martedì, settembre 29, 2009

forse una mattina

(foto di francesco baldi)


Forse un mattino andando in un'aria di vetro
arida, rivolgendomi vedrò compirsi il
miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, con il mio segreto.

(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

lunedì, settembre 28, 2009

notizia vecchia fa buon brodo

il papa dice che con la cosidetta famiglia allargata e mobile che moltiplica i padri e le madri rovina i figli, e fa sì che la maggior parte di coloro che si sentono orfani non sono i figli senza genitori, ma quelli che ne hanno troppi.
Ora giudicate voi, in questa foto ci sono figli orfani di padre e figli di genitori separati, fratelli e cugini e nipoti, ora è vero che è stata fatta in un giorno di festa ma ditemi un po' se vi sembrano infelici, tutti comunque hanno vissuto o vivono in famiglie allargate, tutti hanno fratelli che hanno padri diversi, eccettuato il piccolo Lorenzo ovviamente, il quale però si ritrova un numero considerevole di bisnonni e di nonni per via del fatto che anche i suoi genitori sono figli di divorziati, eppure lui non fa confusione sui ruoli e accetta le cose come stanno, mi ricordo quando è nato l'ostetrica è andata in tilt non capiva chi era la mamma di chi e chi era sposato con chi, alla fine ci ha detto che era meglio se portavamo l'albero genealogico, per dire...anche io sono figlia di divorziati, allora che è un karma?????
a natale o ai compleanni quando ci riuniamo tutti quanti è sempre una bella festa e nessuno è mai in imbarazzo, i bambini sono molto più saggi di noi adulti a volte,
e vogliamo chiedere ad Alessandro e Andrea se avrebbero preferito un padre separato ad uno defunto?????
non so come faccio a rimanere cattolica!!!!

venerdì, settembre 25, 2009

l'amante perfetto

Ho bisogno d'un amante che,
ogni qual volta si levi,
produca finimondi di fuoco
da ogni parte del mondo!
Voglio un cuore come inferno
che soffochi il fuoco dell'inferno
sconvolga duecento mari
e non rifugga dall'onde!
Un Amante che avvolga i cieli
come lini attorno alla mano
e appenda, come lampadario,
il Cero dell'Eternità,entri in lotta
come un leone,
valente come Leviathan,
non lasci nulla che se stesso,
e con se stesso anche combatta,
e, strappati con la sua luce i
settecento veli del cuore,
dal suo trono eccelso scenda
il grido di richiamo sul mondo;
e, quando, dal settimo mare si volgerà
ai monti Qàf misteriosi
da quell'oceano lontano spanda
perle in seno alla polvere!

(Gialàl ad-Dìn- RUMI)

mercoledì, settembre 23, 2009

it's rain

(foto di francesco baldi)



vorrei ricordare al signore della pioggia che io vivo a roma e non a londra o bruxelles, e non sono abituata al cielo grigio o peggio ancora a quello incolore che non si capisce se stia per arrivare il sole o la pioggia, uso lo scooter per i miei spostamenti chè il traffico di roma altrimenti mi stresserebbe più di quanto non faccia, anche perchè non amo i carri bestiame e non mi è mai piaciuto usare i bus o la metropolitana, ovviamente il bestiame non è riferito all'universo vario che popola questi mezzi di trasporto e che è costretto ad usarli, ma al fatto che spesso a codesti sventurati tocca di viaggiare ammassati come per l'appunto in un carro bestiame, usando lo scooter se piove c'è il serio rischio di beccarsi raffreddori e mal di gola e infatti io e Andrea siamo già messi male e non per aver contratto la temuta influenza maiala.
Vorrei aggiungere che è vero mi piace fare la doccia, ma di solito la faccio senza vestiti e nel mio ampio box situato nel mio bagno personale, (sono così fortunata da poter disporre di un bagno tutto mio), e anche se in teoria siamo entrati nell'autunno IO RIVOGLIO IL SOLE, che altrimenti l'umore mi cala!

