sabato, marzo 24, 2007

se questa è scuola

Alla sig.ra Patrizia G.
oggetto: sospensione dalle lezioni per i giorni 26-27/3/07 dell'alunno C. Andrea

La prof. di inglese ha riferito che l'alunno Le ha mancato di rispetto rivolgendosi a Lei in maniera arrogante e usando un linguaggio volgare e offensivo....
Il consiglio di classe decide all'unanimità di sospederlo dalle lezioni per comportamento scorretto con l'obbligo di svolgere compiti a casa assegnatigli dai vari docenti
La sospensione va considerata non solo la giusta "punizione" per l'episodio verificatosi, ma va intepretata come una oppurtunità di riflessione e di maturazione da parte dell'alunno che debitamente supportato dalla famiglia avrà modo di capire che il rispetto nei confronti dei docenti e dei compagni è la regola prioritaria nelle relazioni interpersonali.

tra i vari compiti e cioè 10 verbi di spagnolo da coniugare in 6 tempi differenti, 40 pagine di storia e altrettante di geografia da ripassare, 5 unità di inglese da compilare, anche questo:


Tema: Mi distraggo spesso a scuola

Svolgimento: Io sono distratto a scuola perchè sono sempre stanco e anche perchè non mi sento partecipe durante la lezione. Io sono un ragazzo molto vivace, lo ammetto, ma in questi ultimi mesi cerco sempre di stare attento, non perchè mi piaccia studiare, ma solo perchè ci saranno gli esami. Purtroppo ho la nomina, quindi quando succede qualcosa è sempre colpa mia, molte professoresse mi reputano un ragazzo stupido, ma anche se non sembra io credo di essere intelligente, solo che le professoresse guardano solamente la mia negatività e non le mie qualità e quindi perchè impegnarmi? se studio lo faccio solo per non dare un dispiacere a mia madre che già gliene ho dati tanti negli ultimi mesi.

Roma 23 marzo 2007
Andrea C. IIIL

La famiglia di Andrea, che poi sarei solo io, l'ha debitamente punito e sgridato perchè non si dice ad una professoressa che continua a riprederti perchè ti accusa di disturbare la lezione: "prof. invece di rompere le palle a me (lui sostiene di aver usato la parole scatole ma io sospetto che abbia detto palle) che non sto facendo niente perchè non dice niente a tizia e caia sedute davanti a me??" . Però la famiglia sa per certo di aver detto alle prof. che Andrea in questo periodo non sta bene nè fisicamente (gli abbiamo scoperto una forte anemia), nè psicologicamente: è un adolescente al quale in questo momento più che mai manca una figura maschile di riferimento, per non dire che molto probabilmente gli manca suo padre, un padre, che di certo metterlo all'ultimo banco e vietare a qualunque compagno/a di sedergli vicino, non pare educativo, che stare in una classe dove i banchi sono talmente ammucchiati che per passarci in mezzo devi essere un'acciuga, che fare la ricreazione in classe e lì rimanervi seduti dalle 8 alle 14 è altrettanto poco costruttivo e insisto educativo. Alla famiglia è stato risposto che le mamme sono sempre le ultime ad accorgersi dei problemi dei figli o dei figli problematici, pare che io abbia generato un novello dottor Jekyll , guarda caso lo psicologo a cui mi sono rivolta non è dello stesso parere, anzi consiglierebbe alle gentili prof. una visita al suo studio...

che fare?????
apparentemente mi sono cosparsa il capo di cenere con la scuola, mi sono interrogata, mi sto interrogando e sto parlando parlando parlando con Andrea, ma non mi riesce proprio di mandare giù questa sospensione, ahimè, e quando ho chiesto ad Andrea perchè mai avesse reagito così lui mi ha risposto mi sono liberato, non ce la facevo più a tenermi tutto dentro, mi spiace per il modo in cui l'ho detto ma non per quello che ho detto, era un'ingiustizia.

9 commenti:

artemisia ha detto...

