martedì, gennaio 14, 2014

limiti



"Ansia, incubi, esaurimento nervoso, c'è un limite ai traumi che una persona può sopportare prima di mettersi ad urlare in mezzo alla strada" (Jasmine- Cate Blanchett in Blue Jasmine)

questa frase mi rigira in testa da quando ho visto il film, che tra parentesi a me è piaciuto molto, probabilmente sono di parte, ho sempre amato molto Woody Allen, sin dai suoi primi film, e poi questo è girato a San Francisco dove oserei dire ormai sono di casa, per via di mia figlia, e quindi molti dei luoghi li ho visti e quindi riconosciuti, ma a parte questo è la parobola discendente di questa donna, nemmeno tanto simpatica, anzi tutto il contrario, per niente vicina al mio mondo, più borghesuccio e meno altolocato, dicevo è questa parabola discendente che mi ha colpita, perchè a volte, e oggi come oggi oserei dire che succede sempre più spesso, ci si ritrova impoveriti, impoveriti finanziariamente per via della situazione economica generale, impoveriti sentimentalmente per via di una carenza/penuria di persone pronte ad affrontare la grande sfida di mettersi in relazione con l'altro, sia a livello sentimentale che amicale, talvolta c'è chi l'affronta questa sfida ma è così ansioso di affrontarne un'altra che passa da un legame all'altro con una velocità degna di un centometrista.
Quando ero giovane pensavo che alla soglia dei fatidici 50 avrei potuto per così dire rilassarmi e come si dice "godermi la vita", invece mi sembra che alla soglia dei 60 (mancano ancora tre anni) son qui che ancora mi dibatto tra problemi familiari e sentimentali, oddio quelli sentimentali ultimamente non tento nemmeno di risolverli occupata come sono a star dietro ai problemi di salute pesanti di mia mamma, viene in mente che a parte una piccola tregua, che non mi sembra di aver avuto, dopo essermi occupata dei tuoi figli ora, giustamente, mi debba occuparti dei  genitori, la domanda sorge spontanea: "ma di te quando potrai mai occuparti?" 

E poi dato che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, in questi primi giorni dell'anno ne sono successe di tutti i colori: la macchina di Alex sfondata in un parcheggio, un fratello che si è rotto tutte e due le gambe su uno slittino su una pista per bambini, e pensare che anni e anni di moto, rally e quant'altro l'avevano graziato, la mamma che sta affrontanto un percorso non piacevole, come si fa a fare buoni propositi e a ritrovare una serenità? 

ci vuole Karma..o meglio tocca sta carma!!!!!

calma e sangue freddo


11 commenti:

Alberto Cane ha detto...

Ci sono momenti così, purtroppo. Pensare che ne verranno di migliori no? Un abbraccio.

il monticiano ha detto...

...per i troppo buoni e per i troppo troppo pazienti.

Gianna Ferri ha detto...

Verrà il bel tempo, Zefi, contaci !

Ambra ha detto...

Per fortuna non c'è nulla di statico. Una parabola discendente può arrestarsi oppure addirittura invertire la rotta e risalire. E' difficile che pur nei momenti bui non ci sia qualcosa di positivo cui attaccarsi, da cui attingere se non allegria, almeno la capacità di adattarsi per un po'. Comunque hai la mia simpatia:)

Cri ha detto...

A me non è piaciuto, non l'ho trovato sincero,e piuttosto perfido. Woody, che pure ho amato molto nella prima metà della sua carriera, mi pare diventato un vecchio misantropo inacidito... A tratti Jasmine mi è sembrata una maschera, non un personaggio a tutto tondo: una maschera isterica e ridicolmente infantile, totalmente inadeguata all'esistenza, che a un bel momento per uno scatto di dispetto si mette da sola una bomba sotto il sedere, e poi vorrebbe tornare indietro, oppure continuare ad accollarsi a qualcun altro come ha fatto per tutta la vita, ma finisce punita come i cattivi delle fiabe...
Quello che racconti tu nel resto del posto riguardo ai tuoi guai invece è tutto un altro film, proprio l'opposto: la storia di una donna che non si tira mai indietro, che non si appoggia a nessuno ma piuttosto, al contrario, si fa carico dei problemi di tutti quelli che ama senza mai risparmiarsi.
Sono anch'io un'esperta del ramo, sin da quando sono nata... Ma ora qualcosa sta cambiando in me. Se una è buona non può snaturarsi, ma rivolgere la sua bontà anche verso di sé, sì, può: te lo dice una che da qualche tempo si ritaglia, in una vita che è stata difficile dal giorno della sua nascita, con le unghie e coi denti ogni pezzetto che riesce di tempo per sé, si fa spesso una coccola, dà controllato sfogo a qualche mattana, si gode beate mezz'ore di ozio, perché ha scoperto che non c'è nessuna persona a questo mondo, figli genitori mariti fidanzati amici, con cui predilige stare in compagnia, e con cui senta più giusto farlo, più di se stessa... Un abbraccio forte forte, grande e splendida donna. :***

cristiana2011-2 ha detto...

Vedrai...vedrai, vedrai che cambierà.http://www.youtube.com/watch?v=MZ2s4KTLUj8
Ascolta Luigi Tenco.
Mi piace il tuo blog, anzi mi ripiace, perchè l'avevo perso.
Cristiana

malielan ha detto...

Ah si,ce vuole un sacco di calma!! Io ne so qualcosa. Non mi sono mai persa d'animo anche se a volta lo sconforto tenta di sfondare una porta socchiusa. So cosa vuol dire ritrovarsi a 48 anni e dover ricominciARE, rinventarsi arrabattarsi per tirare avanti in attesa che la situazione migliori. Il tema di questo film credo di conoscerlo e di sicuro quando arriverà in seconda visione andrò a vederlo , nel frattempo ..animo! e avanti:) Caspita però..se come oggi piove a catinelle e il cielo è di un grigio da paura ..e difficile;) Ah! a proposito..il mio nuovo blog è questo,l'altro l'ho fermato perché con il nuovo anno ho deciso per la "risalita" e di non voltarmi più indietro,indi..mi fa sempre un gran piacere quando vieni a trovarmi. Ciao!

Marina Salomone ha detto...

ti capisco alla grande…. sono momenti piuttosto difficili!!! bella la scelta della canzone
Ciao buona settimana :-)

Baol ha detto...

E' come se uno venisse messo alla prova, che i propri fili vengano tirati fino a quando non si spezzano e quando si spezzano succede che o si urla per strada o si sta zitti, si prendono i capi del filo e si rifà il nodo...tu, per come ti conosco io, sei brava con i nodi

;)

Marco Valenti ha detto...

Dieci anni di malattia di un padre con in mezzo una separazione e un figlio da crescere ed educare senza che ne subisse contraccolpi mi fanno essere prossimo alle fatiche che ti affliggono. Si va avanti e si impara ad assaporare al meglio ogni piccola gioia per resistere, resistere, resistere.

Arianna Marangonzin ha detto...

Non preoccuparti...bisogna andare avanti.
Difficile forse ....ma tornerà il sereno...