martedì, aprile 29, 2008

Eppure il vento soffia ancora....

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli
................
non ci resta che cantare
canzoni ventose
canzoni speranzose

12 commenti:

vinci ha detto...

meglio ripartire da zero

riccardo gavioso ha detto...

il problema è che qui si riparte da meno 10 ;)

Pellescura ha detto...

E' una delle mie canzoni preferite.
Ciao

S.B. ha detto...

Si riparte ! :-)

Gianluca ha detto...

La risposta la sa il vento...
presente!

un bacio

Franca ha detto...

La canzone è bella e poi "non ci resta che cantare" è pur sempre meglio di "non ci resta che piangere"...

vinci ha detto...

Ciao cara...un bacione

giovanna ha detto...

Bertoli: splendido ricordo...
bella la "ventata" di speranza!
ciao zefi,
buon 1° maggio,
...con speranza per tutti i lavoratori, precari, non "sicuri", ecc....

angelo ha detto...

Leggere queste parole mi ha fatto tornare in mente quelle di "Rosso colore", sempre di Bertoli, che avrei voluto copiarti qui perché si adattano quasi interamente a questi nostri tempi bui.

Mi viene da pensare che quello che manca alla sinistra oggi, sia a quella che si autodefinisce alternativa e che ha saputo amarsi tanto da scomparire, sia a quella che è arrivata al punto di vergognarsi di chiamarsi così e ha declinato il suo nome in Partito Democratico e il suo slogan in uno scopiazzatura di quello di un candidato alle presidenziali americane, è proprio quello che Bertoli aveva in misura enorme: il cuore.

Bisognerà ripartire da zero, bisognerà saper individuare i giusti obiettivi, primo tra tutti l'informazione che è necessario diventi libera e democratica, ma senza cuore non si va da nessuna parte.

Gianfranco ha detto...

Conoscevo Angelo.
L'ho visto nascere, artisticamente parlando.
Da quando Caterina Caselli lo lanciò fino alla sua morte.
Per molti anni ha vissuto a pochi metri da casa mia e ancora oggi frequento le sorelle e i nipoti.
Ho cantato le sue canzoni.
Trovo l'abbinamento delle immagini banalmente fazioso, ma la canzone rimane bella.

G.

zefirina ha detto...

angelo lo faccio per te:

Caro amico, la mia lettera ti giunge da lontano,
dal paese dove sono a lavorare,
dove son stato cacciato da un governo spaventoso
che non mi forniva i mezzi per campare;
ho passato la frontiera con un peso in fondo al cuore
e una voglia prepotente di tornare,
di tornare nel paese dove son venuto al mondo,
dove lascio tante cose da cambiare.
E mi son venute in mente le avventure del passato,
tante donne, tanti uomini e bambini,
e le lotte che ho vissuto per il posto di lavoro,
i sorrisi degli amici e dei vicini ;
e mi sono ricordato quando giovani e felici
andavamo lungo il fiume per nuotare,
e Marino il pensionato ci parlava con pazienza,
aiutandoci e insegnandoci a pescare.
Caro amico, ti ricordi quando andavo a lavorare,
e pensavo di potermi già sposare,
e Marisa risparmiava per comprarsi il suo corredo,
e mia madre l'aiutava a preparare;
ed invece di sposarci tra gli amici ed i parenti,
l'ho sposata l'anno dopo per procura,
perché chiusero la fabbrica e ci tolsero il lavoro
e ci resero la vita molto dura.
Noi ci unimmo e poi scendemmo per le strade per lottare,
per respingere l'attacco del padrone;
arrivati da lontano, poliziotti e celerini
caricarono le donne col bastone;
respingemmo i loro attacchi con la forza popolare,
ma, convinti da corrotti delegati,
ci facemmo intrappolare da discorsi vuoti e falsi,
e da quelli che eran stati comperati.

E mi viene da pensare che la lotta col padrone
è una lotta tra l'amore e l'egoismo,
è una lotta con il ricco, che non ama che i suoi soldi,
ed il popolo che vuole l'altruismo;
e non contan le parole che si possono inventare,
se ti guardi intorno scopri il loro giuoco:
con la bocca ti raccontano che vogliono il tuo bene,
con le mani ti regalan ferro e fuoco.
Caro amico, per favore, tu salutami gli amici,
ed il popolo, che è tutta la mia gente;
sono loro il vero cuore, che mi preme ricordare,
che rimpiango e che mi ha amato veramente;
verrà un giorno nel futuro che potremo ritornare,
e staremo finalmente al nostro posto,
finiremo di patire, non dovremo più emigrare
perché un tale ce lo impone ad ogni costo.
E salutami tua madre, dai un abbraccio a tua sorella,
chissà come sarà grande e signorina;
e lo so, sarà bellissima come son le nostre donne,
sanno vivere con forza che trascina;
ma - le hai mai guardate bene? - ti sorridono col cuore,
negli sgardi non nascondono timore,
dove sono però uniche è sul posto di lavoro,
son con gli uomini e si battono con loro.
Ho pensato tante volte che c'è un senso a tutto questo,
quest'amore non ci cade giù dal cielo;
ma parlando della vita, e pensando al mio paese,
mi è sembrato come fosse tolto un velo,
e mi pare di sapere, e finalmente di capire,
nella vita ogni cosa ha un suo colore,
e l'azzurro sta nel cielo, ed il verde sta nei prati,
ed il rosso è il colore dell'amore,
e l'azzurro… (ecc.)

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e