domenica, settembre 07, 2008

sindrome di stendhal


finalmente questa volta sono riuscita ad andare a Den Haag al Mauritshuis, principalmente per questo quadro e..... mi sono seduta sullo strapuntino messo appositamente lì di fronte e senza che potessi farci niente sono cominciate a scendermi lacrime su lacrime, non riuscivo proprio a frenarmi, Claudia si è seduta accanto a me e siamo state per un buon quarto d'ora a guardarlo, non riuscivamo proprio a venire via; di piangere mi è successo già davanti al Deir di Petra e di non riuscire a staccarmi davanti ai Bronzi di Riace, i miei figli ancora mi prendono in giro!

10 commenti:

angelo ha detto...

Chissà qual'è la differenza tra un originale e una perfetta riproduzione... Un qualcosa di indefinibile che fa scattare quella reazione che dici... E' capitato anche a me davanti alla Venere del Botticelli e più recentemente al Musée d'Orsay... ma ognuno ha le sue icone, no?

Franca ha detto...

Riuscire ad emozionarsi per qualcosa è molto bello...

Clelia ha detto...

Ho provato un ammirazione simile per i girasoli di Van Ghog, non riuscivo a distogliere lo sguardo dal quadro ero come ipnotizzata. Se non sbaglio questo quadro è dama con l'orecchino, stupendo! MA CHI è L'AUORE?

buona giornata

Clelia

Gianfranco ha detto...

Debbo proprio organizzarmi una visita in quel museo...
Magari potrebbe ospitarmi Valentina...che dici?

^__^

La sindrome di Stendhal colpisce solo chi ha già di suo una sensibilità innata. Prima del romanzo e del sucessivo film Vermeer era noto solo agli appassionati del settore.
Produsse pochissimo e seppure il suo talento sia indiscutibile ho visto sue opere al metropolitan di new york, alla national gallery di londra e al louvre passare inosservate.
Trovo che il film (che mi piacque molto)abbia "ingigantito" un opera come la ragazza con l'orecchino di perla.
Questo senza togliere nulla al dono (che ti invidio) di una sensibilità innata e sicuramente superiore alla media.

Buona giornata
(io mi sono svegliato da poco)

G.

zefirina ha detto...

@clelia è jan vermeer
@gf ho avuto la fortuna di apprezzare l'arte sin da piccola, complice due genitori appassionati e un professore di storia dell'arte che ci portava in giro per musei, forse hai ragione quando dici che il quadro è diventato ancor più famoso dopo l'uscita del libro e del conseguente film e forse mi sono emozionata ricordami del romanzo e della storia che in teoria starebbe dietro a questo quadro,

comunque mi sono chiesta come facessero a dipingere quella luce in quei quadri, quando il tempo è quasi sempre grigio!!!

@gf ;-) sai che belle discussioni che vi fareste
@angelo non potendo permettermi gli originali , mi accontento delle copie dei quadri che mi piacciono di più, certo vederli dal vivo è un'altra cosa

@franca epr fortuna quella non l'ho ancora persa,

b&b ha detto...

E' da fortunati provare simili emozioni. A me non è mai accaduto, purtroppo.

marco ha detto...

a me succede quando ascolto della musica che mi emoziona , come ieri sera a pavia durante un concerto di piano solo ...
Irene Veneziano (occhio a questa ragazza!) eseguiva Rapsodia Spagnola di Liszt e mi sono scese sulla guancia alcune lacrime di gioia ...

Blindsight ha detto...

ho sempre versato ettolitri di lacrimoni davanti all'arte, soprattutto alcuni quadri: sai qual'è uno di questi? un caravaggio a s. luigi de' francesi, non so ora ma si prima si doveva pagare per illuminarlo, era volutamente messo all'oscuro per farsi pagare, come succede spesso nelle "romane chiese".. ed io entravo lì con un sacco di monete apposta, per quei pochi minuti di luce: si accendeva ed usciva fuori un lampo di luce, quella unica di caravaggio che usciva da quel quadro, poi si spegneva, asciugavo lacrime, rimettevo le monete e ricominciavo ;)) (mi manca roma, forse ci vediamo per fine mese se ci sei), buona giornata laura

zefirina ha detto...

ci sono e sono contenta di incontrati

marco anche la musica spesso mi fa questo effetto, staremo invecchiando ;-)

marco ha detto...

noooooooo
non stiamo invecchiando
stiamo migliorando
ciau