Visualizzazione post con etichetta peace e love. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta peace e love. Mostra tutti i post

venerdì, dicembre 18, 2009

dedicato a tutti quelli che

dedicato a tutti quelli che
sono allo sbando
dedicato a tutti quelli che
non hanno avuto ancora niente
e sono ai margini da sempre
dedicato a tutti quelli che
stanno aspettando
dedicato a tutti quelli che
rimangono dei sognatori
per questo sempre più da soli


se bastasse una canzone di Eros Ramazzotti

(così la mia amica Laura non mi sgrida che i non vedenti non possono che video ho postato)

vi ho messo il video con pavarotti perchè il video ufficiale ha l'incorporamento disattivato

lunedì, gennaio 19, 2009

la pace non va più di moda


la mia bandiera della pace si è rovinata a forza di lavarla e il vento ha fatto il resto, per cui non l'ho più esposta, ne ho cercata un'altra nei negozietti intorno a casa e in uno di questi mi sono sentita dire: "non ne abbiamo più, sa non vanno più di moda!"
Anche voi avete avuto questa impressione??? che la pace non vada più di moda!

mercoledì, novembre 05, 2008

venerdì, marzo 21, 2008

pace in terra



questo simbolo oggi compie 50 anni, la sua storia qui, venne usato la prima volta a Londra contro la costruzione di una centrale nucleare, e ancora oggi lo troviamo insieme alla bandiera della pace con i colori dell'arcobaleno, disegnata da Aldo Capitini in occasione della marcia della pace di Assisi nel 1961, nelle manifestazioni contro la guerra.


Come racconta in un articolo Vittorio Zucconi anche allora,50 anni fa, era un venerdì santo, giorno che ricorda un altro sacrificio, per chi ci crede, di un predicatore di pace rimasto inascoltato anch'egli e ucciso come molti altri.

Viene da pensare che la frase : non c'è pace fra gli ulivi, è purtroppo ancora attuale, io nel mio piccolo espongo ancora la bandiera della pace, una delle poche rimaste nella mia strada, e come già detto non la toglierò finchè ci sarà anche una piccola guerra in uno sperduto paese del mondo.

domenica, giugno 17, 2007

io c'ero

io c'ero sabato al corteo che è stato travolgente, coloratissimo e molto molto festoso, un corteo di migliaia di persone che celebravano l'orgoglio di essere diversi, ma diversi non solo per le rispettive e sacrosante inclinazioni sessuali, infatti vicino a omosessuali, lesbiche, trans hanno sfilato anche eterosessuali, diversi perchè pronti a sfidare pregiudizi e discriminazioni, tutti insieme gaiamente a rivendicare la propria libertà, i propri diritti .
Una festa al grido di parità, dignità, laicità, slogan ufficiale della manifestazione.
(ho provato a postare le mie indegne foto nell'album di picasa)

lunedì, giugno 11, 2007

t-shirt

letta su una t-shirt di un manifestante sabato



per fare la guera

ce vole er fisico

e io nun

ce l'h0

giovedì, giugno 07, 2007

non c'è due senza tre




noi romani speriamo che ce la caviamo, io comunque non ho mai tolto dal mio balcone la bandiera della pace
sul corriere dicono così

bush II


ieri non ero riuscita a ritrovarlo, mi ci sono messa di impegno e questo è un suggerimento che nasce spontaneo dal più profondo del nostro cuore

giovedì, aprile 19, 2007

pace interiore

LA PACE INTERIORE

Seguendo il semplice consiglio di un famoso maestro Zen, ho finalmente trovato la pace interiore.
Il maestro diceva: "Il modo per raggiungere la pace interiore consiste nel portare a termine tutte le cose che abbiamo iniziato".
Così mi sono guardata intorno a casa, per vedere tutte le cose che avevo iniziato e lasciato a metà e prima di venire al lavoro, questa mattina,
ho finito:
una bottiglia di Morellino di Scansano,
il Pampero,
una boccia di Grappa e la Vodka,
il Prozac,
quattro grammi di pakistano,
una striscia di coca,
ed una confezione di mozzarelline di bufala.
Non avete idea di come mi sento bene adesso...
Passate questo messaggio a tutti coloro che hanno bisogno della Pace Interiore

domenica, gennaio 07, 2007

Estremo Nord


I ghiacci si sciolgono, la caccia è proibita: il piccolo popolo del Grande Nord si sta estinguendo in un'epidemia di suicidi, oggi su Repubblica c'è unarticolo agghicciante sugli Inuit: il popolo più felice del mondo ha deciso di morire. Il dieci per cento dei figli della Groenlandia varca ormai volontariamente la soglia del mare eterno prima dei diciotto anni. Fino a qindici suicidi di adolescenti, ogni primavera, in villaggi di cento persone. Una taciuta, inarrestabile strage. Gli stessi Inuit nascondono la propria autocondanna all'estinzione. Le notizie dei suicidi, per fame o per onore, sono rimaste a lungo imprigionate tra gli iceberg.
L'autore dell'articolo, Giampaolo Visetti, imputa tutto questo anche al fatto che non sia più permesso loro cacciare, cacciare foche e il piccolo popolo è costretto a sopravvivere con il sussidio del governo danese che serve loro per dimenticare (piccola battuta serve per dimenticare sia al governo danese che a quei poveretti), pare che a trent'anni siano già avvelenati dall'alcool e che smarriscano quel sesto senso che li ha sempre salvati dalla banchisa e riportati a casa. Le statistiche invece imputano la depressione sociale alla mancanza di luce invernale, ma uno di loro dice che non è questo ma : "Foche" e "televisione", per quanto riguarda la caccia il presidente del capitolo groenlandese afferma che loro in così pochi non potrebbero distruggere l'ecosistema uccidendo le foche che servono loro per vivere, dice voi europei allevate gli animali per poi mangiarli, noi viviamo con loro, li rispettiamo, per poi fare la stessa cosa, ma al Wwf o a Greenpeace piace descriverci come crudeli. Non esiste alcuno motivo scientifico per chiederci di smettere di mangiare le foche o usare la loro pelle.
Nell'Artico un maschio che non caccia è inutile, perde la sua autorità sul clan, la fiducia in se stesso, si vergogna. Un cacciatore poteva guadagnare mille euro al mese per sfamare la famiglia, un disoccupato riceve 300 euro dal governo danese. La televisione invece ha portato loro la voglia di vivere in un altro modo, li ha intontiti con telenovelas e vecchie epopee, troppo per loro.
L'umanità vittoriosa ha stabilito che questa minoranza non conta nulla, non riesce a tutelarla, non la capisce, chiacchiera sul clima, ignora la povertà che non fa notizia, la fame che uccide anche nel nord del pianeta. Ora si accorge della propria sconfitta, non ha protetto gli eredi estremi di migrazioni millenarie. Una perdita irreparabile e incalcolabile.
Gli Inuit piuttosto che lamentarsi, preferiscono crepare. "Sono un popolo romantico. Vivono di sogni, fieri e indifesi come i bambini. Nel 1980 mi hanno chiesto di restare qui e ho scelto di essere uno di loro e di non abbondonarli più" dice Robert Peroni, figura straordinaria di un uomo che ha scelto di vivere con loro che per lui vorrebbero addirittura il premio Nobel per la pace.
Terribile non trovate, mi è venuto da piangere a leggere questo articolo, troppe volte ci dimentichiamo degli "altri poveri", di chi è così lontano da noi, dal nostro modo di vivere, eppure ci sentiamo così buoni!