martedì, settembre 22, 2009

lunedì nero

un lunedì grigio foriero di pioggia, come poi è stato
segna il passaggio dall'estate all'autunno
anche se molti datano questo due giorni più in là
una mattinata breve passata a fare quei giri che gli altri giorni sono impossibili per via dell'orario di lavoro
dover fare il pomeriggio
continuare a chiamare il piccolo di casa (anche se fra poco compie 16 anni per me è sempre tale, il piccolo di casa) e non aver risposta
rispondere ad una chiamata del piccolo che ti dice: mamma non ti preoccupare (e lì già tu tremi perchè questo esordio lo hai già sentito innumerevoli volte), sto bene...ma ho avuto un incidente con il motorino
correre sul luogo del "delitto" rischiando a tua volta di cadere su quell'impasto micidiale che si crea tra asfalto bagnato e sanpietrino
maledire la tassista o tassinara che ha tagliato la strada a tuo figlio e non si è nemmeno fermata a soccorrerlo, per via di un cliente che aveva a bordo, augurare a lei e al suo cliente di non avere figli, altrimenti avresti tirato loro alcune maledizioni
tornare in ufficio perchè di turno, dopo essersi assicurata che il piccolo aveva solo delle escoriazioni e averlo fatto scortare a casa dal di lui fratello maggiore
ora mi chiedo: posso campa' accussì?????????

domenica, settembre 20, 2009

controvento




Gli occhi bruciano
Niente vedono,
Solo quello che c'è

Sogni, lacrime
Specchi, pozze limpide
Sai,
Trema in bilico
Tutto quello che c'è

Cambierà
Questa notte è per te
Tra le dita
solo tu passerai
Cambierà, verrà
un fulmine
e accenderà
Aria e vento
E si vedrà,
Schiarir
intorno a te

Tempo sbriciola
Giorni, sorsi piccoli
Vai, solo un passo e avrai
tutto quello che c'è

Cambierà
Ogni stanza è per te
dalle dita
negli angoli scenderai
Cambierà
Schiena dritta
contro il vento
E si vedrà,
Spioverà
intorno a te

sabato, settembre 19, 2009


Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, gli offrì la liberta', a patto, però che rispondesse ad un quesito molto difficile:

"Cosa vogliono veramente le donne?"

Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso.
Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini ed al giovane Artù sembrò una sfida impossibile, tuttavia avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno al suo regno.
Ivi giunto iniziò a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente.
Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno, per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.

Il tempo passò... e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, così che Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda, solo al patto di ottenere la mano di Gawain, il piu nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonchè migliore amico di Artù!
Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva... la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante.
Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare cosi' l'amico a sobbarcarsi un simile fardello!
Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato, di buon grado, di sposare la strega.
Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda:

"Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita".

Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz' altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata.
Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà.
Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega? Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese.
La strega al contrario esibì le sue peggiori maniere... mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio.
La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entrò nella camera da letto, ma che razza di vista lo attendeva! Dinnanzi a lui sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrovò l'uso della parola, (il che accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto.
La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente, che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà, sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.
A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte.
Che scelta crudele!
Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte?
O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte, con cui dividere i momenti di intimità.
Voi cosa avreste fatto?

Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilità di decidere per se stessa.
Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchè Gawain l'aveva rispettata, e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!

La morale di questa storia?

Non importa se la tua donna è bella o brutta, se è intelligente o stupida, in fondo è sempre una strega, quindi ti conviene essere gentile come un cavaliere

venerdì, settembre 18, 2009

il corpo altrove


Il mio corpo, in realtà, è sempre altrove. È legato a tutti gli altrove del mondo. E, a dire il vero, è altrove solo nel mondo. Perché è intorno a esso che le cose si dispongono, è rispetto a esso, e rispetto a esso come rispetto a un sovrano, che ci sono un sopra, un sotto, una destra, una sinistra, un avanti, un dietro, un vicino, un lontano. Il corpo è il punto zero del mondo, là dove i percorsi e gli spazi si incrociano. Il corpo non è da nessuna parte. [...] Anche l'amore, come lo specchio e come la morte, placa l'utopia del tuo corpo, la fa tacere, la calma, la ripone come in una scatola, la chiude, la sigilla. È per questo che è così vicino all'illusione dello specchio e alla minaccia della morte. E se, nonostante sia circondato da queste due pericolose figure, ci piace tanto fare l'amore è perché nell'amore il corpo è "qui".

