martedì, marzo 04, 2008

le parole per dirlo

con i ragazzi un giorno abbiamo intavolato una discussione nata da una battuta di Jacopo che per definire Alessandro aveva detto che era un diversamente studioso, sull'onda della mitica battuta della mia amica Agi che aveva definito le gentili peripatetiche che lavorano nel nostro quartiere diversamente perbene, la questione era questa: mi chiedevano perchè non si può più definire una persona che non ci vede cieco ma ora si chiama non vedente, una priva dell'udito non è più sordo ma non udente, e un disabile viene definito diversamente abile, abbiamo convenuto che non sono le parole ad avere un significato dispregiativo ma l'uso che se ne fa: cecato, sordo, handicappato vengono comunemente usati come epiteti ma erano semplicemente aggettivi che specificavano una mancanza: cieco=privo della vista, sordo=privo, in tutto o in parte del senso dell'udito.


Ad uno che ti taglia la strada sicuramente potrebbe venirti voglia di urlargli: a cecatooooo!!! non ti verrebbe mai in mente di urlargli: a non vedeeeenteeeee!!!


Allora invece di usare altre parole non bisognerebbe invece insegnare fin da piccoli ai nostri figli il loro uso corretto, perchè poi le parole possono ferire, fare male, le parole resistono alla cancellazione,le più vecchie e cocciute formano una spessa crosta di rabbia chiacchierina, e invece se usate con cura e non a sproposito possono rassicurare, confortare, insegnare.

23 commenti:

Baol ha detto...

Questo è il nostro classico modo di cambiare le cose, cambiamo le parole ma non i fatti. E poi hai ragione, ad uno che ti taglia la strada puoi dire solo "cecatooooooooo" oppure "a stronzooooooo", mica "diversamente digerito"

Lupo Sordo ha detto...

E' una sorte di mania moderna, l'essere per forza corretto con le parole e scorretto nei fatti.

P.s. A uno che mi taglia la strada non gli dico cecato, ma sicuramente gli dico parole peggiori.

Ed ha detto...

I Paesi Bassi ti hanno diversamente sconvolta, temo ^___^

zefirina ha detto...

@ed grazie per avermi fatto ridere di prima mattina!
@baol mmmmm diversamente digerito non è male!!!! pensa come rimarre allibito il destinatario dell'epiteto
@lupo hai centrato il problema scorretti nei fatti ma apparentemente corretti con le parole

a me piace chiamare le cose con il loro nome, anche se crudo, forse però bisognerebbe chiedere a chi vive una condizione invalidante come vorrebbe essere definito, che poi tanto per incartare il discorso ma dobbiamo sempre per forza essere tutti etichettati e definiti, non basta essere persone?

zefirina ha detto...

@ed per la precisione non mi hai fatto diversamente ridere, mi hai fatto ridere a crepapelle
(lo so sono un animo diversamente semplice)

Gianluca ha detto...

Ecco perchè mi piace passare da questo blog..mi fate sempre iniziare diversamente la giornata ;-)

Cilions ha detto...

Purtroppo, in un italia in cui sta lentamente scomparendo il congiuntivo, ovviamente certe "sfumature" sono destinate a essere apprezzate solo da pochi...
Hai ragione!!!

artemisia ha detto...

Io credo che dovrebbe essere l'interessato stesso, o il gruppo, a dover decidere come vuole essere chiamato. Non sono per la correttezza ad ogni costo, e sono d'accordo che è l'uso che se ne fa e non la parola che conta. Però non bisogna dimenticare che tante parole sono pesantemente stigmatizzate, o vengono PERCEPITE come tali dagli interessati. Se io dico "negro" sicuramente non intendo altro che il colore della pelle, ma la parola negro è stata usata in contesti di razzismo e imperialismo tali che una persona di pelle nera quasi sicuramente la percepisce negativamente.
Per questo io non la uso.

BC. Bruno Carioli ha detto...

Il figlio di un amico è un lavoratore precario, ama definirsi : diversamente occupato.
Ciao, grazie per la visita.

daniela ha detto...

Per una che ama le parole come le amo io, termini come "diversamente abile" mi fanno veramente ridere. E' il solito problema degli Italiani, si preferisce modificare la forma che la sostanza. E' più facile no? :-)

Franca ha detto...

Quello che bisognerebbe modificare è la nostra cultura, l'accettazione della diversità. L'uso corretto delle parole verrebbe da sè...

