e nella sua storia c'è anche la nostra di storia e quella delle generazioni che ci hanno preceduto, come dicono all'Accademia della Crusca: “la lingua è la nostra storia, il nostro futuro”. Vi consiglio di andare a curiosare sul loro sito è veramente interessante.

p.s. l'altra sera abbiamo scomesso su chi indovinava il passato remoto del verbo friggere, secondo voi quale è??? rispondete senza barare

mercoledì, maggio 05, 2010

via dalla pazza folla


Batsceba amò Troy nel modo in cui amano soltanto donne indipendenti, quando abbandonano la propria indipendenza. Quando una donna forte getta via temerariamente la propria forza, è peggiore di una donna debole che non abbia mai avuto forza da gettar via.


Uno dei casi in cui ho comprato il libro dopo aver visto un film che mi era molto piaciuto, ho questa vecchia edizione e a rileggerla ora ci sono molti termini che definire obsoleti è poco, e ho anche paura che la traduzione non renda giustizia al libro, nonostante questo la lettura è appassionante, la figura contraddittoria di Batsceba è assolutamente reale, vera, una donna che potremmo definire forte ma anche lei è una di quelle che fa solo quello che deve fare, e se sbaglia è la prima ad ammetterlo, qualche volta forse pecca di leggerezza ma semplicemente perchè non ha ancora imparato le regole del gioco.

L'ho riletto ora e come sempre mi ha emozionato, ho pianto, ho sorriso, mi sono immedesimata nella protagonista e ho tifato per Gabriel.

lunedì, maggio 03, 2010

la pillola del desiderio

la pillola questo mese compie 50 anni, osannata e criticata, in Italia dovettero addirittura abolire un articolo del codice penale il 553 con una sentenza della Corte Costituzionale, articolo che puniva chiunque incitasse o propagandasse pratiche contro la procreazione, e sbandierata come strumento di rivoluzione sessuale negli anni '60; oggi c'è chi dice che il fatto che si sia pensato ad una pillola anticoncezionale rivolta solo al mondo femminile sia stata una falsa concessione al libero arbitrio delle donne.

Io personalmente l'ho assunta da quando avevo 16 anni, per via di alcuni problemi legati al ciclo, ero un mito fra i compagni di scuola, perchè per non dimenticarla l'avevo in bella vista sul comodino... l'ho sempre vissuta come una liberazione: liberazione dai dolori che altrimenti mi spossavano ogni mese, liberazione dal pensiero di gravidanze indesiderate, non ho mai avuto effetti collaterali e seppure ci sono stati non ci ho mai fatto caso, talmente era grande il beneficio, la tranquillità che mi dava. Per questo non ho nemmeno mai letto le controindicazioni del bugiardino e ho seguito poco le polemiche che negli anni si sono succedute: fa venire il cancro al seno, o al contrario lo cura, incide sui tumori al collo dell'utero, o invece lo preserva dai suddetti.
L'ho presa quasi continuativamente fino ai miei primi 50 anni, ed eccomi qua, continuo a prendere un altro tipo di ormoni per altri disturbi legati alla menopausa, ecco perchè non riesco proprio a comprendere chi la demonizza, per me è stato e per un certo verso lo è ancora un gesto quotidiano, come lavarsi i denti o la faccia.

p.s. e le pillole degli anni settanta erano delle bombe in confronto a quelle in commercio ora.

sabato, maggio 01, 2010

primo maggio tutto l'anno


che poi è anche il compleanno di Lorenzo, il mio nipotino che compie ben 8 anni.