(Michel Foucault - Il corpo, luogo di utopia)

giovedì, settembre 17, 2009

settembre ancora

Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull' età,
dopo l' estate
porta il dono usato della perplessità,
della perplessità...
Ti siedi e pensi
e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo
fuoco le possibilità, le possibilità..



mercoledì, settembre 16, 2009

ad un amico caro

caro amico, ti scrivo perchè questo è il modo a me più congeniale di esprimere quello che sento, di descrivere quello che sono e come sono, mettere una parola in fila dietro l'altra, vederla nero su bianco mi dà la sensazione che sia più vera, non si può scappare da quello che hai scritto una volta che hai dato invio.
Non posso mantenere la promessa che ti ho fatto una notte che sembrava magica perchè ci ha isolati dal resto del mondo e ci ha portati in un mondo fatto di confidenze, risate, e molto altro, come a volte succede quando stai navigando in alto mare e al'improvviso vedi davanti a te un'isola e decidi di avventurartici per scoprirla, e quello che vedi ti piace.
Ma le avventure non fanno più per me, anche se data la mia naturale curiosità la spinta a conoscere, a scoprire nuovi mondi non è ancora domata, ma come hai intuito io mi sento come un mare le cui onde avanzano per poi ritirarsi e come ti ho già detto io non sono mai stata capace di surfare e allora mi ritiro in una risacca creata da me stessa.
C'è poi quella sensazione di dover lealtà a qualcuno che non la richiede ma al quale sono legata da sentimenti ambivalenti ma comunque forti, hai già obiettato che a te bastava ricreare quell'atmosfera da fuori dal mondo, ma il tempo ipotizzato poteva alludere e far presagire anche altro, è stato l'altro che mi ha bloccato e forse spaventato, ma non per colpa tua, è già successo ultimamente con altri e in altre situazioni, e ho messo in atto la stessa difesa: la fuga.
Ora sei deluso, amareggiato ed incazzato, mi spiace, anche questo fa parte di me: deludere, amareggiare, far incazzare.

Come vedi non riesco a dormire, mi piace mantenere le promesse, per questo evito di farne, e ora non è facile per me ed è per questo che ho scelto questo modo plateale per spiegarti, il blog per me è anche un contenitore di emozioni, delle mie soprattutto ed eccomi qua a scrivere di me e di te.

martedì, settembre 15, 2009

morgana


Fra le creature del reame incantato era particolarmente nota Morgana la fata. Molte storie narrano delle sue imprese, una, la più accreditata, rivela che Morgana governava Avalon, l'isola delle mele incantate, e alcune leggende sostengono che abbia preso con sé re Artù, quando venne sconfitto e mortalmente ferito nella sua ultima battaglia...

Anche un altro valoroso cavaliere, narrano le leggende, andò a vivere con lei nell'isola fatata. Un bambino era nato alla regina di Danimarca. Sei fate erano state invitate al suo battesimo, e Morgana era con loro. Ciascuna fece un dono al bimbo. La prima lo rese coraggioso; la seconda gli donò l'occasione per mostrare il suo valore aL mondo; la terza gli fece dono dell'invincibilità, la quarta lo rese piacevole e simpatico, mentre la quinta gli conferì un'indole amabile. Morgana si innamorò del bambino e gli donò se stessa. Disse che, quando fosse giunto il tempo, l'avrebbe portato sulla sua isola e avrebbe vissuto con lui. Il giovane crebbe e divenne uno dei cavalieri di Francia. A causa della sua origine, era conosciuto come Ogier il Danese. Visse a lungo e divenne famoso in tutto il mondo per le eroiche avventure che compì. Quando Ogier divenne vecchio, Morgana non attese oltre: fece naufragare vicino ad Avalon la nave su cui il cavaliere stava viaggiando. Questi raggiunse l'isola, dove trovò un bellissimo frutteto. Fra gli alberi stava Morgana, bella come l'aurora, che infilò un anello ai dito del cavaliere, facendolo tornare immediatamente giovane. I lineamenti si addolcirono e gli anziani occhi tornarono a risplendere della luce della gioventù. Poi la fata gli pose una corona sul capo. Fu così che Ogier il Danese divenne un prigioniero volontario dell'amore del popolo fatato. La leggenda narra che visse ad Avalon per secoli.

domenica, settembre 13, 2009

cosmonauta

io l'ho visto e ve lo consiglio caldamente




la storia di Luciana orfana di padre e con un fratello epilettico fissato con la corsa allo spazio dell'Unione Sovietica, tutti e due in qualche maniera le hanno trasmesso la passione per l'impegno politico e lei già da piccola bazzica la sezione dove suo padre era considerato un "vero comunista", una sezione dove si combattono le disuguaglianze salvo poi considerare le donne solamente "gregarie", Luciana è troppo impulsiva, sfrontata e ribelle persino per loro, perchè certe cose non si fanno nemmeno tra compagni pena l'emarginazione o la cacciata dalla sezione.
Ma la combattiva Luciana non si arrenderà e riuscirà nei suoi intenti.

