martedì, maggio 29, 2007

il vento che accarezza i palazzi

ieri sera mentre giravo per la casa finendo di mettere a posto, abbiamo organizzato una cena estemporanea dopo la recita di Andrea con alcuni suoi amici e i relativi genitori che per fortuna sono diventati miei amici, arrivava dalle finestre aperte un vento che faceva gonfiare le tende e tintinnare tutti quelle pseudo campane tibetane che ho appeso in quasi tutte le finestre, proprio perchè mi piace il loro suono quando c'è un po' di aria, non era una brezza leggera ma quasi un rombo che si insinuava tra le persiane e penetrava in tutte le stanze, però non mi metteva angoscia, come era capitato altre volte, anzi.... era un suono piacevole, sono andata a letto lasciando le finestre semiaperte proprio per addormentarmi con questa musica.

Stamattina ho riflettuto su quanto lo stato d'animo influenzi la percezione degli avvenimenti, anche di quelli più banali e semplici, se sei triste e depressa o angosciata anche il clima può concorrere a renderti ancora più triste, depressa, angosciata, se invece sei più serena, persino in un giorno di pioggia e vento come oggi niente può scalfire il buonumore, anche se sei venuta in scooter e rischi di tornare a casa fradicia.

7 commenti:

astralla ha detto...

Il buonumore viene con l'umore...pessimo giro di parole ma rende ;)...siamo volubili e variabili come il tempo...ma è bello per questo :)

Alberto ha detto...

Accidenti se è vero!
E talvolta bisogna imporsi di non pensare, per rendere l'umore e, conseguentemente, le giornate più leggere e vivibili... :-/

Un abbraccio umorale :-)

Alberto ha detto...

Variante.

Un giovane è seduto al bar, fissando la sua bevanda. Non si muove per mezz'ora. Così, un grosso camionista che lo osserva, gli si avvicina e si beve il suo drink. Il povero giovane si mette a piangere. Il camionista gli dice: "Su, dai, era uno scherzo. Ti pago un altro di quello che bevevi. Non posso vedere un uomo piangere". "No, non è per questo che piango. E' solo che oggi è il peggior giorno della mia vita... Mi sono svegliato tardi e sono arrivato in ritardo a un importante impegno di lavoro. Il mio capo si è incazzato e mi ha licenziato. Quando sono tornato alla macchina ho scoperto che me l'avevano rubata e la polizia mi ha detto che non poteva farci nulla... Così ho preso un taxi per tornare a casa e, dopo averlo pagato e dopo che il taxi se ne è andato, mi sono accorto di aver dimenticato il portafoglio sul mezzo. Quindi sono entrato in casa e ho trovato mia moglie con il giardiniere... Allora ho lasciato casa depresso per venire in questo bar. E ora che pensavo di suicidarmi, TU mi hai bevuto il veleno..." :-D

Un abbraccio umoristico :-)

zefirina ha detto...

alberto il tuo è un umorismo decisamente noir :-)

lasposina ha detto...

Sì, direi di sì, mi uscito: un cazzo...Cmq ieri mi sentivo a casa, ad Amsterdam...cacchio ma dov'è il sole promesso?

artemisia ha detto...

Proprio oggi uscendo da lavorare passeggiavo verso la fermata dell'autobus e c'era un vento caldo, piacevole, e c'era il sole, e mi sembrava che la vita mi stesse accarezzando, e allora ho mandato un messaggio a qualcuno con questa sensazione, per condividerla...

zefirina ha detto...

@arte la penso esattamente come te e mi hai fatto venire in mente una cosa che ho scritto