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sabato, aprile 18, 2009

Appello politico per una ricostruzione in Abruzzo senza infiltrazioni mafiose

LE RISPOSTE SONO UN DOVERE.
La prima emergenza in Abruzzo si è pressoché conclusa. Garantito il funzionamento delle tendopoli o comunque delle soluzioni abitative provvisorie, inizia la fase della ricostruzione.
Non vogliamo entrare in contenuti puramente tecnici ma riteniamo sia assolutamente necessario dare un contributo di indirizzo politico alla ricostruzione in Abruzzo. In alternativa alle new towns di Berlusconi chiediamo che siano messe in campo quelle competenze che possono sviluppare progetti condivisi che valorizzino il territorio e trovino soddisfazione in materiali e costruzioni ecocompatibili. Una nuova progettualità indirizzata ad un miglior rapporto con l’ambiente può elevare la qualità della vita specialmente là dove eventi luttuosi hanno segnato profondamente la vita delle persone.
Sicuramente in molti aspirano ad entrare nella cerchia di chi dal terremoto ci guadagnerà e proprio per questo la Sinistra, al di là di frazionamenti su altri temi, riteniamo debba essere vigile, propositiva e non tollerante nei confronti di chi, come già in altre calamità, ha approfittato per creare tandem affaristico-politici.
Non possiamo tollerare che interessi di tipo mafioso possano stendere i loro tentacoli su questa ricostruzione.
Il popolo della sinistra si appella ai propri politici per sentirsi rappresentato nella lotta contro le speculazioni edilizie in Abruzzo. Il lutto di questa terra, il dolore, i timori e la dignità delle persone colpite dal terremoto meritano nuove risposte dall’Italia nel segno della trasparenza, della legalità e del rispetto.
Alcuni blogger nei giorni scorsi attraverso la rete hanno sollecitato dirigenti locali e nazionali della sinistra ad esprimersi su questi indirizzi di ricostruzione che oggi riguarda l’Abruzzo, ma che di fatto può diventare un modello di progettualità per altre città anche non in regime di emergenza.
Tutti questi dirigenti sono stati contattati in quanto presenti in rete attraverso social network o blog.

DA NESSUNO DI ESSI E’ ARRIVATO ALCUN COMMENTO.

Rinnoviamo l’invito ad esprimersi in quanto riteniamo queste risposte un DOVERE.
La rete non è una passerella dove è sufficiente la presenza per guadagnare consensi.

I dirigenti gia contattati precedentemente e che saranno nuovamente contattati tramite facebook sono:

Bruno Pastorino, Massimiliano Smeriglio, Alfonso Gianni, Gennaro Migliore, Titti De Simone - (MPS – Sinistra e Libertà)
Antonio Bruno – Vittorio Agnoletto - (Sinistra Europea)
Tirreno Bianco – (PdCI)
Ermete Realacci, Claudio Burlando, Claudio Montaldo, Roberta Pinotti, Pierluigi Bersani, Mario Tullo, Fausto Raciti, - (Partito Democratico )
Roberta Lisi, Claudio Fava, Lorenzo Azzolini, - (Sinistra Democratica – Sinistra e Libertà )
Unire la Sinistra, Katia Belillo, Mariuccia Cadenasso, Umberto Guidoni, Luca Robotti - (Unire la sinistra – Sinistra e Libertà )
Paolo Ferrero, Maurizio Acerbo – ( PRC)
Cristina Morelli –(Verdi- Sinistra e Libertà )

Ovviamente la discussione è aperta a tutti

I blog che promuovono questa iniziativa e ai quali indirizzare commenti sono:

loris a sinistra
Luz come il pane a colazione
il Russo
pierprandi l'eco dell'Appennino
la Mente Persa
schiavi o liberi schiavi o liberi
Gap vengo da lontano ma so dove andare
aldo il monticiano via della Polveriera

Invitiamo gli altri blogger a diffondere questa iniziativa in rete al fine di garantire una discussione ampia.

