venerdì, febbraio 01, 2008

una scelta di pace

oggi ho letto un articolo pacato, e molto interessante sul conflitto israeliano-palestinese la firma è di Daniel Barenboim, uno dei più celebri direttori d'orchestra internazionali, del quale ultimamente è uscito anche un bellissimo libro: La musica sveglia il tempo.
Scrive dell'incapacità di ammettere l'interdipendenza delle diverse opinioni di israeliani e palestini, ma anche il mancato riconoscimento del fatto che comunque il territorio conquistato da Israele non era disabitato, non era una terra senza popolo, come era stato divulgato all'epoca della sua creazione, nello stesso tempo i palestini devono accettare che Israele è uno Stato ebraico e vuole restare in quegli stessi territori.
E' difficile per me prendere posizione, non riesco a farmi un'idea precisa, ho sentito i racconti di chi è nato lì, era venuto in Italia per la paura dei continui raid, ma poi ha scelto di tornare a vivere in Israele perchè sentiva che era il luogo giusto per farci crescere i propri figli.

8 commenti:

Giovanna Alborino ha detto...

con la propria terra, ci si sente sempre legati..

Isabel Green ha detto...

è una situazione davvero complicata. ci sono torti e ragioni da entrambe le parti...speriamo solo che un giorno la pace possa arrivare anche in quella terra

Anonimo ha detto...

Gli ebrei non avevano il diritto dopo millenni di creare uno stato in palestina, ma quella terra se la sono meritata.
Del resto neanche gli arabi sono capitati li per caso.
La Storia da ragione ai vincitori.

Mat

antonio ha detto...

Penso che oramai le tensioni nazionalistiche, ed i retroscena storici del '900, non siano i soli fattori ad alimentare i conflitti in Isrele... Dietro ci vedo molti interessi internazionali...

Gianfranco ha detto...

Sono in guerra da "solo" poco più di cinquant'anni e se per un attimo penso a quanti secoli ci abbiamo messo noi, in europa, per essere in pace, la vedo brutta...
Epperfortuna che eravamo tutti cristiani.

Alberto ha detto...

Questione annosa e complessa: entrambi hanno le loro giuste ragioni.

Un abbraccio pacifista :-)

Franca ha detto...

Il problema è che lo Stato d'Israele è stato creato con riga e matita sulla cartina geografica, senza tener conto della vita reale.
Ma ora lo stato c'è è bisogna prenderne atto come bisogna prendere atto che un uguale diritto spetta ai palestinesi.
Perchè gli ebrei che hanno tanto sofferto per non avere una patria ora non vogliono riconoscere lo stesso diritto ad un altro popolo?
La situazione, comunque, secondo me avrebbe potuto essere gestita diversamente se non ci fosse stato l'appoggio incondizionato degli USA verso Israele. Posizioni più equidistanti avrebbero sicuramente consentito una maggiore possibilità di dialogo

zefirina ha detto...

franca è un problema comune a molti stati, la ridisegnazione dei confini con una matita non tenendo conto nè delle culture locali, nè delle razze.