lunedì, settembre 17, 2012

la privacy ai tempi di facebook


non che sia la prima a parlarne, ci sono articoli e dissertazioni su questo argomento, ovviamente quando un fatto ti colpisce da vicino ci fai più caso, parlare poi di privacy riferita alla mia persona potrebbe sembrare una contraddizione in termini, ho un blog dove parlo di me, ho un account in quasi tutti i socialnetwork che si sono inventati, ho svariate mail, la prima aperta quando ho iniziato ad usare il web per il mio lavoro, in effetti è stato proprio a causa del mio lavoro che ho scoperto e iniziato ad utilizzare internet, nella vita per così dire reale sono abbastanza ciarliera e comunicativa, si potrebbe quindi pensare che non sia una persona così riservata o attenta alla propria privacy, potrei obiettare che racconto solo quello che a parer mio può essere raccontato, più che altro per trovare qualcun altro con cui confrontarmi che magari abbia avuto le mie stesse esperienze e/o vicissitudini, per capire come come queste si possano affrontare o come si possa sopravvivere a certi accadimenti, detto questo mi sono resa conto che talvolta anche alle persone più attente all'altrui privacy possa sfuggire un dettaglio non dico imbarazzante ma che l'altro non aveva intenzione di rendere noto, perlomeno non a tutti.
Faccio un esempio concreto: ieri sulla mia bacheca ho scritto che faccialibro mi consigliava o un'azienda agricola, gli european liberal democrats (con la foto di Emma Bonino), la dieta top del mese contro l'obesità, un metodo per eliminare le rughe (il meno costoso è photoshop, dico io), le scarpe su un sito e infine mi consiglia di trovare il mio splendido uomo over 45 più giusto per me, pare mi aspetti una felicità incommensurabile!!!! secondo voi quale consiglio è meglio seguire????? ovviamente le mie amiche si sono scatenate con le battute e una mi ha scritto: anni e anni di terapia saranno pur serviti a farti stare con i piedi per terra, io le ho risposto con la battuta di woody allen che gli do' 15 anni di tempo e poi vado a Lourdes, ora io non mi vergogno affatto di essere andata in terapia, cosa che faccio sporadicamente ancora oggi, una buona parte delle persone che conosco lo sa, però ammetto di aver avuto un sussulto quando ho letto la risposta, eppure vi assicuro che questa mia amica, che conosco da una vita è una persona decisamente riservata, anche attenta verso gli altri, eppure non le è venuto in mente che stava scrivendo un'informazione non dico riservata, ma un'informazione che io non avevo dato! Ora obietterete che scrivendo di ciò ho informato anche i miei appassionati lettori, in effetti dato che non è una cosa di cui verognarsi, non mi interessa che se ne venga a conoscenza, era solo per fare un esempio di informazioni per così dire "sensibili".
Mi accorgo che capita spesso, capita con le foto che sconsideratamente si postano senza chiedere all'altro se puoi farlo, con quel mettere sono stata qui con questa persona, etc.etc. lo facciamo in assoluta buonafede, salvo poi lamentarci che ci sentiamo tutti come nel grande fratello, ma siamo noi stessi che più o meno inconsapevolmente ci esponiamo, non credo al concetto di privacy o melgio non credo sia fattibile, dal primo momento che abbiamo navigato siamo stati tracciati, possediamo cellulari rintracciabili, abbiamo il gps in macchina, le carte di credito tracciano le nostre spese e dove le abbiamo fatte, le cosidette carte fedeltà tracciano le nostre preferenze, si potrebbe continuare e la lista sarebbe lunghissima.

14 commenti:

Gianna ha detto...

Secondo me la tua amica poteva fare a meno di risponderti con quella infelice battuta,non è ammissibile pubblicamente...

Sì ormai abbiamo pochi segreti nostri in internet.

Bacione

Adriano Maini ha detto...

Mi ritrovo in gran parte ddelle tue esperienze sul Web. Anch'io continuo per passatempo quello che iniziai per lavoro. Cerco di non pubblicare, però, fotografie con persone...

il monticiano ha detto...

Sapessi come e quanto sono d'accordo con te.
Ad ogni modo la tua "amica" doveva evitare di fare quella battuta.

Michele ha detto...

ti condivido al 101%
ma quella non chiamarla amica
io direi 'stronza'
e che si facesse i cavoli suoi
ciao Zefirina
a dimenticavo in terapia?
ma dai chi non ci e' mai stato non si e' mai messo in discussione, poveraccio!

adamus ha detto...

Si, è vero, la privacy di questi tempi è quasi impossibile.
La Tua Amica ha sbagliato nel darti quella risposta pubblicamente , poteva essere una innocua battuta tra persone amiche che si conoscono da tempo... Ma non pubblicamente.
Comunque che male c'è ad essere in terapia?
Ciao, un abbraccio.

Roscio ha detto...

Nonostante sia stato scritto molto sull'argomento è sempre utile tornare, ogni tanto, a parlarne. Una sorta di terapia, per restare in tema che, facendoci riflettere ci educhi a comportamenti più etici. La scelta di esistere in un determinato "mondo" implica i suoi inevitabili rischi, basta accettarli con consapevolezza. Ciao

Cri ha detto...

