giovedì, gennaio 26, 2012

26 gennaio 1989


oggi avremmo potuto festeggiare 23 anni di matrimonio, non siamo arrivati nemmeno a 7, ci sono certi giorni che manchi, che mi manchi per via di quel tuo essere prepotentemente presente come uomo, come padre, come molte altre cose, certo i momenti critici non sono mancati ma siamo riusciti a raddrizzare la rotta perchè per fortuna l'amore non è mai finito, non siamo mai stati grandi amici ma non importava, bastava una certa complicità, un'intimità profonda, il voler creare una famiglia a tenerci legati.
Eri un uomo affettuoso nel cerchio dei tuoi abbracci mi sono sempre sentita al sicuro, a casa, sparivano dubbi e paure, pochi gli anni che abbiamo avuto insieme, ma per fortuna i ricordi sono tanti e posso ritrovarli nei tuoi figli, nelle foto dei nostri momenti sparse per casa....
Oggi è un altro di quei giorni che mi piacerebbe averti qui per poterti parlare, per raccontarti quel che di nuovo accade nella nostra vita, magari chiederti qualche consiglio e ricevere quella carezza con la quale mi dicevi: non ti preoccupare, andrà tutto bene, ti voglio bene quanto e come me ne vuoi tu, come quel giorno di gennaio in cui ci siamo promessi finchè morte non ci separi.




mercoledì, gennaio 25, 2012

lettera all'amante


lettera all'amante

Ci ho pensato, non mi faccio illusioni, ti amo ma non ho fiducia in te. Poiché quello che stiamo vivendo non è reale, allora si tratta di un gioco. Poiché è un gioco, ci vogliono delle regole. Non voglio incontrarti più a Parigi. Nè a Parigi né in qualunque altro posto ti faccia paura. Quando sono con te, voglio poterti dare la mano per strada e baciarti al ristorante altrimenti non mi interessa. Non ho più l’età per giocare a nascondino. Quindi ci vedremo il più lontano possibile, in altri paesi. Quando conoscerai il luogo dove incontrarci, me lo scriverai a questo indirizzo, è quello di mia sorella a Londra, saprà dove rimandarmela. Non darti la pena di stare a scrivere parole gentili, avverti e basta. Di’ in quale hotel scendi e dove e quando. Se posso raggiungerti, verrò, altrimenti no. Non provare a chiamarmi, né a sapere dove mi trovo, né come vivo, credo che non sia questo il problema. Ci ho pensato, credo che sia la soluzione migliore, fare come te, vivere per conto mio amandoti molto ma da lontano. Non voglio aspettare le tue telefonate, non voglio impedirmi di innamorarmi, voglio poter andare a letto con chi voglio e quando voglio senza farmi scrupoli. Perché hai ragione tu, la vita senza scrupoli è... è more coiwenient. Prima non la pensavo così, ma perché no? Voglio provarci. Che ho da perdere, alla fine? Un uomo vigliacco? E da guadagnare? Il piacere di dormire fra le tue braccia ogni tanto... Ci ho pensato e voglio provarci. Prendere o lasciare...

lettera tratta da:
da: Io l'amavo - di Anna Gavalda

lunedì, gennaio 23, 2012

melodia


sono solo parole, le parole sono importanti ma non sono importanti come la melodia, la melodia è come quando vedi una persona per la prima volta, è attrazione fisica, sesso, poi mano a mano che la conosci...la persona....quelle sono le parole, la loro storia, quello che sono veramente: è la combinazione delle due cose che crea la magia.

(da scrivimi una canzone)





lunedì, gennaio 16, 2012

norwegian wood




Amare qualcuno è una cosa bellissima e, se si tratta di un sentimento sincero non bisogna sentirsi in un labirinto. Noi siamo tutti esseri imperfetti che vivono in un mondo imperfetto. Non viviamo misurando le distanze con la riga, gli angoli con il goniometro nè controllando entrate e uscite come sul conto in banca. ogni cosa segue comunque il suo corso e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. Occorre essere aperti e abbandonarsi alla vita così come viene, rendendosi conto di quanto sia meravigliosa.