Che tristezza.
La scuola italiana non è cambiata da trent'anni a questa parte, a quanto pare.
Io non conosco tuo figlio, ma è ovvio che non si sente capito. E basta guardare alla "punizione" per capire i limiti della scuola. Qualcuno mi spieghi soprattutto a cosa serve usare i compiti come punizione, se non ad associare per sempre i verbi spagnoli ecc. con qualcosa di spiacevole e umiliante. Quando sento raccontare queste cse mi cadono le braccia.
Un ragazzo non è mai stupido, mai. Può comportarsi stupidamente, ma questa è un'altra cosa. Se i professori gli trasmettono la sensazione di avere quest'opinione di lui, hanno già perso.
Ha sbagliato, ma qualcuno si è chiesto di cosa sia sintomo questo comportamento?

Ti capisco Zefirina, ma non ti scoraggiare. La cosa importante è che ti vuole bene, e se l'ha scritto nel tema!

marco ha detto...

L'insegnante donna ha sempre avuto un limite rispetto al collega uomo : la scarsa obiettività nel giudicare . La donna si lascia influenzare dai suoi sentimenti e purtroppo quando comincia a prendere di mira qualcuno son dolori . Non è che questa prof per caso è anche zitella ? Consolati Zefirina , mi sa che lo psicologo ha visto giusto .....

rainbowsparks ha detto...

se è l'anno degli esami,tieni duro,è quasi finita. Se no perchè non cambiargli scuola? potrebbe solo fargli bene..

Patrizia ha detto...

Eh no, cara Artemisia, la scuola in trent'anni è cambiata,eccome. Io, che ho partecipato ai movimenti degli anni 70 che ho combattuto per un reale cambiamento della scuola, mi rendo conto adesso che l'eccessivo permissivismo, ha creato una generazione di mostriciattoli viziati non abituati a ad affrontare problemi, non in grado di subire frustazioni, con i genitori pronti a giustificarli sempre. In questi giorni dei ragazzi sono stati fermati dai carabinieri perchè li hanno trovati a lanciare dei massi da un cavalcavia in un quartiere della mia città. La mamma di uno di questi ha detto che, poverini, stavano solo giocando. A 16 anni giocavano lanciando massi! Bene, ho la "fortuna" di lavorare nella scuola frequentata da queste deliziose creature. Sapete che i genitori, l'anno scorso, hanno denunciato gli insegnanti del consiglio di classe di una di quelle creature perchè avevano osato sospenderlo? Grane, riunioni, perdite di tempo che nessuno ci paga. Per fortuna sopravvivono ancora delle specie protette di famiglie che sanno come si fa ad educare un figlio altrimenti avrei cambiato lavoro già da un pezzo. E quando mi ritrovo davanti una di quelle creature maleducate, incivili, l'unica cosa che riesce a farmi sopravvivere è: per fortuna questo non è figlio mio!Tieni duro per qualche mese, Patrizia, poi saranno i genitori che raccoglieranno i frutti dell'educazione che gli hanno impartito! Detto questo, ammetto che ci sono molti colleghi, che non hanno la minima cognizione di quello che sia la psicologia e la pedagogia e affrontano le scolaresche con il tatto di un carro armato. Forse sei stata sfortunata, cara Zefirina, a trovare un'insegnante che sospende solo per questo. Continuamente i miei alunni si rivolgono a noi con questo tono, e nessuno viene sospeso. In fondo siamo solo dei miseri professori e questi ragazzi che non sanno rispettare se stessi come possiamo pretendere che rispettino gli adulti!! Comunque, cara Artemisia, trent'anni fa nessuno avrebbe osato rispondere così a un insegnante.
E per quanto riguarda lo psicologo, cara Zefirina, chiedigli se sa cos'è la sindrome di burnout! Sicuramente saprà che la categoria più colpita sono proprio gli insegnanti. E quel luminare... quanto ti prende a seduta? Ho fatto la psicologa per anni gratis ascoltando i genitori che mi raccontavano gli orrori del loro quotidiano... ma io sono solo un'insegnante e pure donna, caro Marco! E adesso vi chiedo: scambiamoci il lavoro per una settimana?

zefirina ha detto...

