martedì, giugno 04, 2013

condomini

ieri sera ho dovuto partecipare ad una riunione di condominio, uso il verbo dovere perchè di certo non è un piacere e non lo è mai stato,  ci sono faide preistoriche tra i vari condomini e c'è più di un soggetto becero, con il più becero di tutti c'è ahimè un legame acquisito di parentela, non ci siamo mai state particolarmente simpatiche ma mentre io vivo la mia vita e mi interesso poco di quella degli altri condomini, lei sta sempre in guardia per trovare gli altri in fallo, vede sempre la pagliuzza negli occhi degli altri non accorgendosi della trave che ha nei suoi, ma tralasciando le note di carattere personale, quello che riesce ancora a stupirmi è il fatto che questo tipo di riunione, a detta di molti, tira fuori il lato peggiore che c'è in noi, per quanto uno tenti di fare una sorta di training autogeno per mantenere un aplomb, alla fine il tono si alza sempre e se non si finisce alle mani è un miracolo, ricatti, recriminazioni, insulti sono all'ordine del giorno, mentre i punti all''ordine del giorno vengono completamente dimenticati, se l'amministratore di turno gode di un buon carisma riesce a far da paciere altrimenti è guerra civile.

So che in Francia hanno istituito la festa del condominio dove tutti i condomini si riuniscono nel cortile o in uno spazio comune per passare una giornata in allegria, da noi mi sembra non abbia mai preso piede, lontani i tempi in cui conoscevi tutti quelli che abitavano nel tuo palazzo e magari andavi a chiedere in prestito un uovo o un etto di burro, per quanto io prima prestavo sempre il mio grande frigo a chi organizzava una festa in  casa sua, ora per mia fortuna ho un coloratissimo Smeg nel quale peraltro non entra quasi niente!

Io a parte l'eccezione di cui sopra ho per fortuna un buon rapporto con tutti, saluto corrisposta, posso ancora chiedere il famoso uovo in prestito e ricambiare con un caffè, non brontolo mai per qualche rumore momentaneamente molesto perchè ho dei figli rumorosissimi e anche io ogni tanto cedo alla tentazione del karaoke, insomma a turno ognuno ha qualcosa da farsi perdonare, meglio chiudere un occhio e mantenere dei rapporti di buon vicinato.

e voi??? che rapporti avete con i vostri condomini?





una chicca: non riuscivo a ricordarmi come si scrivesse il plurale di condominio e ho trovato questo articolo sul blog dell'accademia della crusca

7 commenti:

Cri ha detto...

Ah, cara Pat, la difficoltà di rapporti che si riscontra in tutti i condomini della penisola la dice lunga sul grado di maturità, civismo e socialità del nostro Paese.
Nel 1999 ho ricomprato casa nel condominio dove sono nata, una palazzina a due scale degli anni sessanta nella periferia ai paraggi della prima cinta di mura della città, dove quando ero bambina vivevamo in decine di ragazzini (ogni famiglia aveva in media due o tre figli) che si conoscevano tutti, si salutavano, magari andavano pure a scuola insieme, e non di rado insieme giocavano, gli uni a casa degli altri. Mano a mano il nucleo originario si è polverizzato, i ragazzini, cresciuti, sono andati via, lasciando nella maggior parte degli appartamenti i quasi ottuagenari genitori, e più spesso una sola madre vedova (ma abbiamo anche la rarità di un vedovo quasi centenario). I pochi nuovi arrivati, tutti senza figli, sono estranei che non so riconoscere se li incontro per le scale. Nelle riunioni condominiali, dove partecipa con abnegazione il marito, tutti si guardano in cagnesco, polemizzano, si irrigidiscono sulle proprie posizioni, col risultato che non si riesce più a pigliare alcuna decisione, si cambiano solo amministratori su amministratori, l'ultimo che arriva sempre più insoddisfacente e poco affidabile di quello appena scaricato. Dal canto mio io non sopporto più nessuno: sogno di campare in un villino sola con i miei e vivo il rapporto con gli altri residenti del palazzo con insofferenza e fastidio, spesso nascondendomi negli angoli bui dell'androne quando, entrando o uscendo, sento scendere qualcuno a piedi o in ascensore, soprattutto certe vecchie signore che, avendomi vista piccina, non riescono ad esimersi dal trattarmi ancora con poco riguardo da infante alla mia tenera età di quarantotto anni abbondantemente suonati, facendomi irritare e anche intristire... Abito all'attico e mi piacerebbe, quando mi chiudo la porta alle spalle, immaginare la mia piccola e graziosissima casetta con terrazzo come un'isola deserta. Purtroppo i miei vicini di pianerottolo a destra e a sinistra sono i peggiori del palazzo!

SandalialSole ha detto...

Quando ci spostammo da Milano in provincia, uno dei vantaggi che trovammo fu quello di uscire dallo status di condomini per entrare in quello di vicini. Ora, qualcuno che visceralmente è incapace di non frantumare gli zebedei al prossimo c'è sempre, ma per il resto sono venti anni che si vive tra cancelli aperti, bambini che saltano da un giardino all'altro, scambi di frutti dell'orto, di torte e passate di pomodoro. Che meraviglia!

Alberto ha detto...

