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sabato, ottobre 10, 2009

domenica, settembre 06, 2009

diario di bordo (4 puntata)

oggi siamo andati a caccia di elefanti ce ne sono ben 112 sparsi per amsterdam



persino uno che assomiglia ad obama








e poi non ci siamo fatti mancare una gita in barca




e per finire una mostra all'aperto di sculture


domenica, agosto 16, 2009

pranzo di ferragosto/vacanze romane

(foto di francesco baldi)


ho accompagnato figlia, genero e nipote all'aereoporto, tornano alla loro vita ad Amsterdam, ho aspettato che partissero per andare in vacanza io, ma non è che ne abbia così tanta voglia, ho prenotato una settimana al mare dal 21, in uno di quei posti dove non devi fare niente, proprio niente, già trascinarci i ragazzi è una lotta, non vogliono schiodare da Roma, dove hanno un sacco di amici che non si sono mossi (anche questo è un indice di come stiamo messi un po' tutti), io sono fortunata perchè potrei scegliere tra la casa di campagna in Umbria e il paese dei nonni nelle Marche, ma lasciare i maschi soli a casa non mi pare il caso, e quindi ho deciso di fare la turista per caso nella mia stessa città, città che peraltro conosco benissimo, perchè sono una romana atipica, e poi ogni volta che qualche amico viene a trovarmi gli faccio da cicerone.

Ieri ho avuto tutta la tribù a pranzo e ci siamo messi a sfogliare vecchi album di foto, e dato che le istantanee ricordano ovviamente momenti felici, la malinconia poteva essere in agguato, ma ci hanno salvato i commenti allegri per come eravamo talvolta buffi!

ed ecco perchè tornano a galla vecchi sentimenti, ma non c'è da preoccuparsi perchè il bello di aver raggiunto gli "anta", e che anta, dopo una vita bella piena di "accadimenti" ti fa guardare indietro con indulgenza e avanti con speranza.

que sera sera





lunedì, gennaio 29, 2007

un weekend a milano

come avrete potuto intuire questo fine settimana sono andata a milano, per tre buoni motivi: primo volevo vedere la mostra di Tamara de Lempicka, e quando ho saputo che l'avevano prorogata mi è sembrato quasi un segno del destino, poi ho scoperto che alla triennale avevano allestito anche quella di Basquiat, e anche se avevo già visto una sua mostra sia al chiostro del bramante che al museo d'arte moderna di Lugano, non mi dispiaceva fare il tris, in effetti poi ho seguito il filo logico delle mostre precedenti allestite alla triennale e che non mi ero persa, e cioè Andy Warhol e Keith Haring (rivisti ambedue a roma in altri tempi, si lo so non mi basta mai!!!). Un altro buon motivo era esorcizzare la paura che tornare a Milano mi avrebbe fatto star male, visto che per ben quattro anni ci ero venuta per motivi per così dire sentimentali, e infatti non è stato traumatico, complice un tempo stranamente sereno, un cielo quasi romano (mi perdonino i milanesi, ma la luce qui a roma è decisamente diversa e in quattro anni di trasferte mi ricordo più giornate grigie che luminose), una compagnia ottima, ho trascinato una delle mie amiche, Carla, in questa toccata e fuga, complice la posizione strategica dell'albergo scelto in pieno centro per cui abbiamo camminato molto e molto piacevolmente e terzo motivo..... la conoscenza dal vivo di un amico di mail, conoscenza che si è rivelata piacevole, ma non avevo dubbi, che è stato un ospite eccezionale, facendoci compagnia e scorazzandoci persino la sera nelle colline dell'oltrepò pavese.

tamara e jean michel




che strano abbinamento direte voi, ma questo fine settimana sono andata a milano proprio per godermi queste due mostre, due artisti profondamente diversi una per così dire più glamour e uno più noir, però a modo loro tutti e due tormentati, lei che dipingeva quasi sempre ritratti di persone amate, ma con una visione deformata dai sentimenti che provava per loro, lui che con i suoi dipinti denuncia i pericoli dei "miti" della nostra epoca e la profonda ostilità razziale che avvertiva intorno a sè.
Hanno vissuto in due epoche differenti ma ambedue ne sono diventati interpreti, lei che diventa icona di una donna emancipata, libera, indipendente e tragressiva, lui intelligente, curioso, geniale ma animato da una forza autodistruttiva che lo porterà a morire giovane e a diventare così il classico eroe morto giovane e bello, come James Dean, Janis Joplin, Jimi Hendrix.
Io non penso all'arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita
(Jean Michel Basquiat)