giovedì, settembre 14, 2006

il peggio è passato

questo ritornello mi ha frullato in testa durante tutte le vacanze, è stato una specie di mantra, il peggio è passato ora sono convalescente, il rimpianto che aveva sostituito il dolore bruciante sta scemando anche quello, complice l'estate, le vacanze e l'affetto degli amici, resta solo ogni tanto una piccola fitta , come quando una vecchia ferita che hai e che è guarita torna a pulsare perchè magari cambia il tempo, perchè magari senti la strofa di una canzone, o leggi un brano di un libro che sembra appartenerti o vedi una scena particolarmente sensuale in un film, tutto qui, hai perdonato perchè non si poteva fare altrimenti, con un carattere come il tuo, hai parlato, sviscerato, rivoltato questa storia con le tue amiche, non con lui, lui con te non vuole parlarne, è tornato qualche volta a farsi vivo con sms e mail, ma più per mettersi la coscienza in pace che per vera voglia di sentirti, o forse c'era anche quella ma non era il tuo stesso tipo di voglia. Mi è venuto in mente che chi ha sempre vissuto in penombra, in silenzio all'inizio rimane folgorato e affascinato dalla luce, dal sole ma poi tutta quella luce lo stanca e preferisce tornare in ombra, tutto il contrario di una splendida poesia di emily dickinson:
Non avessi mai visto il sole
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha aggiunto al mio deserto
una desolazione inaudita.


6 commenti:

Anonimo ha detto...

insomma meno male, superata questa fase il resto è in discesa, immagino. invece io mi sento come se tutto dovesse iniziare ora, tutte le parole sul futuro, sulle prospettive lavorative, sull'impegno, la dedizione, sulla famiglia, mah speriamo bene. ora come ora mi sento come un condannato a morte che ha le ultime ore di vita e vuole e deve sfruttarle al meglio...

zefirina ha detto...

OH MY GOD!!!!!
Ultimo desiderio???

MB ha detto...

uuh, bella questa! bella citazione

il massimo dei micheli ha detto...

addapassa' a nuttata... e poi passa...
"il peggio è passato": l'ambiguità intrinseca della frase di cui si accorge un paranoico critico come me: il peggio è nel passato, il presente ha tutte le sue emozioni e potenzialità, che a volte offuschiamo per nostalgia ed attaccamento, il futuro non esiste ancora.
Nel lontanto 1993 mi trovavo in Albania, volontario, e parlavo con un anziano del posto che mi raccontava cose tremende di vita quotidiana: soprusi, violenze, ingiustizie. Al mio sguardo desolato, alla mia domanda "ma come si fa a continuare a voler vivere...", lui prende aria per cercare la risposta, espira la sua accettazione delle cose in sè, e mi risponde con una sintassi minimale : "l'uomo respira...".

zefirina ha detto...

oppure basta avere un nipotino che ti guarda con sguardo adorante e ti dice nonna la vita è meravigliosa (e non ha ancora visto il film di frank capra, per ora)

Stefania ha detto...

Sei una bella persona, troverai sicuramente qualcuno che lo sappia apprezzare ;-)
I bambini, a volte dicono cose che ti lasciano a bocca aperta...sono geniali! Il mio (4 annie mezzo) qualche tempo fà ha detto: "mamma guarda fuori: il mondo è vivo!"...non è illuminante?
Ciao!