(Haruki Murakami)

giovedì, gennaio 12, 2012

in amor vince chi fugge?

a volte mi chiedo se poi le tattiche suggerite dalle frasi comuni funzionino davvero, più spesso mi chiedo se sia meglio rincorrere una persona a cui tieni oppure lasciarla andare senza combattere, perchè poi mica puoi tenere le persone al guinzaglio, non le puoi controllare, non puoi farci niente se vedete, sentite e vivete la vita in maniera diversa se non opposta, ovvio che se la scelta fatta dall'altro è chiara e definitiva il problema non si pone nemmeno, almeno per me, sono sempre stata della scuola del chi mi ama, mi segua, se non mi amate o non mi amate più non sarò certo io a volervi per forza, non è una questione di orgoglio ma semplicemente di buon senso, non ci si può far amare contro la volontà altrui, ma quando invece i segnali sono contraddittori è spiazzante, non si sa proprio come agire e se l'altro non è nemmeno disposto a chiarire, non è facile trovare una soluzione. Una cosa l'ho però capita da un pezzo: la paura regna sovrana, in molti hanno paura di mettersi o rimettersi in gioco, di sostenere una relazione, persino di iniziarla, come vira verso qualcosa di più intimo si trovano in difficoltà, si sentono confusi e preferiscono scappare via, rinunciare, per paura di soffrire, io invece preferisco rischiare, so cosa vuol dire stare male per qualcuno che non c'è più, se sono sopravvissuta ad un lutto, e poi alla fine di un'altra bella storia d'amore, so per certo che ce la farò sempre, per fortuna posso contare su molte risorse interiori e sicuramente posso contare sull'aiuto e l'affetto dei miei amici.


lunedì, gennaio 09, 2012

buoni spropositi


ogni volta che arriva un anno nuovo si fanno buoni propositi che scoloriscono quasi sempre entro fine mese, perchè poi l'anno è nuovo ma i propositi suonano vecchi e stanti e allora parafrasando una canzone che sto imparando a cantare ne metto giù qualcuno anche io:

forse una nuova dieta comincerò
forse di un altro uomo mi innamorerò
forse sarà amore o forse no
di certo più non soffrirò
forse il mio cuore seguirò
forse il cervello non userò
forse qualcuno alla mia porta busserà
forse a braccia aperte mi troverà
forse le mie rughe conterò
sicuramente non le cancellerò.
Forse una casa al mare mi comprerò
forse in campagna mi ritirerò
forse un viaggio organizzerò
forse lontano me andrò
forse da mia figlia volerò
così la sua mancanza non sentirò.
forse col sole in faccia io vivrò
così il freddo non sentirò
forse la notte mi perderò
però il giorno mi divertirò

forse buoni propositi non ne farò
e tanti altri ne attuerò

il blog non abbondonerò
ad aggionarlo continuerò

giovedì, gennaio 05, 2012

come son pesanti i giorni


Come son pesanti i giorni,
A nessun fuoco posso riscaldarmi,
non mi ride ormai nessun sole,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà,
ed anche le care limpide stelle
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l'amore può morire.


Federico Garcia Lorca

sabato, dicembre 31, 2011

io non ho paura

vi auguro di non aver paura




buon anno nuovo

giovedì, dicembre 29, 2011

i principi bastardi



non avrei potuto dirlo meglio:

Tu stai parlando di una specie di maschio che non si estinguerà mai. Una razza che si adatta anche al Raid come le blatte. Il principe bastardo, quello che sparisce. Quello che c'è tantissimo e poi un attimo dopo non c'è più. Che all'inizio è luce, come i riflettori dei concerti dei Police, poi improvvisamente , clic, si spegne. Di colpo. E tu chiedi: "Senti, fammi capire, che cosa è successo? Voglio solo capire cosa è successo?" Mia figlia dice: "Io voglio solo capire perchè". Perchè non lo sa neanche lui! Son quelli i principi bastardi. E tu ti senti cretina, perchè pensi che il il problema sia tu. Invece il problema sono loro che sono stronzi. Codardi. Vigliacchi. Senza palle. Scappano via come lepri quando avvertono che il gioco è finito e forse c'è il rischio che il chupa si trasformi in amore..... E tu ti ripeti che sei balenga, che hai capito niente, che hai fatto qualcosa di sbagliato, che non hai mandato i segnali giusti. Ma tant'è. L'unica, con un principe bastardo, è farsela passare. E' inutile stare a scortecciarsi il cervello. Devi pensare che piano piano passa. Certo, non è facile....Perchè quelli così bastardi ti entrano dentro le viscere come L'Escherichia coli, e poi hai voglia a debellarli.....


Luciana Littizzetto da L'educazione delle fanciulle - dialogo tra due signorine perbene
(Luciana Littizzetto e Franca Valeri)

martedì, dicembre 27, 2011

gli amanti


(Mark Kostabi)


oggi mi gira così di postare dei bellissimi versi di un amico, sarà che i miei figli per natale mi hanno regalato un hammam imperiale e mi sono talmente rilassata che mi son tornati in mente certi ricordi....

guarda i felici amanti!

dittonghi accarezzanti
illusori, temporanei
eppur presenti
alle increspate luci
d’un luminoso marzo
che li ha voluti
assieme per un giorno

distanti

per la vita


enrico gentili

giovedì, dicembre 22, 2011

aria di festa

fra pochi giorni è natale, inizia a sentirsi aria di festa: sono tornati gli emigranti dall'America, anche se solo per due settimane, è solo per questo che ho fatto albero e presepe perchè di voglia non c'era poi tanta che più che aria di festa si respira aria di crisi, ma si sa che quando ci sono bambini non è giusto far pesare le proprie ansie anche a loro, di regali sotto l'albero ce ne saranno pochi e quei pochi saranno utili o fatti da me, perchè poi mi piace regalare qualcosa che è stato pensato proprio per quella persona e per il quale ci ho messo del tempo, della cura e ovviamente dell'amore, ormai poi le collane mi vengono una meraviglia, per i maschietti un buon libro è sempre gradito e poi ci sono i piccoli quadretti di personaggi dei fumetti che ho fatto a carboncino.

per tutti voi che passate di qui vi lascio i miei auguri e speriamo di cavarcela ...


mercoledì, dicembre 14, 2011

la vera storia di peter pan, wendy e campanellino

era una notte nè buia nè tempestosa ma una battuta tira l'altra e con un mio amico è venuta fuori questa favola al rovescio, noi l'abbiamo pensata così però ci piacerebbe vedere come vi verrebbe da continuarla voi che approdate in questo blog.

Wendy era un camionista, ascoltava i Village People tutto il giorno, un giorno incontrò Peter Pan che stava rollando un cannone ai bordi del gran canyon e insisteva nel dire che sentiva suonare un campanellino, ma Wendy gli fece notare che in effetti c'era una cosa svolazzante che lasciava una scia schifosa dietro di sè.
Wendy disse che Peter doveva cambiare spacciatore , la lumaca Campanellino? Eh sì la lumaca Campanellino che invece di spargere la polvere fatata, che tra parentesi essendo bianca forse era pure meglio della roba che si fumava Peter Pan, spargeva....bava; certo fumarsi bava essiccata al sole anche... pure al sole del gran canyon! Ma anche inalarla non doveva essere un granchè, laggiù nel gran canyon in mezzo ai cowboy!

(ndA:bella storia socio, passa il cannone che lo tieni sempre tu mentre parli, che faccio te lo mando via teletrasporto: Kirk a enterprise?)

E così Wendy disse a Peter in puro yankee: "aho a Petere cambia spacciatore che questo nun te da' a robba bona!!!!" e riprese posto sul volvo 3000 cv.

