giovedì, luglio 24, 2014

Foro di Augusto

sono andata con figlia e nipote a vedere questa ricostruzione virtuale e la storia che l'accompagna, raccontata in modo veramente splendido e interessante da Piero Angela, ve la consiglio vivamente perchè è un'esperienza a dir poco commovente, e confesso che tutti e tre avevamo un groppo in gola, persino il 12enne, tenendo conto che lui è un ragazzino che è sempre stato affascinato dalla antiche civiltà, il fatto poi di vivere in un paese che non ha una storia così antica probabilmente influisce sulla fascinazione che subisce di fronte a questo tipo di esperienza.
Rivivere la Roma antica come se fosse così ancora oggi, rinverdire le nozioni di storia o scoprire nuove informazioni, subire il fascino del racconto pacato ed esaustivo di Piero Angela, vedere proiettate le immagini come se fossero vere e come se tu ci fossi effettivamente dentro è stata veramente una bella esperienza. Vi dico che si esce tronfi come un tacchino, specie se si è nati a Roma.

Qui potete trovare tutte le informazioni, vi conviene prenotare specie se volete andare al primo spettacolo, e se riuscite a formare un bel gruppetto avrete anche un bello sconto, in caso di pioggia verrete rimborsati o prenotati per un'altra serata.

mercoledì, luglio 09, 2014

non è un paese per mamme

leggo oggi che qualche deputata si è lamentata di non poter allattare il proprio figlio e contemporaneamente essere presente in aula per via del fatto o del misfatto che in parlamento non esista un luogo consono dove accogliere i bambini di una mamma lavoratrice, confesso che la prima reazione è stata di rabbia e non di empatia, eh sì perchè questa spinosa questione viene sollevata a cicli, come i famosi cicli e ricicli storici di Vico, ma non viene mai risolta. Ho firmato, insieme alle colleghe, non so quante "petizioni" che chiedevano l'allestimento di un asilo nido congiunto per i dipendenti dei due rami del parlamento, i palazzi sono contigui si poteva trovare un luogo che facesse comodo a tutti e due, velamente qualcuno ci ha fatto anche intendere che dato che ci pagavano bene, avremmo anche potuto permetterci una babysitter, ma come fa notare giustamente la deputata intervistata non è che puoi delegare ad una babysitter l'allamento al seno, quello lo facevano le balie che non credo esistano più, e anche l'opportunità di prenderti il congedo per maternità non è uguale per tutti a parte i 3 mesi postparto stabiliti dalla legge, e anche se ti riesce ad accedere ad un nido comunale  non è detto che l'orario coincida con quello che fa comodo a te per andare a lavorare, se poi non ci sono nonne o zie o parentame che possa aiutarti diventa veramente problematico conciliare l'essere mamma con il lavoro, se poi sei così "fortunata" da ritrovarti ad essere una mamma sola, diventi schizofrenica.

Mi viene sempre in mente la scenetta che fece per la tv delle ragazze Angela Finocchiaro


mercoledì, luglio 02, 2014

son tornata



sono tornata, è stato un mese di stacco dalla vita quotidiana e dalla romanità, ogni tanto allontanarsi pure dagli amici e dalla famiglia è salutare, il fatto poi di decidere di non sforzarsi di capire la lingua, i fondamentali dell'inglese li so persino io, e di non rispondere ma assumere bensì una faccia inespressiva o tuttalpiù da pesce lesso, trincerandosi dietro un "I don't undestand" o addirittura dietro un "mi spiace, non vi capisco", è stato liberatorio e ha permesso, a me che di solito sono molto socievole, di estraniarmi per un po'.


mercoledì, giugno 11, 2014

Son qui


Son qui, a fare da autista, babysitter, e altro al nipotino ormai quasi preadolescente, mi godo anche la figlia che non vedevo da Natale, senza dimenticare il genero, una sorta di vacanza, rilassante e piacevole, fa caldo ma non quel caldo umido romano che ti stronca e non ti fa respirare, giro in bici, faccio delle belle passeggiate, cosa potrei volere di più ?




