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martedì, aprile 20, 2010

strisce

a volte dopo aver letto un libro, un bel libro di quelli che mi lasciano senza fiato non riesco a prenderne in mano un altro perchè ho come paura che potrebbe deludermi e allora riprendo in mano le vecchie raccolte di comic strip e nonostante sia cresciuta ancora mi fanno ridere.

mercoledì, novembre 05, 2008

nella vita bisogna provare

bisogna provare, provare, provare

venerdì, maggio 23, 2008

una risata vi seppellirà

sottotitolo: come rasserenare una giornata uggiosa

stamattina sono arrivata in ufficio e... l'assistente all'ingresso che stava per sbadigliare ha avuto un guizzo improvviso tanto che lo sbadiglio gli si è soffocato in gola, io che non me ne lascio mai scappare nessuna l'ho stuzzicato chiedendogli se faccio questo effetto soporifero, e lui con un luccicchio birichino mi ha risposto che è vero il contrario: la visione di me alle 8.15 l'ha risvegliato dallo stato catatonico in cui era caduto, l'ho ringraziato ridendo di cuore, e ho aperto la porta della biblioteca, salutando l'altro assistente che è di turno lì e lui mi dice: "ah nonna (mi chiama sempre così, per far girare tutti gli utenti che si aspettano una gentile vecchietta e vedendomi si perplimono) ah nonna dovrebbero brevettare la tua risata, si sente lontano un miglio, apre il cuore e scalda gli animi, anche se uno è di cattivo umore tu gli rassereni la giornata e poi oggi sei da sballo!
e pensare che mi sono messa la prima cosa che ho trovato nell'armadio (le strafighe dicono sempre così quando qualcuno fa loro un complimento)
ogni tanto essere vanitosi non guasta,
p.s. non indossavo quel capello stile sadomaso o village people, è l'unica foto che avevo a portata di mano dove rido di cuore

venerdì, giugno 15, 2007

ridi che ti passa

estratto da repubblica 14/6/07



Una folla di terapeuti delle principali scuole italiane e europee si riunisce sul tema dell´umorismo nella clinica. Serissimamente, s´intende, con fior di relazioni e seminari, come d´obbligo in ogni convegno internazionale che si rispetti - e quindi anche in questo, in programma da oggi a domenica nelle sale del Palazzo dei Congressi di Firenze. "Umorismo e altre strategie per sopravvivere alle crisi emozionali".

È degli albori del secolo scorso (1905,) il motto di spirito e la sua relazione con l´inconscio di Freud che non esitava a definire l´umorismo - aspetto delicato e impalpabile della cultura umana - come «il trionfo del principio del piacere», un´irriducibile sfida alle ragioni ferree della realtà. Per il maestro viennese, non c´è solo un vistoso elemento liberatorio nell´esercizio dello humour, ma «un che di grandioso e di nobilitante».

Quando emerge il lato paradossale, "buffo" delle cose, chi è colpito dal dolore può distanziarsene, rintracciare un punto di vista diverso, avviare un processo di trasformazione emotiva, prima ancora che puramente mentale

Quello che può diventare interessante è l´allusione implicita nella battuta umoristica, e dunque la possibilità di "metaforizzare" la sofferenza, la finestra che può aprirsi su un malessere spesso preso narcisisticamente troppo sul serio - e quasi sempre quando il malessere non è effettivamente serio. In altre parole, se vivere è faticoso per tutti (e per molti assai più che per pochi), la leggerezza dell´autoironia è una strada maestra da percorrere con abilità, aiuta a smantellare certe rigidità decisamente nevrotiche, quella pesantezza - in fondo anche frivola e superficiale - di considerare sé stessi e i propri crucci come l´ombelico del mondo.