NOTE DI REGIA
L'epoca nella quale è ambientato il film è un'epoca finita, dimenticata: le passioni politiche che l'animavano sono svanite, sono scomparsi i luoghi in cui queste passioni venivano vissute e condivise, è addirittura scomparsa una delle due nazioni che si contendeva con gli Stati Uniti il primato mondiale; parlare di "corsa allo spazio" oramai non significa più nulla, e la gente ha cominciato anche a dimenticare i nomi di quei primi cosmonauti che allora si credeva avrebbero lasciato una traccia indelebile per le generazioni future. Un'ambientazione storica così sconosciuta e al tempo stesso così vicina nel tempo contribuisce a dare una veste fiabesca ed irreale ad una vicenda come quella di Luciana, una storia di formazione, una parabola tipica dell'adolescenza: lo spettatore che sa com'è andata a finire la Guerra Fredda non potrà che prendere le distanze dai sogni di Luciana e Arturo, e questo gli permetterà di vedere con più leggerezza ed ironia le ingenuità e le illusioni dei due protagonisti.
Tuttavia, il film cerca di andare al di là della mera ricostruzione storica, che rischiava di apparire fine a se stessa e didascalica. La volontà era invece proprio quella di raccontare, attraverso un' ambientazione così particolare, una specie di favola senza tempo, dove i sogni di conquista dei cosmonauti (presenti con i loro volti e i loro sorrisi nel montaggio del materiale di repertorio) s'incrociassero con quelli dei ragazzi, ricreando quell'atmosfera di fascinazione e d'incanto tipica degli anni dell'adolescenza. Avvicinando poi la musica ai gusti dei ragazzi che oggi hanno l'età di Luciana, grazie all'atmosfera creata in combinazione con le scenografie, i costumi e la fotografia, ho cercato di dare alla storia delle caratteristiche più "universali", per attualizzare il passato, o meglio per vederlo sempre con gli occhi del presente, combinando così elementi e colori dell'epoca con una musica con sonorità più che contemporanee (e mi riferisco sia alle cover delle canzoni anni Sessanta prodotte e supervisionate da Max Casacci dei Subsonica, che alle musiche strumentali dei Gatto Ciliegia).
La storia di Luciana mi è servita, come credo e spero, per raccontare un pezzo di storia del mio paese, un'epoca ormai dimenticata in cui la competizione tra due visioni del mondo divideva le nazioni e si giocava nell'orbita terrestre e nello spazio circostante il nostro pianeta. Ma la vicenda di Luciana dimostra anche qualcosa che va al di là dell'epoca in cui si svolge: essa indica come in un percorso di formazione si cerchino spesso altrove, nell'appartenenza ad un gruppo, in simboli e in definizioni inventate da altri, quei punti di riferimento che invece andrebbero cercati in noi stessi. Per chi come me è cresciuto nell'epoca della fine delle ideologie è importante, infatti, poter capire come, anche ai tempi di Luciana, quando le ideologie c'erano ed erano ben consolidate, i giovani e i meno giovani non avessero affatto più certezze di oggi. Le delusioni di Luciana, di una ragazza che cresce e deve imparare ad accettare non soltanto la propria fragilità, ma soprattutto le debolezze e le mancanze di chi la circonda, dimostrano fino a che punto, in un modo o nell'altro, bisogna imparare a fare i conti con la sconfitta per poter davvero cominciare a crescere.
(Susanna Nicchiarelli)

