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mercoledì, ottobre 28, 2009

so


34 Hill Street, Londra W 1 ottobre 1918

So, come so che domani sorgerà il sole, che ti amo come ti ho sempre amato. So che questo amore sopravviverà a qualsiasi simpatia passeggera io possa mai provare per qualcun altro. (Comunque! Non temere. Non voglio bene a nessun altro!) Ora, dopo cinque anni, so qual'é la differenza tra un sentimento che ha radici grosse, profonde, robuste, nodose, hai presente Rackham ?, e un amore dovuto solo a un capriccio dell’immaginazione, in cui la persona che si crede di amare potrebbe facilmente essere un’altra.
Vedi, non penso che capiti spesso un amore come il nostro. Può capitare di provare passione, abitudine, ma davvero non credo che accada spesso di sentirsi legati, saldati, uniti da una mescolanza di passione e abitudine e tenerezza e amicizia e contingenza e ricordi soprattutto, di quel sentimento che si chiama amore, che è essenzialmente un senso di appartenenza, di scelta, di sentire che "lui è MIO".


Vita Sackville-West a Harold Nicolson

venerdì, aprile 18, 2008

lettere immaginate


Una donna inizia a scrivere all’uomo che ama e da cui si è appena separata per un viaggio che la terrà lontana. È una lettera lunga, un monologo fitto che si riempie di ricordi e di figure struggenti in cui si mescolano altre storie – di donne che soffrono e che trovano la serenità in legami dolcissimi e uomini capaci di amare con dedizione giocandosi ogni cosa e perdendo tutto. E ciascuna storia lascia nel lettore un segno profondo.
(L'amore necessario di Nadia Fusini)
Leggendo una recensione di Concita De Gregorio sul libro di Nadia Fusini che sta uscendo in questi giorni mi sono venute in mente tutte le volte che ho scritto mentalmente delle lettere, qualcuna poi magari non con le stesse parole l' ho poi inviata al destinario, altre sono rimaste solo parole pensate nella mia testa in quel momento che ti passano per la testa e ti folgorano e non hai sottomano niente su cui scriverle o nessuno che le possa ascoltare, come dice la De Greogorio: "è nelle pause del tempo e dello spazio che sgorgano le parole dell'anima quasi sempre senza preavviso, si chiarisce all'improvviso un rovello, sei parole bastano per dire che giorni e notti di pensieri non hanno saputo ordinare: è così che trovano un posto le persone e le cose che sempre ci accompagnano in assenza, ciascuna al suo posto."
Nadia Fusini aggiunge: parlare d'amore è necessario, la relazione d'amore ti mette in contatto con te stesso o con l'altro, la lettera ha un mittente e un destinatario: la presenza, la distanza, l'assenza tutto viene riempito con la forza delle parole. I legami oggi sono spesso scelte che si rinnovano di giorno in giorno, la distanza fisica degli amanti è diventata quasi una consuetudine ma pur sempre un grande tormento.
Ho sempre molto amato scrivere lettere alle persone lontane a cui volevo bene, agli amori, agli amici, ai figli, qualche volta quando non riuscivo a trovare le parole a voce, ho messo su carta quello che sentivo anche per chi lontano non era. Ora con le mail posso sfogare questa mia mania, mi piace quando apro le caselle di posta (eh sì ne ho più di una) e trovo una lettera, lo so che non è da tutti ci vuole tempo, passione e pazienza e spesso è proprio il tempo a mancare, ma secondo me scrivere una lettera a qualcuno è ricavarsi uno spazio, una pausa per noi stessi ed è regalare questo nostro tempo a qualcuno che amiamo, e per chi la leggerà e forse ci risponderà è ricambiare il dono che gli è stato fatto.

mercoledì, dicembre 05, 2007

per lettera


Cara bambina, non devi aspettarti una lettera da me appena me ne hai spedita una. Non aspettarti che io scriva con la stessa frequenza. L'aspettativa uccide tutto. Dare qualcosa per scontato è il vero pericolo, e bisogna che impari a non aspettarti niente, ma solo ad aspettare.
Conosco il desiderio.
Mi ha accompagnato per tutta la vita, a volte in modo così violento da far male.
In qualche caso mi ha fatto arrivare vicinissimo a ciò che desideravo, tanto da farmi sperare che un giorno sarei riuscito ad arrivare in fondo.
Non è andata così, ma è ancora il desiderio a spingermi più vicino al centro della vita, della tempesta,di me stesso.....
Non ti aspettare, Delphine, che il desiderio si esaurisca perchè ricevi una lettera da me. La leggi avidamente, come io leggo le tue, ma appena arrivi alla fine l'inquietudine riappare, in un circolo senza fine.
La condizione più bella e vitale è fatta di serenità e desiderio."