cara omonima sia ben chiaro io non giustifico affatto il comportamento di Andrea, nè scuso il linguaggio maleducato con il quale si è rivolto all'insegnante anche se dettato da un'insofferenza a lungo covata, non reputo Andrea un ragazzino viziato, anche se è l'ultimo di 3 figli, riconosco di non essere una mamma severa e forse nemmeno autorevole, ma proprio perchè mi ritengo fallibile mi interrogo spesso, cerco di stare attenta e di stare dietro ai miei figli, non riesco per esempio a sbloccare la situazione con Alessandro, lo ammetto, si è fatto bocciare due volte e non ha nessuna intenzione di andare a scuola, so già che qualcuno alzerà il sopracciglio dicendo: hei vedi allora come mai due figli che hanno problemi con la scuola, me lo chiedo anche io... ho anche pensato che dato che tengo particolarmente al fatto che loro vadano a scuola e studino, potrebbe essere una specie di ribellione "contro" di me, io sono l'unico loro parafulmine e non lo dico con un tono di autocommiserazione e semplicemente così. Premesso anche che non farei l'insegnante nemmeno se mi pagassero il triplo di quanto li pagano, e specialmente l'insegnante alle medie, è come dici tu qualcuno/a non ha la minima cognizione di quello che sia la pedagogia e la psicologia di un adolescente in piena crisi.

Patrizia ha detto...

Io non conosco nè te nè Alessandro, il mio era solo uno sfogo generico, dall'altra parte della barricata, non certo per ciò che hai detto tu, ma per tutte le banalità (talvolta completamente false) che si leggono continuamente, specialmente in questo periodo, sulle colpe della scuola e sulla scarsa sensibilità degli insegnanti. Non ci sto. L'insegnante di tuo figlio è poco sensibile. Qualche insegnante non capisce nulla. Altri dovebbero cambiare lavoro. Ma non si può dire che gli insegnanti (tutti? alcuni? quanti?) sono poco sensibili. Non si può dire che la scuola in trent'anni non è cambiata. Questa è una ovvietà.(falsa)Non si può dire che le donne hanno minore obiettività nel giudicare. Questa è una stronzata.
Ho conosciuto colleghi meravigliosi che dedicano alla scuola tutto il loro tempo.
Ma ho trovato anche colleghi incapaci di insegnare e di stare con i ragazzi.
Sono io la prima a dirlo e a denunciarlo e a rafforzare i miei alunni. Quello che dico in questi casi, e potrebbe servire anche a te, è: ragazzi, nella vita dovrete relazionare con molte persone, alcune potrebbero farvi male. Ecco, imparate, adesso a non subire le angherie degli insegnanti che non si comportano bene con voi.Perchè quello che imparate adesso vi servirà quando dovrete affrontare i problemi della vita. Ribellatevi, ma nel modo giusto. Seguendo le regole. E soprattutto pensate che questa è solo scuola. Importante, sì, ma la vita vera è da un'altra parte e dovete imparare anche ad acettare i vostri limiti e ad affrontare le frustrazioni. E pensate che nella vita non è indispensabile essere Einstein in matematica o Moravia in italiano ma è indispensabile essere consapevoli del nostro/vostro valore come persone e non solo come alunni.

artemisia ha detto...

"...è indispensabile essere consapevoli del nostro/vostro valore come persone e non solo come alunni".

Ora rileggo la lettera di Andrea e mi chiedo: ma lui a scuola sente di avere un valore?

Ma questi insegnanti, sentono di avere un valore?

Ma la scuola italiana (che a quanto sento dire è cambiata, ma in peggio) ha un valore?

Patrizia ha detto...

Artemisia, QUALI insegnanti e QUALE scuola: gli insegnanti e la scuola in genere? Oppure gli insegnanti e la scuola del figlio di Zefirina? Sei stata un "pochino" generica, sei in grado di fare nomi e cognomi? Tra gli insegnanti ci sono anch'io e so che quello che faccio ha molto valore e lo ha per i miei studenti.

zefirina ha detto...

cara omonima, ripeto la "colpa" non è solo degli insegnanti o degli alunni o dei genitori, li sento anche io i commenti svalutanti dei genitori, ho una consuocera che insegna inglese in una scuola media e sento anche le sue di lamentele, dico solo che bisognerebbe rimboccarci le maniche noi genitori, voi insegnati e alunni, mettendoci l'anima,