mister bush
copiato pari pari per voi da un articolo di Vauro su epolis di oggi:
Mister Bush: un potente piccolo, piccolo
Chi sa se il 9 giugno sarà una giornata luminosa, riscaldata dal primo sole dell'estate, oppure il clima che i potenti della terra hanno fatto impazzire la tingerà di grigio e pioggia. Quel che è certo è che a Roma sarà una giornata triste:perchè ci sarà lei mister Bush. Non basteranno "le imponenti misure di sicurezza", non basterà la gara di ruffianeria dei politici indigeni, nè l'accoglienza benevolente del successore di quel Papa che inascoltato la scongiurò di non scatenare la guerra. Non basterà nemmeno la rabbia di chi manifesterà contro di lei e di chi manifesterà contro di lei ma non contro il governo che la accoglie come un amico e che, se pur ogni tanto bofonchiando un po' ha sempre eseguito i suoi voleri diligentemente. Niente basterà a nascondere la piccolezza, la miseria della sua figura umana. Lo so che lei è a capo dell'ultimo e unico impero del mondo. Ma si ricorda mister Bush? Qualche tempo fa lei ha rischiato di strozzarsi mangiando un salatino. Certo, sono cose che capitano ma solo capitano ai poppanti. Qui a Roma le grideranno contro di tutto "Go home" quelli che masticano un po' di inglese, gli altri le grideranno "Assassino" in lingua locale. Ci sarà pure qualcuno che, per la gioia dei telegiornali, brucerà uno straccio a stelle e strisce. Forse sulla scia di Genova e di Rostock qualche poliziotto inferocito dalla stanchezza e incazzato per lo stipendio che non basta ad arrivare a fine mese romperà la testa ai più scalmanati, e se non fossero a tiro, la romperà ai primi che gli capitano sotto, a chi tocca tocca. Del resto è quello che succede un po' dappertutto, ovunque lei vada, anche a casa sua negli Stati Uniti. Certo, da noi c'è il buon Fassino che ha invitato tutti a non essere maleducati, per dovere di ospitalità, per farla sentire come a casa sua, anzi, mi scusi, melgio che a casa sua che, appunto, lì è sempre meno ben accetto. Ci sono troppi antiamericani tra gli americani. Ma ho divagato, a lei non frega niente di Fassino e sinceramente nemmeno a noi. Il punto è un altro: vede, ho sempre pensato che rabbia, indignazione siano sentimenti alti, degni di obiettivi alti. Ci piaccia o no, la storia ci ha insegnato che ci può essere una perversa grandezza anche nell'essere criminali, da Hitler a Stalin, fino alla dignità, riscoperta nel momento della sua fine, da quel pazzo sanguinario che era Saddam Hussein. Lei invece, anche se ha trasformato l'Iraq in un mattatoio a cielo aperto, se è riuscito a portare la guerra dal cuore di Manhattan fino ai più lontani confine del mondo e dello spazio stellare, è e resta un ometto incapace di deglutire un salatino senza affogare.
Lei non merita rabbia ed indignazione, merita solo tristezza. Rabbia e indignazione saranno un regalo che le faremo anche se è troppo stupido per apprezzarlo.
Lei non merita rabbia ed indignazione, merita solo tristezza. Rabbia e indignazione saranno un regalo che le faremo anche se è troppo stupido per apprezzarlo.

