venerdì, marzo 09, 2007

e le altre sere verrai?


Evidentemente, per lei e per lui, quella storia era originale, preziosa, rara. Era singolare. Era la loro storia. Non c'è stato colpo di fulmine, piuttosto una lenta crescita del desiderio. Ovvio hanno fatto l'amore fin dalla prima notte, ma l'attrazione reciproca si è forgiata nell'arco di alcune settimane. Passata la tappa sessuale restava in effetti da decidere se volevano essere qualcosa l'uno per l'altro. In verità, ciò si è insinuato piano, piano, è stata una conquista progressiva. E un giorno, hanno saputo che c'era, in modo inoppugnabile. Un'evidenza lampante. Non hanno avuto bisogno di fomulazioni: hanno subito capito cosa era.... non è successo niente che permettesse alle cose di prendere all'improvviso una piega definitiva. Semplicemente hanno cominciato a "stare insieme" e non hanno più preso in considerazione l'idea di potersi separare.
Lei non aveva fatto niente, per questo, non aveva cercato di essere particolarmente vigile, non si era immaginata niente, ignorava come sarebbe stato. Sapeva soltanto che dopo le avventure, i rapporti di una notte, le scappatelle senza domani, le storie di poche settimane e i celibati di qualche mese, sarebbe tornato il tempo del grande amore, quello che si vuole serbare, che si ha paura di perdere, che si cerca di consolidare in ogni momento. Quell'amore che fa capire perchè si è vivi.
Aveva anche la sensazione di non aver nulla da temere, si sentiva al sicuro, non avendo bisogno di far domande, godendo della massima libertà, non dovendo rinunciare a niente della propria indipendenza.
Si può amare qualcuno senza lederne l'esistenza senza chiedergli apertamente o surrettiziamente di rinunciare a ciò che è nell'intimo.
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E' sempre stato colpito dal rispetto assoluto, non negoziobile, di Louise per la libertà dell'altro, dal suo rifiuto di farlo cambiare, lei diceva spesso, scherzando, che aveva accolto Sthepen in una condizione e lo avrebbe restituito nella stessa condizione, che nessuno avrebbe potuto rimproverarla di averlo deformato, rattrappito, intaccato e nemmeno migliorato peraltro.
In fin dei conti non ha toccato nessuna delle sue qualità, nessuno dei suoi difetti, lui non ha mai dovuto rinnegarsi, smentirsi, emendarsi, è stato libero in tutte le sue scelte, il valore inestimabile di quell'impunità l'ha scoperto troppo tardi.
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Minimizzare in ogni circostanza. L'ironia.... Mostrare una sorta di distacco. Non negare il dolore possibile, no, ma renderlo lontano, inconsistente.....
Secondo lei non ci si rifà una vita, la si continua non distogliendosi da ciò in cui si crede e imparando da ciò che si attraversa, la si potrebbe tacciare di idealismo all'acqua di rose, il mondo cambia, la vita mette di fronte a delle prove, ma si può restare se stessi e trionfare su quelle prove, in fin dei conti le sofferenze fanno parte dell'esistenza, ma valgono cento volte di più dei momenti insipidi, sono il prezzo da pagare per affermare ciò che si è e a portare a compimento le cose che si sono progettate.

(Philippe Besson E le altre sere verrai?)

2 commenti:

K. ha detto...

ero presente
ogni maledetta notte
al nostro appuntamento mancato
alla solita pena
che incrocia l'ombra della sera
ero presente ma tu non c'eri
e mai ci sarai
presa come sei
dal vento che muove
la seta nei
capelli
ero presente
a bere struggimento
e nostalgia
e spleen di mezzanotte
ero presente eabbaiavo alla luna

zefirina ha detto...

oh ecco il mio poeta personale, caro k ma se non sono presente nemmeno a me stessa!!!