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venerdì, gennaio 11, 2013

 (Ritratto di Irena Szarota di Ignacy Witkiewicz)


Nei singoli uomini non si è verificata la benchè minima trasformazione, non è accaduto altro se non che diverse inibizioni sono state spazzate via e che ogni specie di mascalzonate e furfanterie possono essere commesse oggi con rischio relativamente minore, in ogni senso sia morale che materiale, di quanto non accadeva in passato. Inoltre si parla un po' più di cibo e di denaro

Arthur Schnitzler 1924

domenica, ottobre 07, 2012

interviste possibili

........la cosa più vicina alla morte è quella che la Duras, chiama la maladie de la mort. L'incapacità di amare. Tutti possono esserne colpiti, uomini e donne. Si può anche oscillare, nella stessa vita, tra l'incapacità di amare e il troppo amore. Io non ho mai conosciuto la maladie ma, casomai, sono una vittima dell'opposto, dell'amare troppo. Talvolta pericoloso ma decisamente migliore della "cassa di risparmio. Non capisco il pericolo. Di cosa bisogna aver paura? Meglio rischiare perché c'è una vita sola e, quando arriverà il momento della morte e saremo costretti a guardarci indietro, sarà sempre meglio dire ho amato che il contrario. Non escludo un funamobilco equilibrio, basta non farsi domande: se si considera l'amore come dono non ci sono più compromessi ma armonia.
Il sesso non è affinità elettiva, complicità e condivisione come accade nell'amore, l'errore è confondere le cose. È come una foresta ma senza tanti piccoli sentieri. Se si capisce questo non si può soffrire.

Vince chi ama di più perché non perde niente. Meglio aver dato che il contrario. Spesso chi è amato non si accorge di nulla e potrebbe essere una statua, mentre chi ama ha un'adrenalina e una stupidità meravigliose. Forse chi si sposa per compromesso non si lascia mai, mentre chi soffre è come se, ogni volta, perdesse una nuova pelle. E così, ogni volta, si è più sensibili e la ferita fa più male. La vecchiaia in questo senso non tutela ma, fortunatamente, continua a far sentire vivi. 

(Fanny Ardant)
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