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sabato, ottobre 22, 2011

book festival


sarò qui per il weekend si parte con un pullman di appassionati lettori e durante il viaggio una scrittrice presenterà il suo libro, poi giornata libera per girare per fiera e città, sicuramente andremo a vedere anche la mostra di Picasso e faremo una capatina dal mitico Paul de Bondt

venerdì, dicembre 04, 2009

il rospo attratto dalle fragole

ieri ho visto questa bellissima mostra al chiostro del bramante dedicata a Boldini e agli artisti italiani che vissero a Parigi nella seconda metà dell'800, un'età "d'oro" dove trionfa il modello borghese laico e liberale, è la Bella Epoque



"il rospo attratto dalle fragole" così Degas aveva soprannominato Giovanni Boldini, e lui il rospo attratto dalle belle fragoline veniva da loro ricambiato e amato, perchè lui le amava molto e le ritraeva sempre flessuose, elganti, longilinee, nel dipingerle esaltava le loro caratteristiche migliori, come non amarlo?







il percorso espositivo presenta opere anche di Zandomenighi, De Nittis, Mancini

lunedì, aprile 23, 2007

Giornata internazionale del libro




Giornata mondiale del libro,

in questa occasione Camera e Senato aprono le porte delle loro biblioteche, ghiotta occasione perchè ora le due biblioteche sono unificate per ulteriori dettagli leggete qui

























inoltre fino al 19 maggio questa altra mostra interessante sul Bianco, preludio all'universo dei colori.







domenica, aprile 22, 2007

annibale carracci


ieri pomeriggio ho finalmente visto questa mostra, (sta per finire) siamo state così fortunate da imbucarci spudoramente con un gruppo seguito da una guida molto competente, il quadro che pubblicizza la mostra è in effetti uno dei più belli, esprime una sensualità grandissima e... m i ha fatto ancora una volta pensare di essere nata nel secolo sbagliato..... ma lo vedete che venere bella in carne che ha dipinto il pittore!!!!! sulla foto non si vede ma a me a alla mia amica aveva colpito l'esattezza del dipinto, la venere ha il fondoschiena o per dirla meglio i glutei arrossati, ci eravamo chieste il perchè, la guida ci ha fatto giustamente notare che ella era mollemente adagiata su un masso...notoriamente duro.... e notate la linguetta lasciva del puttino che le tiene la gamba...... avete capito che tipo l'Annibale!!!

lunedì, aprile 16, 2007

chagall


domenica mattina io e Andrea siamo andati a vedere "Chagall delle meraviglie", così è intolata la mostra che si tiene al Vittoriano, in effetti la sua pittura è l'espressione di un mondo magico ispirato sia dalle sue origini russe che dalle sue radice ebraiche, ma nei suoi quadri egli riversa anche tutto il suo mondo interiore, le sue emozioni, i suoi sentimenti.
Il suo amore per Belle, prima moglie, è talmente evidente da essere commovente, e non mi vergogno a confessare che davanti a più di un suo dipinto che raffigurava o due sposi o due amanti (immancabili in molti dei suoi quadri) mi sono venute le lacrime agli occhi, perchè questo amore che lui provava era proprio evidente.
Ho letto che il titolo dell'esposizione trae spunto dal nome dato, in un famosissimo saggio, da Louis Argon, intransigente teorico del Dadaismo e Surrealismo che, per decrivere la lieve e meravigliosa poetica di Chagall usò come termine di paragone l'atmosfera di "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare.
(Notizie utili - "Chagall delle meraviglie", dal 9 marzo al 1 luglio 2007, Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali), Roma. La rassegna, coordinata e organizzata da Comunicare Organizzando, è curata da Meret Meyer e Claudia Beltramo. Orari: dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30 Ingresso: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto. Informazioni: tel. 06/6780664. Catalogo: Skira. )

lunedì, aprile 02, 2007

Melancholia




l'utlimo quadro che ho visto di Durer è stato questo, mentre lo stavo guardando si è avvicinata una guida che ne ha spiegato il significato, facendo notare i vari elementi come le figure geometriche, il quadrato magico, gli strumenti scientifici e gli utensili, una rappresentazione allegorica con richiami astrologici, alchemici, ermetici.
Ora non sto qui a spiegarvi tutto (perfida eh???) ma la cosa che più mi ha colpito è che veramente effettivamente mentre guardavo questo quadro ho sentito cosa sia la melanconia.
Potenza della suggestione????