Iselin C. Hermann (da "Per lettera")

mercoledì, giugno 20, 2007

lettere


Ti scriverò lettere
in cui non ci sarà una parola
di scherzo
civetteria
lusinga
falsità
pianto
rancore
disprezzo
offesa
elucubrazione
follia
ti scriverò una lettera in cui
non ci sarà una parola
Pavlova

martedì, aprile 17, 2007

lettera di adelina

So di non comportarmi bene dicendoti per lettera quanto sto per dirti. Pensavo di parlarti prima di venire qui, ma non ne ho avuto il coraggio. E sono otto giorni che mi ripeto che ti parlerò rientrando a Lisbona, ma anche allora non ne avrò il coraggio. Non che io pensi che te ne dispiacerai. Non che io senta che mi peserebbe più di quanto pesano queste cose. Entrambi abbiamo già vissuto molto, o perlomeno quanto basta perchè non vi siano grandi novità, ma la verità è che è difficile guardare una persona che abbiamo desiderato, non importa per quali ragioni, e dire: "Adesso non ti desidero più". Potrei limitarmi a queste parole. Sono scritte lì, e io mi sento sollevata. Non ho ancora imbucato la lettera, ma è come se tu l'avessi già ricevuta. Non tornerò indietro ed è per questo, forse, che ho deciso di risolvere questa faccenda per iscritto, per lettera, da lontano. Se fossi lì, accanto a te, forse mi sentirei vigliacca. Così, tu non lo sai ancora, ma io sì: la nostra relazione è finita. Ti sorprende questa decisione? Non credo. Da qualche tempo, o forse da sempre, ti vedo sfuggente, riservato, chiuso in te stesso, come se ti trovassi in mezzo ad un deserto e volessi restare in quel deserto. Non mi lamento. Non mi hai mai spinto fuori dalla tua vita, ma, benchè io non si molto intelligente, le donne intuiscono e indovinano. Stringerti fra le braccia e sentire che tu non sei lì, l'ho sopportato fino ad un certo punto. Non ce la faccio a sopportarlo oltre. Ti chiedo di non diventare nemici. Non c'è bisogno che rimaniamo amici . Forse mi piaci ancora, ma non ne vale la pena. Che non ne valga la pena, credo, è la cosa peggiore di tutte. Ci si può amare e soffrire molto per questo, ma che almeno ne valga la pena. Continua a esserci l'amore che si prova, pur dovendo continuare a soffrire di più. Il nostro caso è diverso. La nostra relazione è stata una come tante, e finisce come si merita. Sono io che lo decido, ma so che anche tu decideresti di farla finita. Nonostante tutto, mi dispiace. Tutte le cose sarebbero potuto essere diverse da come sono se non mancasse loro la differenza, quella differenza tra le cose, quello che le distingue tanto. Mi accorgo che sto scrivendo troppo. Addio. Adelina
P.s. Credo tu debba continuare a scrivere. Scusa. Non ho il diritto di dirtelo, visto che la tua vita non mi riguarda più. Ma la tua vita, mi ha mai riguardato?
(Manuale di pittura e calligrafia di Josè Saramago)

venerdì, febbraio 09, 2007

il postino suona sempre due volte





l'altro giorno al rientro a casa stavo controllando la buca delle lettere e lo stava facendo anche uno dei miei vicini, un distinto signore dall'aria e dal cognome nordeuropeo, io ho tirato fuori un paio di lettere, la solita corrispondenza che comprende bollette e lettere di banche (le banche scrivono lettere a profusione nonostante io abbia attivato l'home banking), poi ho salutato educamente il tipo in questione andando verso le scale e lui mi ha detto: non ricevo mai una lettera interessante, solo questo tipo di posta riferendosi per l'appunto a bollette, etc. etc.
bè non ci crederete lì per lì mi è venuto lo sghiribizzo di scrivergliela io una lettera, sono un asso sulla materia, mi è universalmente riconosciuta una capacità notevole in questo campo, ho scritto anche lettere d'amore per conto d'amiche meno dotate; poveretto ho pensato, poi guardandolo meglio mi sono detta mmmm non è niente male, e dato che fra un po' è san valentino magari potrei mandargli per l'appunto una valentina (non mia figlia ovviamente, ma uno di quei bigliettini colorati che si usano in questi casi), ma poi mi sono ricordata di Betsabea e del caos che combina mandando al ricco agricoltore Boldwood per l'appunto una valentina e ......machimelofaffà.


p.s. trattasi di Via dalla pazza folla libro di Thomas Hardy da cui è stato tratto un film di John Schlesinger