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lunedì, febbraio 23, 2009

cuore di drago


Perché il fantastico è vero, naturalmente. Non è reale, ma è vero. I bambini lo sanno. Anche i grandi lo sanno, ed è proprio per questo che molti di loro hanno paura del fantastico. Sanno che la sua verità è una sfida, e persino una minaccia, a tutto ciò che è falso, tutto ciò che è fasullo, inutile e volgare nella vita che si sono lasciati costringere a vivere. Hanno paura dei draghi perché hanno paura della libertà.

Coloro che rifiutano di ascoltare i draghi sono probabilmente condannati a passare la loro vita nella rappresentazione degli incubi dei politici. Ci piace pensare di vivere nella luce del sole, ma il mondo per metà è sempre nelle tenebre, e la fantasia, come la poesia, parla il linguaggio della notte.

Il drago… una creatura del male che si erge strisciando , minacciosa e inspiegabile, dall'inconscio stesso dell'artista, è vivo, tremendamente vivo. Spaventa i bambini, l'artista, e tutti noi. Ci spaventa perché è parte di noi, e l'artista ci costringe ad ammetterlo. …abbiamo incontrato il nemico, ed egli è noi.

Non troverò un archetipo vivente nella mia libreria o nell'apparecchio televisivo. Lo troverò soltanto in me stessa: in quel nucleo di individualità che si trova nel cuore della comunità oscura. Soltanto l'individuo può alzarsi e avvicinarsi alle finestre della sua casa e guardare fuori, nelle tenebre. A volte ci vuole un coraggio considerevole per farlo. Quando si aprono le tende, non si sa cosa ci può essere fuori nella notte.

Ursula K. Le Guin