Durer e L'Italia


ieri pomeriggio dopo una bella passeggiata per il centro storico, complice la giornata piena di sole e dopo un pieno di libri nella mia libreria preferita, era l'Arion day e i libri erano scontati del 25%, tornando verso casa io e Agi abbiamo deciso, visto che non c'era fila di andare alle Scuderie del Quirinale per vedere questa mostra su Durer e l'Italia, ero un po' scettica perchè pur avendo qualche vago sentore dell'artista non avevo mai approfondito la conoscenza delle sue opere, e invece mi sono ricreduta, sia perchè poi invece è tornata a galla qualche reminiscenza dei miei studi liceali, e mi sono resa conto che alcuni dei suoi quadri li conoscevo, sia perchè in effetti l'artista merita. Era non solo un maestro di grafica, un incisore incredibile ma anche un brillante pittore. Incredibile è la reciproca e duratura influenza tra lui e gli artisti italiani, dice il Vasari parlando di Iacopo Pontormo: "Nè creda niuno che Jacopo sia da biasimare, perchè egli imitasse Alberto Duro nelle invenzioni, periochè questo non è errore, e l'hanno fatto e fanno continuamente molti pittori".
Nelle dieci sale sono esposti i suoi dipinti, acquarelli e stampe messi a confronto con opere italiane per un totale di circa 200 opere, il tempo è volato passando da una sala all'altra e nemmeno ce ne siamo accorte, per dirla tutta siamo entrate poco dopo le 5 e siamo uscite poco prima delle 8.
e così abbiamo svoltato la domenica
che è il giorno peggiore che ci sia
per me

lunedì, gennaio 29, 2007

un weekend a milano

come avrete potuto intuire questo fine settimana sono andata a milano, per tre buoni motivi: primo volevo vedere la mostra di Tamara de Lempicka, e quando ho saputo che l'avevano prorogata mi è sembrato quasi un segno del destino, poi ho scoperto che alla triennale avevano allestito anche quella di Basquiat, e anche se avevo già visto una sua mostra sia al chiostro del bramante che al museo d'arte moderna di Lugano, non mi dispiaceva fare il tris, in effetti poi ho seguito il filo logico delle mostre precedenti allestite alla triennale e che non mi ero persa, e cioè Andy Warhol e Keith Haring (rivisti ambedue a roma in altri tempi, si lo so non mi basta mai!!!). Un altro buon motivo era esorcizzare la paura che tornare a Milano mi avrebbe fatto star male, visto che per ben quattro anni ci ero venuta per motivi per così dire sentimentali, e infatti non è stato traumatico, complice un tempo stranamente sereno, un cielo quasi romano (mi perdonino i milanesi, ma la luce qui a roma è decisamente diversa e in quattro anni di trasferte mi ricordo più giornate grigie che luminose), una compagnia ottima, ho trascinato una delle mie amiche, Carla, in questa toccata e fuga, complice la posizione strategica dell'albergo scelto in pieno centro per cui abbiamo camminato molto e molto piacevolmente e terzo motivo..... la conoscenza dal vivo di un amico di mail, conoscenza che si è rivelata piacevole, ma non avevo dubbi, che è stato un ospite eccezionale, facendoci compagnia e scorazzandoci persino la sera nelle colline dell'oltrepò pavese.

tamara e jean michel




che strano abbinamento direte voi, ma questo fine settimana sono andata a milano proprio per godermi queste due mostre, due artisti profondamente diversi una per così dire più glamour e uno più noir, però a modo loro tutti e due tormentati, lei che dipingeva quasi sempre ritratti di persone amate, ma con una visione deformata dai sentimenti che provava per loro, lui che con i suoi dipinti denuncia i pericoli dei "miti" della nostra epoca e la profonda ostilità razziale che avvertiva intorno a sè.
Hanno vissuto in due epoche differenti ma ambedue ne sono diventati interpreti, lei che diventa icona di una donna emancipata, libera, indipendente e tragressiva, lui intelligente, curioso, geniale ma animato da una forza autodistruttiva che lo porterà a morire giovane e a diventare così il classico eroe morto giovane e bello, come James Dean, Janis Joplin, Jimi Hendrix.
Io non penso all'arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita
(Jean Michel Basquiat)