giovedì, febbraio 07, 2008

l'insostenibile leggerezza dell'essere

da l'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera

Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.
La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze.[...]. L'uomo, spinto dal senso della bellezza,trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita.
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. [...]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.
Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi [...] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...] C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...] E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.
Tutti noi consideriamo impensabile che l'amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere, che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita.
L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna).


16 commenti:

Pispola ha detto...

parole sante...
l'amore, in questa e in tutte le altre forme, è ragione di vita... per tutti noi...
kiss

Isabel Green ha detto...

devo decidermi a leggerlo questo libro!

Gianluca ha detto...

Mi hai fatto venir voglia di rileggerlo..
a me piace l'ultima frase..
si può fare l'amore con molte donne ma si può condividere il risveglio solo con una persona.
Buona giornata

Albachiara ha detto...

desiderare solo la sua semplice presenza, è giustissimo ma è difficile metterlo in pratica. Forse dopo un rapporto che dura da tanto tempo e ben consolidato si arriva a pensarla così.
Qualcosa di leggero...bellissimo!

Ho letto il libro ma penso che lo rileggerò.
Un abbraccio

zefirina ha detto...

ieri qualcuno me l'ha fatto tornare in mente, per via del mio modo di essere: di volgere in leggerezza tutto quello che c'è o c'è stato di pesante nella mia vita, questo mi ha aiutato ad adattarmi e a "sopravvivere", però a volte questa mia leggerezza, questo modo di usare l'ironia per sdrammatizzare situazioni o eventi tragici viene frainteso e svalutato.
@gianluca può sembrare un'affermazione esagerata ma anche a me riesce più difficile dormire con un uomo che farci l'amore, è una questione di fiducia, di abbandono, di intimità

zefirina ha detto...

sono le "pretese" che rovinano i rapporti, secondo me, certo non è facile vivere un rapporto a distanza, io lo so bene, io che, mio malgrado, sono abituata ad assenze, lontananze, mancanze,e la speranza del domani, del rivedersi che attenua la frustrazione, reggo abbastanza bene, per altri è più difficile

Gianluca ha detto...

..essere addormentati accanto ad un'altra persona ci rende ancora più vulnerabili.
Era Kundera a dirlo o sono io?

lucia cirillo ha detto...

Grazie per questo "stralcio" di uno dei più bei libri che esistano...anche se mi hai ricordato (involontariamente :-) ) che appartengo alla categoria più "sfigata" (...la quarta...
:-((().

zefirina ha detto...

benvenuta allora lucia perchè qui la sfiga ci vede benissimo,
gianluca chi l'ha detto, l'ha detto, noi così la pensiamo

odio sentirmi vulnerabile

Alberto ha detto...

L'insostenibile leggerezza dell'essere vulnerabili. La sostenibile pesantezza di vulnerare. Sostenibile?

Mario Scafidi ha detto...

il mio libro preferito.una lezione di vita. ho letto le ultime pagine con ansia furibonda, e appena finito sono scoppiato in un pianto liberatorio. ridicolo? può darsi, ma io dico grazie a kundera.

zefirina ha detto...

ridicolo no

Gianfranco ha detto...

"L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna)."

Non sono assolutamente d'accordo!
(ettepareva...)
Condivido il concetto del dormire insieme, ma sono in assoluto disaccordo quando afferma che la cosa si applica ad una sola donna.
Vorrei sapere cosa vieta di poter amare due donne (o due uomini...)
La storia è piena di episodi del genere e, come sempre, chissà quanti ne sono esistiti e ci sono, ma di cui nn si saprà mai nulla.

Kundera...bocciato!

^__^

Alberto ha detto...

Ma non era un film? O.O

Un abbraccio wind :-)

S.B. ha detto...

il mio libro preferito (del mio autore preferito)... l'ho consumato a forza di leggerlo e rileggerlo!

zefirina ha detto...

simone anche io