MariCri ha detto...

come te credo nel potere taumaturgico delle parole, quando usate bene, con amore. credo che sia tutto un problema di superficialità e di maleducazione dilagante. spero di saper trasmettere al mio bambino l'amore per le parole e la sensibilità per non ferire e magari regalare un sorriso.

zefirina ha detto...

avevo pensato anche per l'appunto al termine "negro", ma anche dire "nero" o "di colore" mi sembra offensivo, di noi si potrebbe dire che siamo color rosa, capisco che a volte c'è bisogno di sapere se hai le capacità fisiche per svolgere certi lavori, capisco meno se l'eventuale scelta è legata a fattori di razza o di sesso.
Bisogna insistere nell'insegnare, come si ripromette di fare maricri, il giusto modo di esprimersi e di comportarsi per non discrimare nessuno

3Aprile ha detto...

"Diversamente studioso" è bellissima, te la rubo ( è un altro modo per dire "è bravo, ma non si impegna" )

rodocrosite ha detto...

Sono d'accordo con te: anch'io non sopporto queste perifrasi per indicare un concetto esprimibile in modo chiaro con una sola parola.
Conta la maniera come viene detta più che la parola di per sè.
Ma ho appena finito di leggere il libro scritto da una mia amica cieca. Ecco, in tutte le 300 pagine di questa sua biografia lei si definisce sempre "non vedente" e a me ha dato l'impressione che dietro questa definizione diciamo soft, si nascondesse tutta la sua non accettazione del problema.
Quello che voglio dire è: che ne pensano loro?

zefirina ha detto...

so a chi chiedere

Morgan ha detto...

una volta passando con lo scooter in mezzo ad auto pazze ho gridato: - ah giunglaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! -.
Ero in Via cavour, dietro casa tua :)

Alberto ha detto...

Per me fa tutto parte di un linguaggio ipocrita e sempre più superficiale. Perché, per esempio, chiamare bagno il cesso?

zefirina ha detto...

@morgan giungla d'asfalto
@alberto in effetti quando devi chiedere del gabinetto, ti viene improvvisamente un falso pudore: toilette, bagno, wc, latrina..come dovrai chiamarlo???

artemisia ha detto...

@Rodo: essere ciechi è un problema? O è una diversità? Se è un problema, perchè? Per chi? Cosa fa sì che sia un problema?
Io credo che il nocciolo della questione sia quello.
Le parole riflettono sempre una cultura, o una non cultura.
Come dice Franca.

Ed ha detto...

So' soddisfazioni!

maxanima ha detto...

Cara Zefi, come prima cosa mi presento agli altri che magari non mi conoscono....max, io ho la distrofia muscolare, quindi appartengo alla categoria ;-)
Premesso che le parole contano sicuramente meno di quanto peso gli si da...e da come si prendono e soprattutto dalla spinta e visione che uno ha dentro nel dirle, le sue motivazioni e come sentono il suo significato.
Questo è talmente ovvio che sottolinearlo è inutile e non è il punto importante.
Diciamo che il cambiamento dei termini è più dovuto a brutte usanze...esempio: per offendere qualcuno spesso si è usato e si usa dire: sei un handicappato, per dirti che sei un incapace.
Stesso vale, come esempio che dicevate prima, se uno ti dice sei ciecato.
Questo ha portato a rendere questi termini "offensivi" nell'uso ormai comune delle sopra citate parole.
Quindi, si sono cambiate le definizioni, un modo sempliciotto per risolvere la questione....ma non è mai colpa di una definizione ma da chi e come te la dice...

...se la donna che amo mi dice scemo, mi piace :-) se me lo dice uno sconosciuto, no....perchè il valore di chi lo dice è diverso.

Comunque sia, dei termini mi preoccupo poco, più che altro è la mente della gente che ancora non va, per niente.

Un abbraccio.

zefirina ha detto...

grazie max ci ho pensato molto prima di chiederti cosa ne pensassi, però ho imparato a conoscerti e so che sei sempre disponibile.
Siamo tutti d'accordo mi pare sul fatto che sia la mente della gente, e mi ci metto pure io fra la gente, a dover cambiare.
Però penso che a volte le parole siano pesanti, forse perchè cerco sempre di non usarle contro... ma per... (è stato un lungo lavoro e alle volte vacillo), e forse io sono troppo sensibile riguardo a quello che si dice e specialmente a come lo si dice, ma questo è un altro problema....