Esprimi un ultimo desiderio Jack. Sei un condannato a morte è un tuo diritto. Dimmi cosa vuoi ed io te lo porterò fin dentro la cella.
Non puoi fratello, quello che voglio adesso è perduto per sempre...Quello che desidero è solo memoria...
Voglio un bacio di mia madre e sentire le sue mani sulle lenzuola... uno di quei baci che ti fanno sentire il profumo delle madri...
Voglio anche tutti quelli che ho perduto e li voglio prima che arrivi l'ultima ora: i baci non dati per paura di ferire, quelli non dati per egoismo, quelli morti di insicurezza... Quelli perché ... era troppo presto, quelli dispersi tra troppe parole...
I baci interrotti da una telefonata, quelli lanciati da un finestrino di un treno in partenza dalla stazione di Mestre, quelli dimenticati su un prato di Villa Torlonia, quelli portati in alto sull'Etna e il Gianicolo e quei baci profondi sulle panchine dell'Università...
Se potessi avere un album di fotografie da sfogliare vorrei quello dei baci che ho perduto: i baci nella notte e quelli che volavano come albatros e si sono posati su una bocca come un nido.
Io li rivoglio indietro tutti i baci perduti...
Li voglio adesso... tutti insieme, in questa cella, tra musica e silenzio... musica e silenzio... musica e silenzio.
Jack Folla
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un romanzo incentrato sulle figure femminili, ognuna di essa ha una caratteristica ma fondamentalmente sono tutte madri, persino quelle che non hanno partorito, gli uomini sono solo figure di contorno non molto positive, a parte Vasco che però è solo un figlio e raccontato da un punto di vista materno, le uniche che non tradiscono mai le loro convinzioni sono le donne personaggi centrali e forti di questo romanzo.
Non è di facile lettura ma piano piano ci si appassiona e Lisbona è ovunque.