martedì, gennaio 22, 2013

in fredde stanze senza senso


 (fabio calvetti)


In fredde stanze senza senso
marciscono arredi, con mani ossute
tasta nel blu cercando fiabe
un'infanzia dannata,
un grosso topo rosica porta e forziere,
un cuore
raggela in nevoso silenzio.
Echeggiano le bestemmie purpuree
della fame nel putrido buio, 
le nere spade della menzogna,
quasi sbattese una porta di bronzo

tratto da Vorholle di George Trakl

8 commenti:

Alberto ha detto...

Ma verrà primavera, riverrà.

zefirina ha detto...

alberto questo tempo mi sta distruggendo l'umore, il tempo unito a qualche "accadimento" poco piacevole da luogo ad un binomio micidiale

il monticiano ha detto...

Col tempo che auguro breve tutte le amare sensazioni spariranno e verranno dimenticate.

Patalice ha detto...

...no dai...
io adoro questo clima...

Ambra ha detto...

Parole e immagine fantastiche. La foto rispecchia l'oscuro sentimento del testo raggelante, ma bellissimo.

Adriano Maini ha detto...

Spero tanto tu abbia esagerato nell'accostare ad un tuo momento i versi plasticamente cupi di questa poesia.

Michele Scaperrotta ha detto...

fantastica!
ciao

zefirina ha detto...

adriano sarà l'influenza??? sarà il tempo???
passerà