sabato, settembre 12, 2009

un sabato di settembre

un sabato di settembre, il primo dal ritorno dalle ferie, prendersela comoda: la mattina presto portare Lucky (il cane) a scorazzare al parco e mica uno qualsiasi, il Colle Oppio con vista spettacolare sul Colosseo, e dopo aver chiacchierato con altri proprietari di cani, anzi con il futuro suocero, eh si perchè Lucky ha una fidanzatina di nome Lilli, conosciuta un fatidico san Valentino, sedersi su una panchina assolata a leggere i giornali, aspettare che la mitica signora Nunzia apra il suo inossidabile chiosco per gustarsi un caffè all'ombra di alberi secolari e poi riprendere la via di casa, fare la spesa online per non perderti in quisquilie comprando mucchi di cibo inutile e poi così ti arriva a casa comodamente all'orario che vuoi tu, passare dall'amica orafa e farti il terzo buco su un lobo, andare dal parrucchiere ad aggiustare taglio e colpi di sole, bersi un caffè con un'amica prima di andare al cinema e finire la serata in bellezza andando a mangiare una pizza, se poi ti reggerà il fisico in qualche municipio c'è la notte bianca.


giovedì, settembre 10, 2009

blog

dato che ho una mente fertile e cento ne penso e cento ne faccio mi sono buttata in una nuova avventura, tanto sono talmente dissociata che posso benissimo gestire due blog ed ecco a voi

nonnapatti così mi chiama Lorenzo per lui questo è il mio nome, non Patrizia e quindi per parlare di problematiche (o meglio di pensieri, parole, opere) delle over "na certa età" ma anche gli over son benvenuti me ne starò anche di là.

Perchè io gridavo cose giuste ed ero una splendida quarantenne, e ora sono una splendida cinquantenne!!!


p.s. diffondente il virus

domenica, settembre 06, 2009

diario di bordo (4 puntata)

oggi siamo andati a caccia di elefanti ce ne sono ben 112 sparsi per amsterdam



persino uno che assomiglia ad obama








e poi non ci siamo fatti mancare una gita in barca




e per finire una mostra all'aperto di sculture


sabato, settembre 05, 2009

diario di bordo (3 puntata)

finalmente siamo arrivate ad a'dam,
le autostrade di Europa sembrano tutte un cantiere, ovunque ci sono lavori in corso e quindi ovunque dalla svizzera in poi, ci sono code chilometriche, per cui da Aachen ad Amsterdam per fare 200 km ci abbiamo messo 4 ore, incredibile ma vero in autostrade a 4 corsie, come sempre qui piove anzi diluvia , il cielo grigio incombe sulle nostre teste e come già detto da Asterix sembra proprio che stia per cascarci addosso!

ogni giorno un'affanno, sembra essere il leitmotiv di questo viaggio e stamattina, per non smentirci, abbiamo avuto un simpatico incontro ravvicinato con gli abitanti di questa magnifica città (non è la prima volta quindi per me sono loro gli abitanti principali di a'dam), due simpatici topolini sono sfrecciati davanti ai nostri occhi, uno si è diretto verso la porta della stanza e l'altro si è rifugiato in bagno, in preda ad un vero e proprio attacco isterico ho telefonato alla povera Valentina che ovviamente dormiva (erano le 7) e l'ho pregata di telefonare alla reception, perchè con il mio scarso inglese mai sarei riuscita a farmi capire, dopo un po' un simpatico cameriere indiano ha bussato alla nostra porta, si è guardato in giro, ha fatto un po' di rumore e ha tentato di rassicurarci, poi ci hanno cambiato stanza: ora abbiamo una delle stanze più lussuose dell'albergo, il loro concetto di lusso non corrisponde al mio, nel senso che una stanza a piano terra, vicino alle cucine a me non appare tanto lussuosa , in compenso lo schienale dei letti si alza e abbassa con il telecomando, in bagno c'è una doccia con l'idromassaggio, nell'armadio (????) c'è tutto l'occorrente per farsi un thè o un caffè, come potete vedere c'è la connessione internet gratuita, cosa volere di più dalla vita????

comunque non me lo leva nessuno dalla testa che una cttà dove convivono allegramente con i topi, dove in un albergo a 4 stelle i suddetti scorazzano altrettanto allegramente e dove non usano il bidet, gli umani non i topi, magari loro lo usano pure, dove l'immondizia staziona agli angoli delle strade la sera del lunedì e giovedì in attesa che la ritirino, non può definirsi una città vivibile, almeno a Roma le pantegane sono più discrete.....si fanno vedere raramente in giro!!!!!

