il riccio
Per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e vede oltre. Può sembrare banale, eppure credo che sia profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che stiamo soli nel deserto, potremmo impazzire. (...)
Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.
da l'eleganza del riccio
l'autrice del romanzo Muriel Burbery ha "scomunicato" il film chiedendo che fosse sottolineato il fatto che fosse liberamente tratto dal suo libro, a me personalmente il film è piaciuto e mi è sembrato ben fatto, è più leggero rispetto al libro per via del taglio di tutte quelle elucubrazioni filosofiche che appensantivano il libro, riuscendo tuttavia a rendere bene l'ipocrisia che regna in una certa ricca borghesia francese e la frenesia comune a molti in questo secolo di voler apparire a tutti costi piuttosto che essere. Originale anche l'idea di sostituire il diario che Palomà scriveva per annotare i suoi pensieri e i suoi propositi di suicidio, con la videocamera, così come l'uso dell'animazione in alcuni passaggi.
Bravissima la ragazzina e Josiane Balasko è grandiosa nell'interpretare la goffa e impacciata portiera che nasconde agli altri, ma forse anche a se stessa, un'eleganza dell'anima.
Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.
da l'eleganza del riccio
l'autrice del romanzo Muriel Burbery ha "scomunicato" il film chiedendo che fosse sottolineato il fatto che fosse liberamente tratto dal suo libro, a me personalmente il film è piaciuto e mi è sembrato ben fatto, è più leggero rispetto al libro per via del taglio di tutte quelle elucubrazioni filosofiche che appensantivano il libro, riuscendo tuttavia a rendere bene l'ipocrisia che regna in una certa ricca borghesia francese e la frenesia comune a molti in questo secolo di voler apparire a tutti costi piuttosto che essere. Originale anche l'idea di sostituire il diario che Palomà scriveva per annotare i suoi pensieri e i suoi propositi di suicidio, con la videocamera, così come l'uso dell'animazione in alcuni passaggi.
Bravissima la ragazzina e Josiane Balasko è grandiosa nell'interpretare la goffa e impacciata portiera che nasconde agli altri, ma forse anche a se stessa, un'eleganza dell'anima.