Forse il mio condominio è un po' anomalo, e forse il fatto che la casa ha più di Cinquecento anni aiuta, chissà, ma regna abbastanza armonia fra noi. E se ogni tanto succede qualche piccolo screzio dura poco.

Gianna Ferri ha detto...

Sembra che alle riunioni di condominio le persone tirino fuori il peggio di sè...

il monticiano ha detto...

LUNGA RISPOSTA:
Venerdi 21 dicembre 2012

L'appartamento in cui abito attualmente fa parte di un condominio di circa 92 unità immobiliari ed il cui amministratore, un pensionato di circa 70 anni, abita nel mio stesso piano, proprio di fronte a dove sto io. Oltre che amico è un ottima persona, onesta, ed è stato confermato nella sua carica da parecchi anni.
Circa dieci giorni fa aveva applicato un cartoncino sulla vetrata nell'androne d'ingresso del fabbricato dove avvisava che la sera del 21 dicembre alle ore 19.30, nel locale comune solitamente adibito alle riunioni delle assemblee condominiali, ci sarebbe stato un brindisi offerto dal condominio e che tutti i condomini erano invitati. Niente cibo e solo alcolici.
Anche se sono inquilino e non condomino mi sarebbe piaciuto andarci ma il fatto del solo alcolici mi preoccupava un po', quindi parlai con lui e gli chiesi se poteva scapparci una mezza coca cola. Lui ribadì che ci sarebbero stati solo alcolici.
La sera del 21 ero ancora indeciso se partecipare oppure no. Ormai l'ora dell'appuntamento si stava avvicinando, attesi di vedere il TG delle 19 su Raitre al termine del quale, visto l'andazzo delle cose
qui in Italia, presi la decisione: mi vestii, dico meglio m'imbacuccai come un esquimese, mi recai al locale condominiale e, mentre scendevo due brevi rampe di scale piuttosto ripide iniziai a sentire un allegro chiacchericcio. Appena entrai mi vennero incontro sei o sette condomini salutandomi con affetto "ecco, è venuto anche Aldo" e l'amministratore mi volle offrire per forza un bicchiere di spumante che assaggiai appena.
Vidi però che oltre a varie bottiglie di spumante c'erano anche pizzette, mandorle salate, patatine fritte, insomma un brindisi coi fiocchi e che è durato oltre un'ora in quanto man mano sono giunti altri condomini. Notai, per la precisione, che io ero il più vecchio.
Tutto ciò accompagnato da canzoni cantate a squarciagola, tipo 'Roma nun fa la stupida stasera' ,
'Tanto pe' canta', 'La società' dei magnaccioni' ecc.
Al termine ci siamo salutati e, con mio grande stupore, alcune condomine che mi conoscono da anni in quanto abito lì dal 1969, mi hanno salutato abbracciandomi e facendomi gli auguri.
Sin dalla nascita, nei vari fabbricati dove ho abitato, sempre come inquilino, non ho mai visto il
verificarsi di tale insolito ma piacevole 'brindisi', per nessuna occasione.
Rientrato a casa ho cominciato a chiedermi come mai ad un amministratore di condominio sia venuto in mente di organizzare tale evento.
Poi mi sono detto "stai a vedere che ha organizzato questo brindisi non solo per le festività di Natale, primo dell'anno ed Epifania ma anche per la storiella della profezia Maya prevista per di più di venerdì. Non si può mai sapere avrà pensato il bravo amministratore."
Spontaneo m'è sorto il dubbio circa il motivo per cui l'amministratore si è dato tanto da fare anche perché sul cartoncino non aveva specificato che il brindisi veniva offerto per scambiarci gli auguri.

Un caro saluto,
aldo.


Laura Raffaeli ha detto...

io non ce l'ho proprio casa, ne ho cambiate tantissime sia da sola che da sposata e poi da divorziata, poi quando m'ero sistemata un po' ho avuto l'incidente così ho perso proprio tutto, oltre la vista: poche le riunioni di condominio quindi, ma con i vicini mai avuto problemi, a parte quando ero fuori roma e ho vissuto in un posto dove le normali regole di un condominio non sono ancora conosciute e sinceramente questo mi ha fatto soffrire (es.: un trapano di notte a roma ti chiama la celere, lì è normale..).
mia nonna però è stata la storica portiera del numero 6 a via palermo, dove sono nata e cresciuta: delle riunioni dei condomini ho il ricordo di nonna che faceva la schiava a tutti i "signori" che litigavano per vere czte, volendo soprattutto risparmiare sul suo stipendio!!
ciao laura
p.s.: ah! i vicini di casa più antipatici sono stati proprio quelli della prestigiosa casa a piazza caprera dove abitavo quando ho avuto l'incidente, zona più ricca dei parioli satura di pseudo ricchi, burini arricchiti e finti signori pronti a scannarsi per 10 cent, tirchi all'infinito e perfetti d'immagine ma così poveri e convinti di essere "brave persone", ..le stesse che ho seguito per anni come investigatrice e so bene cosa fanno di nascosto, altro che riunione di condominio, il peggio viene fuori quando si pensa di non essere visti :) ciao, laura
ari Ps: sfido comunque ogni riunione peggiore a vincere su quelle che fanno qui, nella palazzina dell'istituto ciechi, abitato soprattutto da vedenti..

zefirina ha detto...

vedo che siamo tutti in buona compagnia ;-)