madri di adolescenti
essere genitori di un adolescente è dura, essere madre di maschi adolescenti è ancora più dura, essere madre di adolescenti maschi orfani di padre è una fatica di Sisifo, è un'impresa ardua, è una montagna da scalare senza appigli nè protezioni, questo è un post "intimistico", uno sfogo, una pubblica confessione, chiamatela come volete, la lettura di quest post è consigliata ad un pubblico adulto, i cuori teneri sono dispensati e avvertiti, sappiamo tutti che l'adolescenza è un periodo caratterizzato da grandi mutamenti e da grandi conflitti e che gli adolescenti per rendersi autonomi e crescere devono "separarsi" dai genitori, anzi per dirla più brutalmente una volta uno psicologo mi disse che i ragazzi per crescere devono passare sopra i cadaveri dei propri genitori, detto questo vi comunico ufficialmente che allora io sono una zombie, mi ero illusa di scamparla avendo passato "quasi" indenne l'adolescenza della mia figliuola adorata, e pur sapendo che ogni figlio è diverso non avesso messo conto che è ancora più diverso avere a che fare con adolescenti maschi, ora sto combattendo (è un termine forte ma rende l'idea) su due fronti e da sola (autocommiserazione) e vi assicuro che è pesante. Provate un po' voi a far finta di niente di fronte a minacce di fughe varie o addirittura di suicidio, mio figlio maggiore ha questa vena melodrammatica, si merita l'oscar ma purtroppo per lui gli è toccata in sorte una madre fin troppo dotata del senso dell'ironia, e quindi le risposte a sms di questo genere (eh sì ormai anche i suicidi si comunicano per sms) sono del tipo : basta che non sporchi che poi mi tocca pure di pulire, oppure se vai via di casa comunicacelo in tempo così ci affittiamo la tua camera....
Però il cuore ogni tanto mi trema perchè si sa che gli adolescenti qualche volta fanno seguire a parole melodrammatiche gesti altrettanto drammatici e poi contenere le loro esplosioni di rabbia e mantenere un aplomb degno di un inglese non è sempre facile. Alle esplosioni di rabbia, alle dichiarazioni di guerra e anche a quelle di intenti seguono sempre delle crisi di pianto e a te non resta altro che aprire le braccia e coccolare una persona che non riesci quasi più a riconoscere, tu ti ricordi un bambino paffutello e sempre sorridente e ti ritrovi ad abbracciare un bambino più alto di te, grande e grosso come un uomo e credetemi fa impressione.
Il piccolo, si fa per dire, è indeciso se seguire le orme del fratello o meno, le sue esplosioni per ora sono più verbali ma vi assicuro che con la lingua tagliente che si ritrova, la fatica è grande anche con lui e le sue dichiarazioni di autonomia si risolvono in piccole bugie che però sgamo sempre, perchè io sono una strega (chiedetelo alla sposina), ho scoperto le loro marachelle grandi o piccine che fossero.
che fatica però!!!!
hai voluto la bicicletta e mo' pedala!!!!
p.s. si consiglia la lettura di un genitore quasi perfetto di Bruno Bettelheim
e le madri non sbagliano mai di Giovanni Bollea