lunedì, novembre 17, 2008

rispondere al silenzio


Siamo un gruppo di infermieri, donne e uomini, impegnato a livello professionale e personale nell'ambito della violenza contro le donne. In prossimità della Giornata Mondiale per l'Eliminazione della Violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni Unite il 25 novembre, vogliamo diffondere questo appello fra i colleghi e le colleghe per fare sentire la nostra voce e testimoniare la nostra volontà di impegnarci come infermieri ed infermiere, per rispondere al silenzio che ancora circonda le donne vittime di violenza.

Aderisci inviando un'email, il tuo nome e cognome e la struttura presso la quale lavori, se vuoi con un breve commento, all'indirizzo appello.infermieri@gmail.com, dandoci implicitamente il consenso a nominarti come firmatario/a dell'appello. Aiutaci a estendere il più possibile questa iniziativa, inoltrando l'email e l'appello ai tuoi colleghi infermieri e alle tue colleghe infermiere e invitandoli ad aderire.

UN APPELLO ALLE INFERMIERE E AGLI INFERMIERI RISPONDIAMO AL SILENZIO!

Le conseguenze della violenza sul piano della salute portano spesso la donna che ne è vittima a contattare le strutture sanitarie, ospedaliere e del territorio. Il più delle volte, la paura, la
preoccupazione per la propria famiglia, la rassegnazione al ruolo di vittima, la mancanza di
indipendenza e autonomia, psicologica ed economica, spingono la donna a chiudersi nel silenzio e a dissimulare con qualche scusa i segni della violenza.
In altri casi, la donna chiede esplicitamente aiuto e si rivolge alle strutture sanitarie cercando accoglienza, comprensione, cura e sostegno. Molte donne vittime di violenza, fisica o sessuale,
hanno raccontato di come spesso il personale sanitario, anche infermieristico, volutamente o inconsapevolmente, non ha saputo vedere oltre quello che il riserbo, la paura, la vergogna volevano nascondere:
non hanno saputo ascoltare oltre il silenzio e in molti casi hanno giudicato.
Al silenzio, al sussurro, alla dissimulazione della donna, si contrappone spesso una mancanza di capacità e di volontà da parte del personale sanitario di percepire il bisogno e di prendersi cura con responsabilità e professionalità.
Siamo un gruppo di infermieri e vogliamo rinnovare anche su questo problema il patto che abbiamo stretto come infermieri, uomini e donne, con le persone in stato di bisogno. Affermiamo nei confronti della donna vittima di violenza il nostro impegno a:

RISPETTARE la tua dignità, le tue insicurezze e garantirti la riservatezza;
ASCOLTARTI con attenzione e disponibilità quando hai bisogno;
STARTI VICINO quando soffri, quando hai paura, quando la medicina e la tecnica non bastano.
MIGLIORARE la nostra capacità e competenza nell’accorgerci della tua situazione, nell’accoglierti e nel prenderci cura di te

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE CI RIGUARDA TUTTI E TUTTE: PRENDIAMO UN IMPEGNO PUBBLICO

Grazie

Gruppo infermieristico di lavoro sulla violenza contro le donnePoliclinico Tor Vergata - Roma



giovedì, ottobre 16, 2008

appello per non dimenticare il congo

oggi è proprio il giorno della memoria, non dimentichiamoci nemmeno le tragedie di cui non si parla, sentite Jean Leonard Toudì

giovedì, ottobre 09, 2008

appello per fermare il decreto gelmini

io l'ho fatto, scrivete al Presidente della repubblica qui questo testo


Esimio Presidente della Repubblica, come docente/genitore e soprattutto cittadino italiano le chiedo di fermare lo smantellamento della scuola pubblica ad opera del Decreto Legge 137. In fede

Firma

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stanno arrivando centinaia di mail


ho raccolto l'appello di un'amica insegnante e ve lo rigiro