E vissero tutti felice e contenti eccetto Campanellino che nun la voleva nessuno primo perchè sbavava e poi perchè con quel suono di campanelli aveva rotto er ca.... e se sa che ar cavaliere nero nu je dovete da rompe' er ca....

village people







lunedì, dicembre 12, 2011

Lettere dal silenzio

Lettere dal silenzio. Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza

è un libro che ha scritto mio fratello Massimo che si occupa attivamente di questa questione, ovviamente ve lo consiglio

domenica, dicembre 11, 2011

storie

la girerei al maschile, in effetti mi ha ricordato qualcuno...qualcuno che dovrebbe proprio leggere questo passo chissà che non gli insegni qualcosa.....




GILLES: Mi sa di sì, invece. mi sa che preferisci le storie che si riescono a gestire: forse non sopporti l'abbandono.
LISA: l'abbandono?
GILLES: Sì che le cose ti sfuggano di mano. Che le situazioni siano troppo forti. Che i sentimenti siano troppo grandi per te. Se si vuole essere sicuri di tutto, bisogna accontentarsi di storie corte. Di legami delimitati chiaramente, riconoscibili, con un inizio, un mezzo, una fine e un percorso segnato da tappe ben precise: il primo sorriso, il primo scoppio di risa, la prima notte, il primo litigio, la prima riconciliazione, la prima seccatura, il primo malinteso, le prime vacanze andate a male, la prima separazione, la seconda, la terza e poi la separazione vera. Dopo si ricomincia. Uguale, ma con qualcun altro. Viene definita una vita piena di avventure, ma in realtà più che avventurosa è una vita in serie. Non è sensato amare sempre, amare a lungo, è follia pura. La cosa più ragionevole è amare finchè è gradevole. Si chiama razionalismo amoroso: amare finchè durano le nostre illusioni; appena crollano, lasciarsi. E appena abbiamo a che fare con persone reali, non più con immagini della fantasia, separarsi.
LISA: no questo no
GILLES: E' contro natura amare per sempre, amare a lungo.
LISA: Non è vero.
GILLES: Per fare in modo che duri bisogna accettare l'incertezza, bisogna avventurarsi in acque pericolose, avventurarsi là dove si procede solo con la fiducia, riposarsi galleggiando su onde contraddittorie, certe volte di dubbio, certe volte di fatica, certe volte di serenità, ma mantenendo sempre la rotta.
LISA: Tu non ti scoraggi mai?
GILLES: altrochè
LISA: E allora?
GILLES: Ti guardo e mi chiedo se malgrado i miei dubbi, i miei sospetti, le mie inquietudini e la mia stanchezza ho davvero voglia di perderti. E la risposta mi viene sempre. Sempre la stessa. E insieme a lei mi viene il coraggio. Amare è irrazionale, è una fantasia che non appartiene alla nostra epoca, non si giustifica, non è pratico, la sua unica giustificazione è che c'è.

da Piccoli crimini coniugali di Eric-Emmanuel Schmitt

venerdì, dicembre 09, 2011

vendetta tremenda vendetta

(fabio calvetti)


Una manager in carriera, temporaneante per lavoro a Parigi, riceve una lettera dal suo fidanzato che vive in un altro paese.

La lettera dice quanto segue:

"Cara Emma, non posso più continuare la nostra relazione. La distanza che ci separa è troppo grande. Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei andata e penso che né tu né io meritiamo questo. Mi dispiace. Per favore restituiscimi le foto che ti ho mandato.
Con amore,
Roberto

La donna, molto ferita, chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le regalassero foto dei loro fidanzati, amici, zii, cugini, fratelli ecc.. Insieme alla foto di Roberto mise tutte quelle regalatele dalle amiche. C'erano 57 foto nella busta e una nota che diceva:

"Roberto, perdonami, non riesco a ricordarmi chi c... sei. Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto."