lunedì, aprile 13, 2020

Fanno delle cose, le donne, alle volte






Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanere secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.

Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso,e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbero non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso,ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello.



(Alessandro Baricco - Oceano mare)

domenica, aprile 12, 2020

piccoli crimini coniugali









...Mi sa che preferisci le storie che si riescono a gestire: forse non sopporti l'abbandono.

...che le cose ti sfuggano di mano. Che le situazioni siano troppo forti. Che i sentimenti siano troppo grandi per te. Se si vuole essere sicuri di tutto, bisogna accontentarsi di storie corte. Di legami delimitati chiaramente, riconoscibili, con un inizio, un mezzo, una fine e un percorso segnato da tappe ben precise: il primo sorriso, il primo scoppio di risa, la prima notte, il primo litigio, la prima riconciliazione, la prima seccatura, il primo malinteso, le prime vacanze andate male, la prima separazione, la seconda, la terza e poi la separazione vera. Dopo si ricomincia. Uguale, ma con qualcun altro. Viene definita una vita piena di avventure, ma in realtà più che avventurosa è una vita in serie. Non è sensato amare sempre, amare a lungo, è follia pura. La cosa più ragionevole è amare finchè è gradevole. Si chiama razionalizmo amoroso: amarsi finchè durano le nostre illusioni; appena crollano, lasciarsi. E appena abbiamo a che fare con persone reali, non più con immagini della fantasia, separarsi.
...
Per fare in modo che duri bisogna accettare l'incertezza, bisogna avanzare in acque pericolose, avventurarsi là dove si procede solo con la fiducia, riposarsi galleggiando su onde contraddittorie, certe volte di dubbio, certe volte di fatica, certe volte di serenità, ma mantenendo sempre la rotta.

da Piccoli crimini coniugali, Eric-Emmanuel Schmitt

mercoledì, gennaio 01, 2020

filastrocca di capodanno










Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l'anno:
voglio un gennaio col sole d'aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente

giovedì, maggio 19, 2016

era una ragazza semplice






Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo.
Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte.
Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.


(Alessandro Baricco)

martedì, settembre 15, 2015

senza fare sul serio

Tu non lo sai come vorrei
ridurre tutto ad un giorno di sole
tu non lo sai come vorrei
saper guardare indietro
senza fare sul serio
senza fare sul serio
come vorrei distrarmi e ridere

mi è entrata in testa questa canzone, forse perchè rispecchia questo tempo, momento, memento, chissà






mercoledì, agosto 19, 2015

quando sarò vecchia





 

Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.
Potrò indossare assurde camicie e ingrassare
E mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
O solo pane e sottaceti per una settimana,
E accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.
Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
E pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
E dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.
Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola".

giovedì, maggio 14, 2015

deontologia del cellulare


una volta avevo letto un libro che trattava di questo argomento, mi è tornato in mente oggi dopo aver trovato innumerevoli chiamate senza risposta fatte dalla stessa persona e mi è venuta voglia di sfogarmi:

tu che continui a chiamarmi pur non ricevendo alcuna risposta, non ti è venuto in mente che se non ti ho risposto è perchè non potevo risponderti, magari ero in altre faccende affaccendata, non puoi sapere se piacevoli o meno, ma sta di fatto che non ti ho risposto!
tu che continui a chiamarmi, non ti è venuto in mente di mandarmi un sms se quello che volevi comunicarmi era veramente così urgente, e se tale non era non potevi aspettare che ti richiamassi io?
tu che continui a chiamare senza avere risposta, non potevi leggere l'sms che ti ho mandato, e non ero obbligata a farlo, spiegandoti perchè non potevo risponderti.