giovedì, settembre 03, 2009

diario di bordo (2 puntata)

oggi siamo state a bruxelles, niente da raccontare sul viaggio di andata, anche se abbiamo constatato che qui la benzina, gasolio o quant'altro ti tocca metterlo da soli, ora c'è però il piccolo ostacolo che mettere il gpl non è così semplice come sembra e per esempio in italia invece è vietatissimo il fai da te, noi abbiamo risolto facendo la scenetta della povera vecchiarella rinc.... (la mia mamma si è prestata) e qualcuno con l'animo da scout l'abbiamo sempre trovato, anzi addirittura abbiamo trovato chi ci ha pure gonfiato le gomme.

ovviamente a bruxelles pioveva.... a vento.... e più che un venticello tipo ponentino, tirava una giannella che aprendo l'ombrello rischiavi di volare come mary poppins, quindi dopo un breve giretto nelle vie del centro siamo approdate al museo di magritte, che poi ero lo scopo principale per il quale volevo assolutamente andare a bruxelles, tralascio i commenti di mia madre e le sue impressioni, impressioni ehm non troppo favorevoli, tutto quel surrealismo a lei non è piaciuto, dato che continuava a piovere abbiamo deciso di fare quelle cose becere da turista: il fantastico tour della città su un autobus a due piani, dopodichè abbiamo ripreso la via del ritorno e....

abbiamo rifatto il tour della città.... perchè ci siamo perse, vigili non c'erano, i cartelli con le indicazioni stradali, li doveva aver fatti Magritte perchè erano surreali anche quelli e ti riportavano sempre allo stesso punto, sto maledetto ring non si riusciva a imboccare, c'era un traffico che peggio nel grande raccordo anulare nelle ore di punta, e chi mi parla male del traffico di roma, la prossima volta me lo mangio!!!!! dopo un'ora che giravamo in tondo finalmente siamo riuscite ad uscire fuori dalla città e imboccare l'autostrada, dove ovviamente c'era la FILA!!!!!!

però stasera abbiamo mangiato in un tipico ristorante tedesco, una cosetta leggera: stinco di maiale, schnitzel e gulash, non capisco perchè mi sento un po' ...pesante

mercoledì, settembre 02, 2009

diario di bordo (1 puntata)

mi hanno fotografata di nuovo, si vede che agli svizzeri piaccio proprio!!!! l'ultima volta la foto mi è costata la bellezza di 198 euro, chissà stavolta quanto verrà, tutto perchè non sopporto i loro tunnel lunghissimi e mi viene talmente l'ansia che pigio di più l'acceleratore e quindi non vado alla velocità da loro consentita, velocità per modo di dire, dato che i limiti sono molto bassi, comunque durante il viaggio non ci siamo fatte mancare niente: a como dopo aver fatto rifornimento di gpl la macchina era morta, non si metteva in moto, non si apriva nè chiudeva, dopo che mi era venuto un attacco di panico misto a rabbia, finalmente siamo ripartite ma il computer di bordo segnalava un guasto ai fari, quindi siamo andate a cercare un concessionario della ford, ovviamente una volta arrivate lì rifunzionava tutto, abbiamo poi scoperto che è un problema che si verifica comunemente in quella piazzola dovuto ad intereferenze che mandano in tilt i sistemi satellitari di antifurto, ecco cosa succede ad essere troppo tecnologici, si rischia il black out e ....l'infarto.

Ovviamente ci si è messo pure il tempo perchè in germania diluviava da non vedere le macchine davanti, siamo arrivate a baden baden alle nove e mezza di sera, mettermi il costume e andare a rilassarmi nella piscina termale è stato un tuttuno, ah che bello essere soli soletti in tutta la piscina, nuotare fuori in quella esterna e godersi l'acqua calda con la pioggia che viene giù......
so' soddisfazioni!!!!!

martedì, settembre 01, 2009

in viaggio con la mamma

ecco perchè parto nuovamente, in viaggio con la mamma, la mia, per andare a trovare Valentina, mia figlia, tre generazioni di donne insieme.

direzione nord europa, tappe obbligate: baden baden, aachen, amsterdam e se ci scappa una visita a bruxelles per vedere il nuovo museo di Magritte.