Non è questione di segreti, né di "cosa c'è di male?"... Io, per dire, sono in terapia, tra alterne vicende, ormai da dodici anni (avendo peraltro continue prove di come più equilibrata e consapevole io, per il solo fatto di star cercando in questo modo di fare i conti con me stessa, della quasi restante totalità degli individui che ho attorno che invece manco ci pensano e campano, loro sì, molto ma molto male); ma non lo vado a spiattellare in faccia con leggerezza a chiunque, come non spiattello a chiunque in faccia la mia intimità, le mie cose private e personali, tipo litigate o amplessi col marito, o problemi coi figli. Ne posso fare accenni più o meno velati sul mio blog, ma quello è uno spazio in qualche modo riservato, dove mi sfogo cercando comunque di non superare i confini che io mi sono tracciata da sola e dove entra chi vuole entrare, non una piazza incontrollabile come FB. Discorsi più dettagliati e manifesti li riservo alle persone con cui ho instaurato un'autentica confidenza. Perché la confidenza è un dono prezioso che si fa ad una persona. Se è inflazionata perde tutto il suo valore. E poi non è manco detto che l'altro voglia saperli, i cavoli miei. Ché oltretutto l'esistenza è un insieme di alti e bassi per chiunque, ognuno ha le sue gioie e i suoi dolori, le sue fortune e le sue disgrazie, dunque non racconterei cose né eclatanti né inedite. Gli avvenimenti che non si sono convissuti non si possono condividere: ciascuno vive la sua vita, senza poterla scambiare, anche volendo. Si possono, invece, scambiare sensazioni, sentimenti e pensieri: e talvolta, anzi, questo può dare sollievo, stimolo, anche gioia, e un senso di arricchimento che aiuta, anche quello, in minima parte, ad andare avanti.
Purtroppo il web tende a ingenerare l'illusione di essere una scorciatoia, una via preferenziale, per entrare in confidenza con chiunque. Con conseguenze, per chi ci cade, spesso incontrollabili e deleterie. A ciò si aggiunge l'incapacità, da parte di un sacco di persone, di distinguere tra comunicazione verbale e scritta. E se le parole sono pietre, le parole scritte sono macigni. Una stupidaggine che si può dire a voce senza conseguenze, lasciata scritta in bacheca,senza filtro, senza possibilità di sfumare o spiegare, può divenire uno sgradevole tadzebao. Purtroppo un sacco di persone vengono indotte dal clima di FB a regredire a stadi infantili di superficialità e ludico disimpegno mentale che rasenta, talvolta, l'insensibilità. Un amico dice che FB è una "macchina dell'infelicità". La trovo - per questo e molti altri motivi - una definizione calzantissima.
(Scusa per il pippone! :D)

Baol ha detto...

Il problema è che facebook è talmente diventato di uso comune che si crede sia normale, come in una chiacchierata intima, è per questo che è molto pericoloso (a mio avviso)

zefirina ha detto...

ecco ha centrato il punto @Baol purtroppo senza che ce ne rendiamo conto è passata l'idea che fb sia un luogo dove chiacchierare senza pensieri, come se si fosse in una piazza senza rendersi conto che in una piazza ti puoi pure appartare a raccontare i cavoli tuoi, in una virtuale dove ti leggono tutti non è così

@Michele non è una stronza te lo assicuro ed è una persona veramente attenta, per questo mi ha colpito di più, ma mica mi sono offesa, era solo una considerazione per così dire sociologica

zefirina ha detto...

@cri non è un pippone sono giuste considerazioni

Adriana Riccomagno ha detto...

Hai ragione, bisogna stare attenti. Personalmente cerco di non espormi mai troppo. Certo che può benissimo farlo un altro per te, un po' come ha fatto la tua amica...

l'alternativa ha detto...

Sono d'accordo con te, parlare di privacy oggi fa morire dal ridere, la privacy esisteva, forse tanti anni fa quando non se ne parlava, ma oggi...... tuttavia esiste la buona educazione e il buon senso e anche un pò di buon gusto
A presto
Emi

Marina Salomone ha detto...

quel che dici è un tema sempre più incombente... purtroppo vale per quasi tutti, anche per quelli che non hanno un blog, se comunque sono su qualsiasi piattaforma tipo fb o altre analoghe. Un rimedio assoluto non esiste l'unica è ricordarsi sempre che si è in pubblico. Ma come nell'esempio che hai fatto, spesso sono gli altri e i fatti collaterali a rivelare dati su di noi.

Ambra ha detto...

Parlare di privacy è perlomeno ridicolo. Non vedo dove è più la privacy, considerato tutti gli strumenti di cui hai già parlato tu, che gettano costantemente un fascio di luce stile faro su tutti noi.
E' anche vero che la comunicazione veloce alla quale ci siamo ormai abituati (FB, commenti, mail etc) ci ha irrimediabilmente indotto ad una superficialità frettolosa che ci porta a sviste come quella della tua amica.