mercoledì, giugno 06, 2007

mister bush

copiato pari pari per voi da un articolo di Vauro su epolis di oggi:
Mister Bush: un potente piccolo, piccolo
Chi sa se il 9 giugno sarà una giornata luminosa, riscaldata dal primo sole dell'estate, oppure il clima che i potenti della terra hanno fatto impazzire la tingerà di grigio e pioggia. Quel che è certo è che a Roma sarà una giornata triste:perchè ci sarà lei mister Bush. Non basteranno "le imponenti misure di sicurezza", non basterà la gara di ruffianeria dei politici indigeni, nè l'accoglienza benevolente del successore di quel Papa che inascoltato la scongiurò di non scatenare la guerra. Non basterà nemmeno la rabbia di chi manifesterà contro di lei e di chi manifesterà contro di lei ma non contro il governo che la accoglie come un amico e che, se pur ogni tanto bofonchiando un po' ha sempre eseguito i suoi voleri diligentemente. Niente basterà a nascondere la piccolezza, la miseria della sua figura umana. Lo so che lei è a capo dell'ultimo e unico impero del mondo. Ma si ricorda mister Bush? Qualche tempo fa lei ha rischiato di strozzarsi mangiando un salatino. Certo, sono cose che capitano ma solo capitano ai poppanti. Qui a Roma le grideranno contro di tutto "Go home" quelli che masticano un po' di inglese, gli altri le grideranno "Assassino" in lingua locale. Ci sarà pure qualcuno che, per la gioia dei telegiornali, brucerà uno straccio a stelle e strisce. Forse sulla scia di Genova e di Rostock qualche poliziotto inferocito dalla stanchezza e incazzato per lo stipendio che non basta ad arrivare a fine mese romperà la testa ai più scalmanati, e se non fossero a tiro, la romperà ai primi che gli capitano sotto, a chi tocca tocca. Del resto è quello che succede un po' dappertutto, ovunque lei vada, anche a casa sua negli Stati Uniti. Certo, da noi c'è il buon Fassino che ha invitato tutti a non essere maleducati, per dovere di ospitalità, per farla sentire come a casa sua, anzi, mi scusi, melgio che a casa sua che, appunto, lì è sempre meno ben accetto. Ci sono troppi antiamericani tra gli americani. Ma ho divagato, a lei non frega niente di Fassino e sinceramente nemmeno a noi. Il punto è un altro: vede, ho sempre pensato che rabbia, indignazione siano sentimenti alti, degni di obiettivi alti. Ci piaccia o no, la storia ci ha insegnato che ci può essere una perversa grandezza anche nell'essere criminali, da Hitler a Stalin, fino alla dignità, riscoperta nel momento della sua fine, da quel pazzo sanguinario che era Saddam Hussein. Lei invece, anche se ha trasformato l'Iraq in un mattatoio a cielo aperto, se è riuscito a portare la guerra dal cuore di Manhattan fino ai più lontani confine del mondo e dello spazio stellare, è e resta un ometto incapace di deglutire un salatino senza affogare.
Lei non merita rabbia ed indignazione, merita solo tristezza. Rabbia e indignazione saranno un regalo che le faremo anche se è troppo stupido per apprezzarlo.

15 commenti:

Angie ha detto...

Mi sà che sei stata nominata Amica mia..vieni a trovarci và.. :-)

roberta82 ha detto...

Come diceva Sabrina Guzzanti, quando imitava Valeria Marini ad Avanzi...."Sento dell'astice nell'aria!"
Una punta di risentimento...vero?

Alberto ha detto...

Pensa se fosse stato intelligente che carriera avrebbe fatto! ;-)

Un abbraccio filoamericano :-)

il massimo dei micheli ha detto...

la questione "essere pro o contro America" è mal posta: si fa di un enorme paese, di una massa incredibile di persone, tutto un fascio fascista, il che non è vero, è ingenuo e infantile, da forza spesso al gusto (o al bisogno) di identificare "il nemico" e di poter così provare l'orgasmo superficiale di sfogare la propria impotenza bruciando una bandiera, sentendosi nel giusto...
Poi però ci incazziamo quando all'estero ci dicono (anche di persona, a me è capitato) che siamo mafiosi, oppure berlusconiani (cioè capitalisti mafiosi).
Bush poi... Come si può pensare che quell'individuo, in sè, sia capace di fare altro che eseguire un copione? Per chi l'ha visto in Farenheit 9/11 di M.Moore, il suo inebetimento alla notizia degli attentati della Torre lascia allibiti. Certo, questo non toglie le sue responsabilità come Capo di Stato, ma, insomma...

S.B. ha detto...

io sono pro america e contro Bush. Poi penso che Bush lo hanno votato gli americani e divento pro-america al 50% :-/

il massimo dei micheli ha detto...

@s.b.
se poi vedi come sono state le modalità di voto in america all'epoca di bush (sempre da m.moore, lo ammetto) e i meccanismi artificiosi di esclusione di parte dell'elettorato, ti vengono pure i dubbi
1. che Bush sia stato votato dal 50% degli americani
2. che la democrazia si regga su un meccanismo equalitario di diritto al voto
3. che l'espressione del voto sia seguita da meccanismi affidabili di conteggio...

Mad Riot ha detto...

Sto preparando il fucile di precisione...Sarà un lavoro pulito, lo garantisco ^_^

AmosGitai ha detto...

Ho sentito per radio che durante la sua permanenza a Roma, un elicottero americano carico di bombe lo sorveglierà dall'alto. Cosa farebbe tale elicottero in casi di problemi???
Dov'è finita la sovranità italiana???

Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!

zefirina ha detto...

@max meno male che ci sei tu a esprimere con parole più appropriate il mio confuso pensiero, non sono antiamericana, mi chiedo come facciano a sopportare un presidente come bush....

zefirina ha detto...

hei gabri non far preoccupare la zia acquisita, voi giovani teste calde......

marco ha detto...

può essere si una giornata triste
......sabato compio i 53 !!!!!!!

marco ha detto...

ehi Gabri vuoi una mano? così mi torna il buon umore

zefirina ha detto...

marco spero di non dimenticarmi di farti gli auguri

marco ha detto...

Zefi non ti preoccupare praticamente me li hai già fatti
in bocca al lupo per oggi
bacioni

lasposina ha detto...

@ max: d'accordo con te su tutta la linea e aggiungo che, forse forse Bush mi fa un po' pena, magari lui nella vita avrebbe voluto stare nel suo ranch texano ad ubriacarsi e a governare la mandria, più che essere il fantoccio di persone più potenti di lui a servizio di interessi molto più grandi di lui. é un ebete incapace e a volte penso poverino.