lucciole e lanterne rosse
che tipo deve essere questo sindaco, a me mi scappa da ridere:
Lettere ai clienti delle lucciole. Firmate dal sindaco di un paese della provincia di Treviso. «Sono convinto che lei, passava di lì per caso… Mi auguro che questo non abbia più a ripetersi». Cominciano sempre così, le missive inviate dal primo cittadino di Nervesa della Battaglia, piccolo comune lungo il Piave. Qui, su questo spicchio di pianura trevigiana, ai margini della statale tredici, la notte, in centinaia vanno in cerca di viados.Non è bastato che Fiorenzo Berton, 55 anni, medico e sindaco, chiudesse al traffico, nelle ore notturne, via Foscarini. La "strada del sesso", come la chiamano da queste parti. Così, prima, ha organizzato con la polizia municipale una serie di blitz, elevando decine di contravvenzioni, non senza qualche imbarazzo (tanto che alcuni clienti sono stati riconosciuti) poi, «spinto anche dalle pressanti richieste delle donne del paese» assicura Berton, ha predisposto la lettera, comunque accompagnata dalla copia della multa per violazione del divieto di transito. Ed il testo, scritto dal sindaco, non è solo un ammonimento, ma anche una piccola lezione di storia. «I residenti sono continuamente disturbati dal traffico causato dai numerosi clienti di prostitute e viados che percorrono tale via alla ricerca dello squallido meretricio - si legge nella lettera - sono certo che lei è transitato in questa via inconsapevole del divieto e per finalità esclusivamente viarie. Ciò non toglie che dovrà essere sanzionato e mi auguro che questo non abbia più a ripetersi. Forse lei non ne è a conoscenza, ma la informo ora che i luoghi in cui lei è transitato e dove le è stata comminata la sanzione, sono stati teatro di pagine straordinarie della nostra storia durante la prima guerra mondiale e negli stessi luoghi vi trovarono la morte migliaia di giovani immolatisi per difendere la nostra libertà e il nostro futuro. Perciò mi risulta inaccettabile che in tali luoghi vi siano manifestazioni di volgarità e di mancanza del comune senso del pudore».
da Repubblica cronaca del 23/7


