martedì, novembre 30, 2010

elenco

dato che va di moda lo scrivo anche io un piccolo elenco delle cose di cui sono fatta


la cucina della mia nonna materna
la forza di mia madre
gli anni del liceo
la nascita dei miei figli
le coccole di mio nipote Lorenzo
i giochi con i fratelli da piccoli
il collegio delle suore
le risate con le amiche
i libri che ho letto
la musica che ho ascoltato
il suono del mare
l'odore della terra
la sera in cui ho conosciuto Tonino
il giorno in cui è morto Tonino
la prima volta in cui sono andata in bicicletta
la prima partita di pallavolo
quell'estate in una piccola isola greca
in viaggio con un'amica
il matrimonio di Valentina
il mio primo giorno di lavoro
la mail che mi hai mandato
la mail che non mi hai mandato

se guardo indietro cambierei poche cose
se guardo avanti c'è ancora tanto da fare

sabato, novembre 27, 2010

gli occhi


Gli occhi.
Raccontami la canzone
Che cammina nei tuoi occhi
Quando li apri
La mattina
Quando il sole
Insinua il suo raggio di luce
Nei tuoi sogni.



Clarissa Nicoisdkij

"Gli Occhi, le Mani, la Bocca"

giovedì, novembre 25, 2010

autenticità

mi è costato molto essere autentica, perchè una è tanto più autentica, quanto più somiglia all'idea che ha sognato di sè stessa

alla fine cosa è autentico o cosa no l'immagine che proiettiamo di noi stesse o quello che siamo, il solito interrogativo sul volto e sulla maschera



mi sembrava appropriato in questi giorni e di questi tempi ribadire il concetto che il corpo delle donne non è merce, non è merce di scambio, e per dirla tutta il corpo è mio e me lo gestisco io come giustamente ha ribadito Emma Bonino




non pensiate che sia un accostamento azzardato anche la leggerezza aiuta a far riflettere

mercoledì, novembre 24, 2010

il giardino dei ricordi


quando il giardino della memoria inizia a inaridire si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste con affetto ancora maggiore. Per non farle avvizzire le bagno e le accarezzo dalla mattina alla sera: ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare

(cit)

sabato, novembre 20, 2010

inception berlusconi

godetevi questo video, i ragazzi che l'hanno ideato sono dei grandi, secondo me

venerdì, novembre 19, 2010

nulla mi lega a nulla


Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un'angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia-
definitivamente l'indefinito.
Dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.

Lisbon Revisited - Poesie di Álvaro de Campos
Fernando Pessoa

mercoledì, novembre 17, 2010

dodici regole per allevare un delinquente

1 Date al bambino fin da piccolo tutto ciò che desidera. Così crescerà convinto che il mondo gli sia debitore di tutto il necessario per vivere.

2 Sorridete divertiti quando ripete le "parolacce" imparate. Così si convincerà di essere molto spiritoso e aumenterà la dose.

3 Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli

4 Lodatelo in presenza di amici e conoscenti; così si convincerà di essere il più intelligente dei suoi coetanei.

5 Evitate l’uso del termine "male": potrebbe sviluppare nel bambino un "complesso di colpa". Così, da grande, quando sarà giustamente punito per le sue colpe, crederà che la società è contro di lui e che lo perseguita.

6 Raccogliete tutto ciò che lascia in disordine: scarpe, libri, vestiti. Fate per lui ogni cosa, in modo da abituarlo a scaricare sugli altri tutti i propri pesi.

7 Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l'apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona

8 Litigate spesso in sua presenza. Così farà anch’egli nella sua futura famiglia.

9 Dategli pure tutto il denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco

10 Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando

11 Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna

12 Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati


Quando poi da grande il bambino si comporterà male veramente, vi difenderete dicendo: «Con lui non siamo mai riusciti a ottenere nulla».


lunedì, novembre 15, 2010

per quanto sta in te


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.


Costantinos Kavafis

sabato, novembre 13, 2010

13 novembre 1996

(campidoglio 26/01/1989)



La morte non è nulla
sono solo scivolato nella stanza accanto.
Io sono io e tu sei tu
Quello che eravamo l'uno per l'altro, lo siamo ancora
Chiamami con il solito nome
Parlami nel modo in cui eri solita parlarmi.
Non cambiare il tono della voce
non assumere espressioni forzate di solennità o dispiacere.
Ridi come eravamo soliti ridere
dei piccoli scherzi che ci divertivano.
Gioca.... sorridi..pensami.... prega per me.
Lascia che il mio nome sia la parola familiare
che è sempre stata.
Lascia che venga pronunciato con naturalezza
senza che in esso vi sia lo spettro di un'ombra.
La vita ha il significato che ha sempre avuto
è la stessa di prima.
Esiste una continuità ma spezzata.
Che cosa è la morte se non un incidente insignificante?
Dovrei essere dimenticato solo perchè non mi si vede?
Sto solo aspettandoti, è un intervallo
da qualche parte molto vicino, proprio girato l'angolo
va tutto bene.