giovedì, maggio 29, 2014

19 maggio 2006

roy lichtenstein

ero indecisa mi piaceva anche questa





mi ero proprio dimenticata dell'anniversario del blog, quanti anni sono passati, ed eccomi ancora qui, questo il mio primo post, povero senza un commento


martedì, maggio 27, 2014

condomini







è proprio vero le riunioni condominiali sono stressanti, io le affronto sempre con un po' di ansia anche per via di antipatie ataviche con una persona con la quale in teoria ho una relazione familiare, trattasi della cognata ancorchè soprannominata Crudelia Demon, la simpatia come potete intuire è reciproca, per mia fortuna è invisa a più condomini ma questo scatena ogni volta una bagarre che ci vorrebbe Kissinger per tenere a bada tutti, per il resto la vita condominiale tra vari bed & breakfast che si sono impadroniti del palazzo, affittuari che vanno e vengono, per il resto la convivenza è relativamente pacifica, la cosa curiosa che mi ha spinto a scriverne è che mi sono resa conto che alcuni di questi condomini farebbero concorrenza a Tom Ponzi, sanno i movimenti di tutti e tengono sotto controllo tutti gli spazi comuni, io invece cado proprio dal pero, anche ora che passo più tempo a casa, da brava pensionata, non mi accorgo proprio di nulla, certo conosco quasi tutti e se li incontro ci scambiamo se non i convenevoli di sicuro i saluti, due o tre sono come me padroni di cani e quindi capita di uscire negli stessi orari, ma non ho mai brontolato per i vari lavori di ristrutturazione o restauro, nè se qualcuno per qualche giorno ha intasato il cortile con manufatti, nè per il vociare allegro o la musica alta se qualcunaltro da una festa, d'altra parte avendo dei figli che non sono mai stati "tranquilli" e che invitavano a casa e invitano sempre una marea di amici, qui di tranquillità ce ne è stata sempre poca, per fortuna sotto di me non abita nessuno che si possa lamentare se ancora giocano a calcio dentro casa! Io poi ho sviluppato questa passione/ossessione per il karaoke e almeno una volta al mese organizzo un "canta che ti passa", tant'è che ormai persino la coppia del piano di sopra quando ci sente cantare, scende e si unisce al coro!

e voi? come vivete la vostra vita condominiale, vi ignorate o vi frequentate?

lunedì, maggio 12, 2014

mercatini






fra le innumerevoli cose che faccio da quando sono in pensione ci sono i mercatini domenicali , non sono poi così assidua, ma almeno una volta al mese partecipo, ahimè non ho molta fortuna, se piove sicuramente ho il banchetto all'aperto, se c'è il sole avevo optato per un mercato al chiuso, se partecipo al car boot market è sicuramente in una domenica a piedi, inoltre non sempre l'impresa vale la spesa, però potrei pubblicare uno studio sociologico sugli improbabili acquirenti e anche sugli altri venditori, che poi in massima parte sono artigiani. Per prima cosa ho notato che raramente viene apprezzato il lavoro manuale e di inventiva che c'è dietro a certi oggetti, oppure viene apprezzato ma il prezzo richiesto viene percepito esoso anche se gli stai chiedendo non più di 5 euro che sono veramente ridicoli, un pacchetto di sigarette costa così, e dire che questi mercatini si svolgono generalmente in zone considerate "trendy", frequentate non certo da chi deve svoltare la giornata, tanto per fare un esempio chi va a fare la spesa o a mangiare da Eataly non credo abbia il problema di arrivare a fine mese, perchè di certo non è poi così conveniente comprare cibo e quant'altro lì, ci puoi andare una volta per sfizio o per curiosità, ma non per la spesa di famiglia. Poi ci sono le domande assurde che ti fa la gente


questa è un porta sacchetti della spesa fatto riciclando una manica di una camicia, ora tu cliente come puoi obiettare che è un po' piccola, è ovvio, almeno a me, che è una chicca, uno sfizio, alla terza persona che mi ha detto questo ho sarcasticamente risposto che ahimè non conosco Michael Jordan nè altri giganti, un'altra mi ha chiesto come funzionava, in che senso come funziona? ci metti dentro i sacchetti e l'appendi, ohibò! 




questo è un cuscino-camicia, anche qui le domande idiote su di chi fosse la camicia, ma che ti importa a te? è una vecchia camicia, punto!


vi chiederete perchè ancora mi intestardisco, perchè mi piace il lavoro manuale, perchè poi qualcuno che apprezza lo trovi, certo con i "mi piace" non ci paghi l'affitto, ma a fine giornata torni sempre a casa con qualche storia da raccontare e poi spesso gli amici ti passano a trovare e ti fai qualche bella chiacchierata.

lunedì, maggio 05, 2014

allontanamento




quando ci allontaniamo da chi abbiamo amato (e amiamo ancora), lasciamo un sacco di tracce in giro per casa. Piccoli messaggi di disattenzione e di insoddisfazione che sistemiamo dappertutto, e lo facciamo anche apposta. Ammucchiamo scortesie, omissioni, sguardi non ricambiati, parole che non dicono più niente. E quando usciamo per strada e ci ritroviamo tra la gente e perdiamo la rassicurazione della persona che solitamente ci è accanto anche se ci sembra di non amarla più come prima, tutta questa lontananza accumulata ci raggiunge fra i rumori e le voci degli altri e diventa pura solitudine.


All'amore io non ho mai chiesto di salvarmi la vita. Mi è bastato che ci fosse quando ne sentivo la mancanza, che non mi abbandonasse. Anche quando era sgangherato e ridicolo, non l'ho mai lasciato andare.


Mia suocera beve - Diego de Silva

mercoledì, aprile 23, 2014

l'inverno del nostro scontento








ora l'inverno del nostro scontento
è reso estate gloriosa da questo sole di york,
e tutte le nuvole che incombevano minacciose
sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo
dell'oceano

(Riccardo III - Shakespeare)


il primo verso è anche il titolo di un bellissimo libro di John Steinbeck che oserei definire ancora attuale

sabato, aprile 05, 2014

Genitori e figli







Il compito dei genitori,dichiarava Freud, é un compito impossibile.

Cosa significa? Significa che il mestiere del genitore non può essere ricalcato su un modello ideale che non esiste. Significa che ciascun genitore é chiamato ad educare i suoi figli a partire dalla propria insufficienza, esponendosi al rischio dell'errore e del fallimento.
Per questa ragione i genitori migliori non sono quelli che si offrono ai loro figli come esemplari, ma quelli consapevoli del carattere impossibile del loro mestiere.

Massimo Recalcati

domenica, marzo 30, 2014

doppia T



due weekend successivi in viaggio su al nord, prima a Torino e poi a Trento due città agli antipodi ma ugualmente dotate di una loro bellezza, Torino mi ha dato una sensazione di ariosità, forse per quelle sue belle grandi piazze e complice anche un tempo splendido che ci ha permesso di passeggiare a lungo sia nelle belle vie centrali che in mezzo al verde del parco del Valentino e di goderci un pranzo buonissimo sulla collina di Superga.
Trento una città più piccola dove l'impronta dei romani è ben visibile con il suo castello del Buonconsiglio e dove si respira comunque un'aria densa di storia.
Due città dove vien voglia di provare a viverci, anche se il mio amore resta questa mia città così caotica e bistrattata






mercoledì, marzo 12, 2014

anticipi



 anticipi di regali per il compleanno, domani sarò tra il pubblico al ruggito del coniglio 
e a fine maggio andrò al concerto del Liga, siamo pure nati lo stesso giorno!




venerdì, febbraio 28, 2014

la gru






La gru
Con una gamba nell’acqua
Come sta dritta!
Ma, tra le onde
La sua immagine oscilla.


Kawada Jun

lunedì, febbraio 24, 2014

il problema delle password

vi siete mai chiesti che fine faranno i vostri account sui vari socialnetwork o mail una volta che non ci sarete più? o meglio se nessuno conosce le vostre password come faranno eventuali eredi a recuperare informazioni sensibili, o a cancellare eventuali account che sarebbe bizzarro mantenere in vita? Lo so è un argomento al limite del macabro e qualcuno starà anche facendo gli scongiuri, ma la domanda mi è venuta in  mente dopo aver visto sulla bacheca di un mio vecchio professore che so per certo che nel frattempo è deceduto, gli auguri di buon compleanno di alcuni compagni a cui non era arrivata la notizia, imbarazzante a dir poco. Avevo letto che  non è facile ottenere da certi siti l'accesso alle mail, per esempio, la riservatezza, in teoria, prima di tutto, ma metti caso che l'email è aziendale e tu hai proprio bisogno di accedervi? Chi eredita le password dei defunti, in america in qualche stato  già dal 2013 è entrata in vigore una legge che prevede che gli account dei social network verrano ereditati dai successori del defunto,  venendo quindi considerati a tutti gli effetti come beni personali,  certo alcuni vorrebbero lasciare una traccia di sè e che i loro account continuino a vivere anche dopo la loro morte, altri invece lo trovano inquietante e quindi vorrebbero la cancellazione. Girovagando in rete ho letto che sono nati siti appositi dove lasciare una sorta di testamento digitale che permetterebbe a persone designate di gestire la propria identità digitale post mortem,  tipo legaly locker che  in caso di decesso si occuperà di inviare password, account e files a persone di fiducia selezionate in precedenza. Il sito Enrustet consente di selezionare i contenuti digitali presenti in rete, quali inviare ai cari e quali cancellare; invece il Deathswitch  in caso di
 decesso, invia ai parenti e ai colleghi un elenco dettagliato dei siti, dei social media e delle password. Deatswitch verifica regolarmente l'esistenza in vita dei suoi utenti con l'invio di email.
Anche google pensa alla tua vita digitale come spiega bene Luca Conti qui  sul sito Pandemia . Oppure potreste cimentarvi nella lettura di un libro, "Your Digital Afterlife",  che spiega come affrontare nei singoli dettagli l'ultimo passo nel cyberspazio.

giovedì, febbraio 13, 2014

libri


ho letto prima il centenario e poi l'analfabeta, sono veramente esilaranti e divertenti, ambientati in giro per il mondo dove i due personaggi principali fanno degli incontri veramente straordinari, mi sono piaciuti, i personaggi, perchè non hanno grandi pretese e sembrano attraversare la vita con una leggerezza al limite dell'idiozia, o ingenuità che dir si voglia, ma in ogni situazione non si perdono d'animo  e trovano una ragione per andare avanti, e poi la loro simpatia è immensa, tant'è che riescono sempre a farsi una bella cerchia di amici.

Questo il riassunto del centenario:
Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare l'evento: Allan, però, è di un'altra idea e decide di punto in bianco di scappare. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige alla stazione degli autobus. Lì ruba la valigia a un giovane biondo dall'aria feroce, sale sul primo autobus che gli capita e inizia così, sbarcando in uno sperduto villaggio svedese sconosciuto, una serie esilarante di equivoci e di incontri, anzitutto con Julius Jonsson - un settantenne ladro e truffatore. I due dovranno sfuggire al biondo che li insegue, e finiranno col farlo fuori dandogli una botta in testa con un asse. Poi, aprendo la valigia rubata, scopriranno che è piena di 52 milioni di corone svedesi, e inizieranno quindi la loro fuga dalla polizia e da una gang criminale che vuole recuperare il denaro, in un viaggio rocambolesco tra Mercedes, camion e donne fatali. Finiranno nell'esotica Bali, dove Allan troverà l'amore: l'ottantenne Amanda.

e questo dell'analfabeta:
Il 14 giugno 2007, il re e il primo ministro della Svezia scompaiono durante un ricevimento ufficiale al Castello Reale. Si diffonde la voce che entrambi non si sentissero bene, ma la verità è diversa. La vera storia è molto più complicata e molto più inaspettata. Tutto è iniziato un giorno nel 1961 con la nascita di una ragazza di nome Nombeko in una baracca a Soweto. Tutto lasciava immaginare che avrebbe vissuto nel ghetto per un po' e poi sarebbe morta di droga, alcool o semplicemente disperazione. Se non fosse stata la persona che era. Una persona capace di lasciare il ghetto, lavorare come donna delle pulizie e, imprevedibilmente, diventare il consigliere n. 1 del capo di uno dei progetti più segreti del mondo, legato agli armamenti nucleari. A causa di alcuni missili sudafricani, Nombeko finisce per emigrare dall'altra parte del mondo, il più a nord possibile, ed è così che l'equilibrata, neutrale, anti-nucleare Svezia si trasforma in una vera e propria centrale nucleare. Che influenzerà il futuro del mondo. Il tutto grazie a Nombeko - l'analfabeta che sapeva contare - e ad altri eccentrici personaggi: un Americano disertore in Vietnam leggermente "toccato", due fratelli gemelli che sono ufficialmente una sola persona, tre cinesi negligenti, una donna arrabbiata, una baronessa coltivatrice di patate e, come detto all'inizio, il Re svedese e il Primo Ministro.