Forse è meglio che io renda noto alcune mie idiosincrasie rispetto al cellullare:
non mi piace rispondere ad una chiamata se mi trovo con altre persone in una qualsiasi sala d'aspetto, non mi piace rispondere se sono su un mezzo di trasporto, nemmeno se sono nella mia macchina, detesto usare gli auricolari e quindi incorrerei in qualche multa. Quando sono al telefono mi piace godermi la telefonata, magari spaparanzata su una poltrona o se sono in giro su una panchina, a dirla proprio tutta se sono a casa preferisco la chiamata sul telefono fisso a meno che l'altra persona non sia in giro, mi piace stare al telefono non lo nego, ma penso che le telefonate via cellullare siano destinate a conversazioni brevi e concise, diciamo per situazioni estemporanee, telegrafiche o di sos, ecco puoi tempestarmi di telefonate se hai avuto un incidente o stai per morire, e comunque tanto per essere cinica puoi sempre lasciarmi un messaggio vocale.

giovedì, marzo 26, 2015

leggere




concordo con la frase di Virginia Woolf, divento irrequieta quando non ho nulla da leggere, ormai ho imparato a scaricarmi i libri anche sull'ipad così se sono in giro e mi sono dimenticata di portarmene uno appresso, posso sempre leggerlo anche sull'iphone, dato che quello che scarico su uno lo trovo sull'altro, (anche se alle volte questa cosa è deleteria,ehm), diciamo però che ultimamente non mi attira nessun titolo e allora mi sono messa a rileggere qualche libro che mi era piaciuto molto.
Prima mi sono riletta questo:



Mi costringo a sentire il Malessere di un Lungo Pensare.
Quest'ultima frase che dà anche il titolo all'ultima parte del romanzo è già significativa e rende il senso di questa romanzo dove si intrecciano varie vite e vari personaggi, tutti con storie dolorose alle spalle e alle prese con una vita non semplice in un paese selvaggio e ostile.
Si legge tutto di un fiato seguendo il viaggio di Mrs Ross alla ricerca di suo figlio e alla scoperta di un'altra sè.


Peccato che non abbia scritto più niente o meglio ne ha scritto un altro mai tradotto in italiano.

e ora mi sto rileggendo questo:

curioso come il rileggerlo da grandi fa tutto un altro effetto, per niente deludente anzi ti trovi a pensare come sia possibile scrivere così bene ed essere ancora attuale perchè intrighi, giochi di potere e relazioni amorose non sono poi così cambiate molto.

domenica, febbraio 08, 2015

Senza alcuna spiegazione








Ho taciuto
per molto tempo


Non le mie parole
né la mia penna
hanno tracciato il segno alla giornata
Questi son tempi in cui dire non serve
ed anche scrivere
sai, non cambia nulla
Intorno han costruito la gabbia
ed il ruggire ora
serve solamente a divertirli
Hanno per ogni nostro verbo
la giusta confezione
Per ogni male
inventano un vaccino
Per ogni favola
comprano un lieto fine
che non racconti la rabbia
le solitudini, il sangue
che ci nasconda il vero
perché ci insegni
a pensare come loro
ed a parlare
ed a scrivere
le loro parole
ad esser docili
Anche l’amico di ieri
con cui sognasti
il tuo sogno
oggi è cambiato
Si nutre al loro desco
veste gli stessi vestiti
Cambiare tutto…
per non cambiare niente
Perché le parole
che servono per noi
son sempre quelle
se abbiamo smesso di inventare domande
a cosa mai potrà servire aver risposte? 

Giandiego Marigo

venerdì, gennaio 30, 2015

senso di appartenenza





se prima guardavo con una certa sufficienza tutti questi attestati di orgoglio che amano tanti gli americani, riflettendoci ho capito che forse non e' un atteggiamento del tutto negativo, se non sfora nel fanatismo, a tutti piace sentirsi parte di un qualcosa, partecipare, appartenere, sia una scuola, un partito, una religione, una squadra, etc.etc. se gestito bene sicuramente porta un valore positivo nella vita comunitaria, perche' poi non e' che viviamo in un'isola deserta e con gli altri tocca confrontarsi spesso. Ecco allora che forse far parte di un gruppo aiuta nelle insicurezze, crea una specie di bolla protetta, magari solo apparentemente, ma che comunque ti fa sentire meglio, non ti fa sentire solo, fa comunanza per cosi' dire.