giovedì, novembre 11, 2010

non è compito mio


Questa è la storia di 4 persone chiamate OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO e NESSUNO. C'era una volta un lavoro importante da fare e OGNUNO era sicuro che QUALCUNO lo avrebbe fatto. CIASCUNO avrebbe potuto farlo ma NESSUNO lo fece. Finì che CIASCUNO incolpò QUALCUNO perchè NESSUNO fece ciò che OGNUNO avrebbe potuto fare!


non vi sembra di sentire un'eco conosciuto???? a me ricorda la storia di questo nostro povero paese.

mercoledì, novembre 10, 2010

l'alfabetario


Non possiamo mai recuperare interamente quanto si è dimenticato. E questo è forse un bene. Lo schock del riavere sarebbe così distruttivo che dovremmo smettere all'istante di comprendere il nostro anelare. Così invece lo comprendiamo e e tanto meglio quanto più profondamente il dimenticato giace in noi. Come la parola perduta, che poco prima era ancora sulle nostra labbra, scioglierebbe la lingua come avvenne a Demostene, così il dimenticato ci appare carico di tutta la vista vissuta che ci promette. Forse, ciò che rende il dimenticato così carico e gravido altro non è se non la traccia di abitudini disperse nelle quali non potremmo più ritrovarci. Forse il suo mescolarsi ai pulviscoli dei nostri involucri sgretolati è il segreto grazie al quale sopravvive. Come che sia - per ognuno ci sono cose che, più di altre, svilupparono in lui abitudini durature. Grazie a esse si formarono le attitudini che contribuirono a determinare la sua esistenza. E poichè, per quel che riguarda me, esse furono il leggere e lo scrivere, nulla di ciò in cui mi imbattei nell'infanzia suscita più cocente nostalgia dell'alfabetario. Conteneva, impresse su piccole tavolette, le lettere dell'alfabeto, singolarmente in caratteri gotici che le facevano apparire più giovani e anche più leggiadre di quelle stampate. Si adagiavano esili su giaciglio inclinato, ciascuna in sé compiuta, e nella loro sequenza vincolate dalle regole dell'ordine - la parola - di cui erano sorelle. restavo ammirato per come tanta modestia potesse coniugarsi con tanta magnificenza. Era uno stato di grazia. E la mia destra, che reverente cercava di conquistarlo, non riusciva nell'intento. Doveva restare fuori come il guardiano incaricato di lasciar passare gli eletti. Così il suo rapporto con le lettere fu pieno di rinunce. La nostalgia che risveglia in me, mostra quanto l'alfabetario sia stato tutt'uno con la mia infanzia. Ciò che in realtà cerco in esso è l'infanzia, come si collocava nel gesto con il quale la mano inseriva le lettere nel listello in cui dovevano allinearsi a formare parole. La mano può ancora sognare quel gesto, ma non può mai più risvegliarsi per eseguirlo davvero. Allo stesso modo posso sognare come una volta imparai a camminare. Ma non mi serve a niente. Adesso so camminare; non posso più imparare a farlo.


da Infanzia Berlinese di Walter Benjamin

martedì, novembre 09, 2010

siamo tutti di pollica


seguendo il consiglio della mia omonima mi sono iscritta all'anagrafe virtuale di Pollica in memoria di Angelo Vassallo, così non andrà perduto il suo sogno di legalità, un piccolo gesto che però aiuta i cittadini reali di questo comune.

momenti di trascurabile felicità


la felicità è una piccola cosa diceva Trilussa e Francesco Piccolo ce lo conferma con i suoi momenti, momenti che sono tanto più veri perchè condivisibili, almeno per me, mi sono ritrovata in molti di essi, sarà anche perchè i luoghi che descrive sono quelli in cui vivo anche io o che "bazzico" spesso. Lo stile con il quale sono scritti tipo tema in classe, è semplice e lineare, condito da uno sguardo stupito che mette dolcezza nell'animo di chi lo legge, è un piccolo libro che quando lo hai finito ti viene voglia di rileggerlo subito per gustarlo di nuovo.

