(nella foto la nuova biblioteca di Alessandria d'Egitto)
Quando ero piccola mio padre raccontava sempre questa sua leggenda metropolitana di quando gli chiedevano dove fosse nato:
- dove sei nato?
- ad Alessandria
- macchè Alessandria, se se ....Alessandria d'Egitto...
- bravo proprio Alessandria d'Egitto,
a noi non so perchè ci faceva sempre ridere, poi un giorno ci portò con tutti i profughi dell'ANPIE, l'associazione di cui lui era presidente (associazione nazionale profughi italiani dell'Egitto), proprio in Egitto, via mare su una nave, ma non una nave da crociera di quelle da signori, una nave che faceva rotta Venezia-Alessandria, e dopo tre giorni di viaggio arrivammo finalmente al porto di Alessandria, avreste dovuto veder come piangevano quegli uomini e quelle donne che dovuti andare via nel '56 e tornavano in quella terra dove molti di loro erano nati o dove erano nati i loro figli, ho visto veramente qualcuno baciare la terra una volta sceso dalla nave.
Noi siamo andati a cercare i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza di mio padre, il vecchio quartiere dove abitava questo suo amico che mi sembra facesse il meccanico, quando ha riconosciuto mio padre non finiva più di abbracciarlo e ci parlava a raffica, convinto che anche noi conoscessimo l'arabo, lui nel frattempo era diventato un membro rispettato dalla comunità perchè era andato alla Mecca, poi mi ricordo il girovagare per la città e infine il baretto con i muri in marmo, come quelli di una volta, dove abbiamo mangiato un dolce disgustosamente dolce. Abbiamo poi dormito in un collegio di salesiani, mica in un grande albergo, collegio dove molti di loro avevano studiato. E poi il viaggio in treno verso il Cairo, prima e Luxor poi, e in ogni posto dove andavamo spuntavano gli adulti si commuovevano, i giovani rimanevano incantati sia dai paesaggi, dai monumenti ma anche dalle storie raccontate da chi ci aveva vissuto. Un viaggio affascinante!
Il ricordo più bello di quel viaggio è aver visto il tempio di Karnak all'alba con il sole che spuntava dietro i templi, in carrozzella io, mio padre e le mie due cugine.
Ci sono tornata tanti anni fa con le amiche, ma sempre con mio padre, è diverso quando viaggi con qualcuno che conosce oltre la lingua anche usi e costumi del paese che visiti, vedi tutto con altri occhi, e poi ci siamo organizzate il viaggio su misura, scegliendo itinerari e modi di viaggiare meno turistici. Ho promesso ad Andrea di portarcelo prima o poi.