sepoffà
In una parola non gli andava giù quel "si può fare" che il Walter aveva inventato per lanciare la rincorsa al Cavaliere. Impressione in realtà distorta della romanizzazione dello slogan. In effetti a Roma , quandi dici sepoffà, puoi dire molte cose: tutto dipende da come intoni l'espressione. Può essere squillante, decisa, accompagnata da una stretta di mano e l'accordo è fatto, ma è una versione inusuale e piuttosto rara. Può essere meditabonda , distaccata e liberatoria, come a dire che in fondo non si ha nulla in contrario e non c'è niente da perdere: tanto vale provare, se poi va male facciamo finta di aver scherzato. Può essere infine una maniera spiccia e distratta per liquidare qualcuno: dici sepoffà, pensi "tanto nun se fà" e te ne vai contento di non aver detto in faccia un no ad un amico.
(da Ci saranno altre voci di Giovanni Ricciardi)
(da Ci saranno altre voci di Giovanni Ricciardi)

