fiori delicati
lunedì ho letto questo trafiletto, ci ho rimunginato rimuginato, all'epoca la notizia mi colpì talmente tanto che partecipai anche ad un seminario all'università di Chieti tenuto da Nicola Lalli e Massimo Fagioli, un altro rescoconto dell'incontro qui, e mi spiace non riesco proprio a provare pena e compassione per i due ragazzi, quando ho letto che uno è uscito dal carcere e l'altra lo seguirà presto ho sentito un moto di ribellione e il mio pensiero è andato a quel fratellino e alla mamma colpiti con tanta ferocia, 120 coltellate non sono il frutto di un presunto disagio giovanile generalizzato ma il sintomo di una vera e propria malattia mentale, questo è anche il parere concorde di molti pschiatri che hanno seguito il caso. Ora, come fa notare Pirani nell'articolo, affermare che questi due ragazzi sono fiori delicati sopravvissuti ad uno tsunami, le parole sono di Luigi Cancrini, e parlare di giustizialismo feroce per chi chiede l'ergastolo, mi sembra eccessivo, sono disposta a perdonare ma non così in fretta, posso anche non essere d'accordo con il carcere duro ed eccessivo ma che siano curati in una struttura adeguata senza essere rimessi in libertà mi sembra un atto dovuto alle vittime.


