giovedì, agosto 29, 2013

senzatetto

vivo in questo quartiere da 22 anni e l'ho sempre vista in quest'angolo, estate e inverno, dorme dento questa tenda arrangiata, ha tutto il necessario, persino una decina di taniche d'acqua per la pulizia quotidiana , in effetti non dà affatto l'idea di essere sporca, anzi i capelli sono sempre curati e apparentemente sembra pulita, insomma non sembra una cosidetta "barbona", borbotta sempre in una lingua incomprensibile che potrebbe sembrare tedesco, non chiede l'elemonisa, o perlomeno a me non è capitato di vederla chiedere, non l'ho mai vista in giro ma sempre accanto alla sua "casa", spesso mi chiedo se non sia più felice lei di tanti che le passano intorno senza nemmeno guardarla o al contrario schifandola.

10 commenti:

malielan ha detto...

quando le cose mi sembrano insopportabili e mi chiedo dove ho sbagliato sento anch'io il desiderio di lasciare tutto , e di vivere cosi. senza una meta,senza uno scopo se non la libertà di non dipendere da niente e da tutti. Però lo sento come un atto di vigliaccheria, (ma forse non è la parola giusta...) e di egoismo. é più facile non credi? stare al mondo e vivere richiede moltissimo:) anch'io come te quando li vedo mi fermo a pensare il perchè e il come..ma non provo nessuna pena. ciao:)

Cri ha detto...

La conosco anch'io da anni: vive davanti a scuola dei miei figli (il grande ha finito l'anno scorso, dunque a settembre fanno sette anni che la conosco... Non avrei mai immaginato che fosse lì almeno da ben ventidue). Mi ha sempre colpita per i motivi che esprimi tu. Anch'io avrei detto fosse tedesca. Qualche mese fa ho visto la suora del convento lì accanto, in Via Olmata, quello che la mattina raduna lunghe file di senzatetto per la colazione offerta, uscire con serena semplicità dalla porta di casa per recapitarle un pranzo completo, che lei ha preso con altrettanta serena semplicità. Dev'essere una consuetudine consolidata. E mi è sembrata una cosa bella da vedere, queste due donne sobrie, mature, dignitose ambedue, ciascuna a suo modo, unite dalla trasmissione di quel cibo, una che lo offriva, l'altro che lo accettava, senza una parola, con sorprendente familiarità e naturalezza.

Laura Raffaeli ha detto...

non ci sono sempre storie incredibili dietro un clochard, non è raro che stiano per strada per scelta, e poi molti stanno peggio di loro e nessuno se ne accorge: gli invisibili non sono i clochard, perché li vedi (e li senti) bene, soprattutto avverti la puzza d'alcol a distanza 9 volte su 10! alcuni sono ancora coloro "liberati" dalla 180 e buttati in mezzo alla strada, ma tanti sono ex tossici o alcolisti.
sono contraria a queste forme romantiche di pietismo su chi ha scelto di buttare la propria dignità: io preferirei morire e sto tra gli invisibili più di loro.
gli invisibili sono tutte quelle persone che non esprimono e non manifestano la loro sofferenza, con dei casini nella vita che manco si possono immaginare, ma in silenzio salvano la loro dignità, rispettano gli altri senza nuocere con sbronze, elemosina e non trasmettono mai quell'insopportabile fetore o quella forte sensazione di degrado.
se a natale invece di aiutare i clochard si aiutassero mamme e bambini, ma anche alcuni papà separati, sarebbe molto meglio secondo me, ciao laura

Laura Raffaeli ha detto...

p.s.: a proposito di senzatetto: di solito non puzziamo, ci laviamo e non chiediamo nulla a nessuno

Adriano Maini ha detto...

Ma il cuore mi si stringe lo stesso. Mi capita da quando bambino vidi la prima donna senzatetto della mia vita.

Ambra ha detto...

Ma chi dice che sono solo i clochard a puzzare? Basta salire su un vagone della metro, magari nell'ora di punta, quando tutti sono azzimati per andare al lavoro e allora puoi svenire dal cattivo odore delle persone che vanno al lavoro e non si sono lavate.
Non provo particolare pena per quelli che vivono per la strada, ma non me la sento di giudicarli. Molti, come qualcuno ha scritto, sono pieni di dignità quali che siano i motivi che li hanno condotti su questo percorso. E se sono diversi da noi, questo non significa nulla e non ci autorizza a giudicarli.

Sandra M. ha detto...

Anche a me, comunque, si stringe il cuore. E mi sento disarmata.

Mariella ha detto...

E' una delle mie più grandi paure, scivolare e perdermi.
Non riuscire più a risollevarmi.
Non li giudico, non mi fanno pena.

arianna marangonzin ha detto...

Che tenerezza!
Dicono che siano scelte ..però suscitano tenerezza.

Marina Salomone ha detto...

anche a me fanno tenerezza. Noi "normali" a volte facciamo fatica a capire come si arrivi a questo. Tuttavia , oltre che le varie sofferenze familiari e personali a monte, il rifiuto di questa organizzazione sociale mi sembra un atteggiamento quanto mai comprensibile!!!