e dato che è tempo di elenchi (avete visto ieri la prima puntata di vieni via con me???), ne faccio uno anche io dei miei momenti di trascurabile felicità, in ordine sparso:

quando Lorenzo, mio nipote, dorme nel lettone con me e nel sonno si gira e mi abbraccia

quando riesco ad avere tutta la famiglia riunita intorno ad un tavolo

quando cammino per le strade di roma al mattino presto e ci sono solo io e pochi altri

quando qualcuno si illumina e mi sorride

quando sento l'odore del mare anche se vivo in città

quando porto al parco Lucky e mi siedo su una panchina del colle oppio al sole a leggere il giornale in santa pace

quella volta che io e Claudia eravamo sedute su un muretto ad Amsterdam senza parlare e all'improvviso tutte e due abbiamo detto: questa sì che è la felicità, stare con la tua più cara amica senza far niente, senza nè figli nè compagni

quella volta che ho capito di essermi innamorata mentre ammiravo il tramonto su una spiaggia di sharm e lui era lontano e ignaro

quella volta che ho guardato i miei figli poco dopo averli partoriti e non mi capitavo fossero miei

quella volta che un uomo da poco conosciuto mi ha baciata a sorpresa

potrei continuare........







domenica, novembre 07, 2010

minoranza

mi sa che anche io....


venerdì, novembre 05, 2010

sirenette


tra i buoni propositi messi in atto quello di ricominciare a fare qualche tipo di sport, e dato che sono arrugginita ho pensato fosse meglio cominciare con uno soft e così io e un'amica ci siamo iscritte ad acqua gym, l'unica rottura è bagnarsi i capelli a distanza di un giorno, lo facciamo il martedì e il giovedì, e dato che no mi va di accorciali che sono belli lunghetti, ho provato tutte le cuffie immaginabili e alla fine mi si è accesa una lampadina e ne ho cercata una stile Esther Williams e ho trovato questa stile ape maia perchè se se si deve apparire ridicoli...bisogna farlo alla grande!!!

ah ho anche iniziato il corso di difesa personale quindi attenti a voi!

giovedì, novembre 04, 2010

compleanno

la foto non è recentissima ma è una delle poche che abbiamo insieme, alla mia mamma non piace essere fotografata, oggi è il suo compleanno compie 76, due anni fa ho veramente avuto paura di perderla, le auguro lunga vita perchè non potrei sopportarne la mancanza nonostante a volte i nostri rapporti non siano idilliaci, complice la mia ansia di non essere mai alla sua altezza, retaggio di insicurezze probabilmente mai risolte, per me lei è sempre stata una super, lei c'è ..sempre.




Supplica a mia madre

E' difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame

d'amore, dell'amore di corpi senza anima.

Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu

sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l'infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l'unico modo per sentire la vita,

l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…


Pier Paolo Pasolini

mercoledì, novembre 03, 2010

ne sentivamo il bisogno

Il 9 novembre compie 47 anni: le sembra questa l'età di iniziare a posare nudo?
«A 47 anni mi sento finalmente libero. Libero di fare qualcosa che la gente da me non si aspetta. Nude in copertina di solito si vedono solo donne. E, quando sono uomini, si tratta sempre di attori o modelli. Un cantautore non si è mai spogliato»

e meno male aggiungo io, allora è proprio vero che dopo una certa...età le persone, talune, iniziano ad avere dei seri problemi a rapportarsi con sè stessi e con gli altri, una vocina maligna mi dice che per vendere la sua musica non gli restava che questo!!!!!

non contento nell'intervista a Vanity fair ha proprio esagerato, secondo me,

Per spogliarsi bisogna avere il fisico.
«Più che il fisico, la cultura: in Italia i cantautori passano per tipi cupi, ermetici, possibilmente disinteressati alla forma fisica».

Non vorrà venire a dirmi che la vanità non c'entra: uno che posa così è orgoglioso del suo corpo.
«Fino ai quarant'anni, il corpo per me non esisteva. Mai fatti neppure cinque minuti di sport, sono molto pigro di natura».

E compiuti i quarant'anni, che cosa è successo?
«Ho iniziato a preoccuparmi per la salute. Soprattutto, è diventato impensabile, senza preparazione fisica, reggere due ore e mezzo di concerto. Questa foto è anche un invito agli uomini della mia età che troppo spesso si lamentano del fisico: basta poco per tenersi in forma, i trenta minuti che normalmente si passano su Facebook o a fumare sigarette, e non è mai troppo tardi per iniziare».

Fisicamente se lo è concesso qualche aiutino?
«Ancora no, ma appena sentirò il bisogno di correre ai ripari per recuperare un po' di giovinezza, non mi farò nessun problema. Sono assolutamente favorevole alla chirurgia estetica: se uno non si piace, perché deve rinunciare a migliorarsi?».

ah è volete sapere il titolo della sua ultima fatica???? .....Inaspettata, ora ho capito il perchè della foto nudo, voleva stupirci con effetti speciali!!!!!


lunedì, novembre 01, 2010

anniversari


Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.

Alda Merini

(Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009)